In galera anche i due co-presidenti Hdp Demirtas e Yuksekdag. Verdi europei molto preoccupati

Nuova svolta autoritaria in Turchia: arrestati 11 deputati dell’Hdp, la sinistra autonomista

Ertugrul Kürkçü: «Il governo turco si sta incamminando verso una dittatura di stile nazista»

[4 novembre 2016]

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Quello che in molti temevano è successo: la polizia turca ha fatto irruzione nelle case dei deputati dell’Halkların Demokratik Partisi (Hdp – Partito Democratico dei popoli) e ne ha arrstato 11, compresi i co-presidenti Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag.

Secondo Kurdish Question, «Il primo raid è stato segnalato sulla casa di Figen Yuksekdag ad Ankara con la poliziache ha abbattuto la porta ed è entrata nei locali. Yuksekdag è stato arrestato dalla polizia che ha attaccato l’entourage della co-presidente dell’Hdp». .

Poco dopo l’altro co-presidente dell’Hdp, Selahattin Demirtas, ha twittato «I poliziotti sono fuori dalla mia casa a Diyarbakir con un mandato per il mio arresto».

Il ministero degli Interni turco ha confermato che q 11 deputati dell’Hdp  ieri sera sono stati arrestati dalla polizia durante operazioni svoltesi in tutto il paese e che tra i detenuti ci sono i due co-presidenti Demirtas e Yuksekdag. Gli altri parlamentari della sinistra kurda detenuti sono Sirri Sureyya Onder, Ziya Pir, Ferhat Encü, Leyla Birlik, Mehmet Ali Aslan, Nursel Aydoğan, Gulser Yildirim, Idris Baluken, Abdullah Zeydan.

Una fonte dellHdp ha confermato a Kurdish Question che  sono stati emessi mandati di arresto per altri quattro deputati: Tugba Hezer, Faysal Sariyildiz, Imam Tasci e Nihat Akdogan. Hezer e Sariyildiz sarebbero fuori dalla Turchia, mentre Tasci e Akdogan non sono ancora stati arrestati. A quanto pare non è vero che il governo islamista di Erdogan avrebbe enesso mandati di arresto per  tutti i 59 parlamentari dell’Hdp, ma è evidente che è stato decapitato il gruppo dirigente dell’unica vera opposizione parlamentare e che per i parlamentari ancora a piede libero diventa rischioso e praticamente impossibile svolgere un qualsiasi tipo di attività politica.

In concomitanza con l’arresto dei leader dell’Hdp  il governo turco ha bloccato l’accesso a Facebook, Twitter e Youtube e ha ristretto quello a  servizi di messaggistica come  WhatsApp e Instagram.

Parlando a Sterk TV il deputato Hdp di Mardin,  Mithat Sancar ha definito i blitz polizieschi «un colpo di stato» e ha detto che i militanti della sinistra autonomista «Non si inchineranno al fascismo del governo: La gente deve scendere in strada per difendere la sua volontà politica e i diritti».

Sempre su Sterk TV, i deputato di Istanbul Pervin Buldan ha detto che «Le detenzioni dei  parlamentari potrebbero proseguire nei prossimi giorni» e un altro deputato dell’Hdp,  Ertugrul Kürkçü, ha detto alla BBC che «Gli arresti sono totalmente illegali. Questo giro di vite non ha niente a che fare con il diritto processuale, il diritto penale, con qualsiasi sorta di  legge o con la Costituzione Si tratta di un sequestro illegale di parlamentari dell’Hdp. Il governo turco si sta incamminando  verso una dittatura di stile nazista.  Il governo turco rispetterà le norme internazionalmente riconosciute della democrazia parlamentare? Questa è la domanda di fondo».

Il Partito Verde europeo esprime forte preoccupazione per quanto sta succedendo in Turchia proprio alla vigilia della missione in Turchia della Commissione di Venezia, che aveva l’obiettivo di discutere i decreti d’emergenza adottati in seguito al fallito tentativo di golpe.

La co-presidente del Partito Verde europeo Monica Frassoni ha detto: «Guardiamo con crescente inquietudine allo spargimento di sangue a Diyarbakir e alla chiara involuzione autoritaria della Turchia, la quale, invece di mitigare le tensioni e favorire la pace, colpisce con inaudita violenza i nemici sbagliati. Siamo convinti che l’Unione europea e gli Stati membri commetterebbero un gravissimo errore se continuassero a chiudere gli occhi davanti a questi eventi, nell’illusione di mantenere un accordo traballante che serva a chiudere fuori migranti e rifugiati. Giocare con i nostri valori non rafforzerà la nostra credibilità. Abbiamo il dovere di aiutare e sostenere le forze democratiche turche, come il sindaco di Diyarbakir e lo stesso Demirtaş, i quali si impegnano a trovare una soluzione condivisa alla questione curda, rifiutano la violenza e rappresentano l’espressione legittima del voto popolare».

I media uffciali turchi presentano le irruzioni in casa degli esponenti dell’Hdp e il loro arresto come operazioni antiterroristiche. Il governo turco sostiene che l’Hdp ha stretti legami col Partîya Karkerén Kurdîstan  (Partito dei lavoratori del Kurdistan – Pkk), ma l’ Halkların Demokratik Partisi nega di appoggiare la guerriglia del Pkk che sta dando grossi grattacapi al regime di Erdogan, impegnato in una feroce repressione nel Kurdistan turco e che ha inviato soldati in Siria che attaccano i kurdi siriani del Rojava.

La risposta agli arresti da parte del Pkk sembra essere arrivata subito: stamattina a Diyarbakir è esplosa un’autobomba vicino a una caserma della polizia turca e ci sarebbero vittime e feriti.

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