Processo Air France: il sostegno inatteso della “brigade Krasucki” che combatte contro lo Stato Islamico

Le foto dei combattenti internazionalisti francesi e anglofoni che combattono i fascisti del Daesh

[29 settembre 2016]

Des combattants francais en Syrie soutiennent les 15 salariés d'Air France en procès à bobigny entre mardi et mercredi 28 septembre

In Francia sta facendo discutere la fotografia postata su Facebook dalla Cgt Cheminots Versailles che mostra dei combattenti francesi in Siria. Il sindacato dei ferrovieri di sinistra spiega che «In occasione della giornata di mobilitazione contro l’ingiusto processo intentato contro i 16 compagni della Cgt Air France, il nostro sindacato è stato destinatario di un messaggio di solidarietà inviato dai combattenti della brigata “Henri Krasucki”, membri del battaglione internazionale che combatte in Siria contro Daesh al fianco delle forze rivoluzionarie kurde».

Il messaggio, intitolato “«Da Manbij a Bobigny, lottiamo contro l’oppressione e l’ingiustizia!”, si apre con la frase «Solidali contro la repressione»  e prosegue: «E’ dalla città di Manbij nuovamente liberata, che ci rivolgiamo a voi. Noi combattenti francesi della brigata Henri Krasucki, del Battaglione internazionalista di liberazione, sosteniamo la giornata di mobilitazione contro la repressione del 27 settembre su iniziativa del nostro sindacato,  la Confédération Génerale du Travail, e apportiamo il nostro sostegno ai sindacalisti di Air France e a tutti quelli e quelle che lottano».

Infatti il 27 settmbre è iniziato il processo contro i 16 sindacalisti accusati in quello che in francia chiamano l’affaire des “chemises arrachées“, cioè l’aggressione dei vertici di Air France, ai quali venne strappata la camicia, da parte di alcuni lavoratori in sciopero  e quelli della brigata “Henri Krasucki”  dicono che i 16 sindacalisti sono sotto processo «per non essersi piegati davanti alla loro direzione e per aver espresso la loro giusta collera attraverso il sacrificio di una camicia. Una camicia contro centinaia di vite di lavoratrici e lavoratori spezzate».

Secondo i combattenti anti-jihadisti francesi in Siria, «Il governo e il padronato vogliono fare del processo un esempio, mostrando alle lavoratrici e ai lavoratori cosa li aspetta se osano resistergli. Ma bisogna che questo esempio sia il simbolo della nostra lotta per tutte le vittime della repressione contro il movimento di massa e legittimo contro la Loi Travail e per tutte le vittime del troppo potere  lasciato alla polizia».

I combattenti del battaglione internazionale concludono: «Se noi lottiamo qui, lontani da casa nostra, per il popolo siriano oppresso da anni di guerra e successivamente dai regimi dittatoriali e fascisti jihadisti, se noi lottiamo al fianco del popolo kurdo per la sua liberazione e la sua indