Premio Nobel per la Pace all’International campaign to abolish nuclear weapons

L’Ican è stata sempre in prima linea per proibire ed eliminare le armi nucleari.

[6 ottobre 2017]

Il Norske Nobelkomite  ha deciso di assegnare il Premio Nobel per la Pace per il 2017 all’International campaign to abolish nuclear weapons (Ican). «per il suo lavoro per attirare l’attenzione sulle catastrofiche conseguenze umanitarie di qualsiasi uso delle armi nucleari e per i suoi sforzi innovativi per ottenere un divieto di tali armi».

Il Comitato per il Nobel ricorda che «Viviamo in un mondo in cui il rischio di utilizzo delle armi nucleari è maggiore di quanto lo sia stato a lungo. Alcuni Stati stanno modernizzando i loro arsenali nucleari e c’è un pericolo reale che altri Paesi cercheranno di procurarsi armi nucleari, come esemplificato dalla Corea del Nord. Le armi nucleari costituiscono una minaccia costante per l’umanità e per tutta la vita sulla Terra. Attraverso accordi internazionali vincolanti, la comunità internazionale ha precedentemente adottato  divieti contro le mine terrestri, le munizioni a grappolo e le armi biologiche e chimiche. Le armi nucleari sono ancora più distruttive, ma non sono ancora state oggetto di una simile proibizione giuridica internazionale. Attraverso il suo lavoro, l’Ican ha contribuito a colmare questo divario giuridico. Un argomento importante nella logica per il divieto delle armi nucleari è l’inaccettabile sofferenza umana che causerà una guerra nucleare».

L’Ican è una coalizione di ONG che è stata sempre in prima linea nel chiedere ai governi e alle nazioni del mondo di cooperare per stigmatizzare, proibire ed eliminare le armi nucleari. Ad oggi, 108 Stati hanno preso un tale impegno, noto come Humanitarian Pledge. L’Ican è stata fondata nel 2007 e raccoglie 406 organizzazioni attive in 101 Paesi del mondo: ne fanno ad esempio parte la Lega Internazionale Donne per la Pace e la Libertà (fondata nel 1915 contro la Prima guerra mondiale), Peace Boat, organizzazione giapponese, o la Norwegian People’s Aid. In Italia aderiscono all’ICAN Senzatomica e Rete Disarmo. La sede che coordina e gestisce la campagna internazionale è a Ginevra, in Svizzera e la direttrice è una donna, Beatrice Fihn.

La Tv ol della Pce spuieg che «Grazie al lavoro dell’IcnN, lo scorso luglio la Conferenza delle Nazioni Unite aveva approvato il Trattato sul divieto delle armi nucleari, il primo accordo internazionale legalmente vincolante per la completa proibizione delle armi nucleari. Ai negoziati, che si erano svolti in due sessioni per un totale di quattro settimane complessive, avevano partecipato delegazioni di circa 140 paesi e della società civile provenienti da tutto il mondo, ma non dall’Italia. Il testo del Trattato era stato poi adottato con il voto a favore di 122 stati, un voto contrario e un astenuto. Il punto centrale del Trattato è l’articolo 1 che vieta agli stati che vi aderiranno di sviluppare, testare, produrre, acquisire, possedere qualsiasi dispositivo nucleare esplosivo; vieta di “trasferire a qualsiasi destinatario qualunque arma nucleare o altri dispositivi esplosivi nucleari», di «ricevere il trasferimento o il controllo delle armi nucleari o di altri dispositivi esplosivi nucleari, direttamente o indirettamente”, di “utilizzare o minacciare l’uso di armi nucleari”, di “assistere, incoraggiare o indurre, in qualsiasi modo, qualcuno ad impegnarsi in una qualsiasi attività che sia vietata dal presente Trattato”, e anche «qualsiasi dislocazione, installazione o diffusione di armi nucleari o di altri dispositivi esplosivi nucleari sul proprio territorio o in qualsiasi luogo sotto la propria giurisdizione o controllo». Vieta quindi esplicitamente il cosiddetto “nuclear sharing” in base al quale l’Italia ospita ad esempio decine di testate termonucleari statunitensi».

Il comitato norvegese per il Nobel «E’ consapevole che, di per sé, un divieto giuridico internazionale non eliminerà una sola arma nucleare e che fino ad ora né gli Stati che già dispongono di armi nucleari né i loro più stretti alleati sostengono il trattato per il divieto delle armi nucleari». Ma con il Nobel all’Ican il Comitato «vuole sottolineare che i prossimi passi per arrivare a un mondo libero dalle armi nucleari devono coinvolgere gli Stati nucleari. Il Premio Pace di quest’anno è pertanto anche un richiamo a questi Stati per chè avviino seri negoziati in vista dell’eliminazione graduale, equilibrata e attentamente monitorata delle quasi 15.000 armi nucleari nel mondo. Cinque degli Stati che attualmente dispongono di armi nucleari – Usa, , Russia, Regno Unito, Fraancia e Cina –  si sono già impegnati a raggiungere questo obiettivo attraverso la loro adesione al Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari del 1970. Il trattato di non proliferazione rimarrà il principale strumento giuridico principale per promuovere il disarmo nucleare e impedire l’ulteriore diffusione di tali armi. Sono ormai passati 71 anni da quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nella sua prima risoluzione, sostenne l’importanza del disarmo nucleare e di un mondo senza armi nucleari. Con il premio di quest’anno, il Comitato Nobel norvegese vuole rendere omaggio all’Ican per ver dato nuovo impulso agli sforzi per raggiungere questo obiettivo».

Il Comitato per il Nobel sottolinea che «La decisione di assegnare il premio Nobel per la pace per il 2017 alla campagna internazionale per abolire le armi nucleari all’International campaign to abolish nuclear weapons ha un solido fondamento nella volontà di Alfred Nobel. Questa volontà specifica tre diversi criteri per l’assegnazione del Premio per la Pace: la promozione della fraternità tra le nazioni, il progresso del disarmo e del controllo delle armi e la  costruzione e promozione dei congressi per la pace. Ican lavora vigorosamente per ottenere il disarmo nucleare. L’Ican e la maggioranza degli Stati membri delle Nazioni Unite hanno contribuito alla fraternità tra le nazioni sostenendo l’Humanitarian Pledge. E grazie all’ispirato e nnovativo sostegno ai negoziati dell’Onu su un trattato che proibisce le armi nucleari, l’Icn  ha svolto un ruolo fondamentale per portare avanti ciò che oggi è l’equivalente di un congresso internazionale della pace. E’ a ferma convinzione del Comitato norvegese per il Nobel che l’Ican, più di chiunque altro, negli ultimi anni abbia fotto degli sforzi per arrivare a un nuovo mondo senza armi nucleari, con una nuova direzione e un nuovo vigore».

Dopo aver ricevuto la notizia dell’assegnazione del Premio Nobel per la Pace l’Ican ha rilasciato la seguente dichiarazione:

E ‘ un grande onore aver ricevuto il premio Nobel per la pace per il 2017, in riconoscimento del nostro ruolo nella realizzazione del trattato sul divieto delle armi nucleari. Questo accordo storico, adottato il 7 luglio con il sostegno di 122 Nazioni, offre un’alternativa potente e necessaria a un mondo in cui le minacce di distruzione di massa sono consentite e, anzi, stanno aumentando.

La campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari (non) è una coalizione di organizzazioni non governative in cento paesi. Sfruttando il potere del popolo, abbiamo lavorato per portare la fine dell’arma più distruttiva mai creata, l’unica arma che rappresenta una minaccia esistenziale per tutta l’umanità.

Questo premio è un tributo agli sforzi instancabile di molti milioni di attivisti e di cittadini interessati in tutto il mondo che, sin dall’alba dell’epoca atomica, hanno protestato a forte protesta contro le armi nucleari, insistendo sul fatto che essi non possono servire a scopi legittimi e che devono essere sempre banditi dal Faccia della nostra terra.

E‘ un omaggio anche ai sopravvissuti dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki – gli hibakusha – e alle vittime di esplosioni nucleari in tutto il mondo, le cui bruciante testimonianze e la loro instancabile difesa hanno contribuito a garantire questo accordo storico.

Il trattato vieta categoricamente le peggiori armi di distruzione di massa e stabilisce una via Chiara per la loro totale eliminazione. E ‘ una risposta alla crescente preoccupazione della comunità internazionale che ogni uso di armi nucleari sarebbe danni catastrofici, diffusi e duraturi alle persone e al nostro pianeta vivente.

Siamo orgogliosi di aver svolto un ruolo importante nella sua creazione, anche attraverso la promozione e la partecipazione alle conferenze diplomatiche, e abbiamo con impegno nei prossimi anni per garantirne la piena attuazione. Ogni nazione che cerca un mondo più pacifico, libero dalla minaccia nucleare, si e ratificare l’accordo cruciale senza indugi.

La convinzione di alcuni governi che le armi nucleari sono una fonte legittima e essenziale di sicurezza non solo sbagliata, ma anche pericolosa, perché incita la proliferazione e mina il disarmo. Tutte le nazioni dovrebbero respingere tutte queste armi, prima che vengano usate di nuovo.

Si tratta di un momento di grande tensione globale, quando la retorica ardente potrebbe facilmente portarci, inesorabilmente, a indicibili orrore. Lo spettro del conflitto nucleare si telai ancora una volta. Se mai ci fosse un momento in cui le nazioni dichiarano la loro inequivocabile opposizione alle armi nucleari, quel momento è ora.

Abbiamo le nazioni che hanno già firmato e ratificato il trattato sul divieto delle armi nucleari, e invitiamo tutti gli altri a seguire il loro esempio. Offre una via d’azione in un momento di crisi allarmante. Il disarmo non è un sogno irrealizzabile, ma una necessità umanitaria urgente.

Ringraziamo umilmente il comitato per il Nobel norvegese. Questo premio brilla una luce necessaria sul percorso che il trattato di divieto prevede per un mondo libero dalle armi nucleari. Prima che sia troppo tardi, dobbiamo prendere questa strada.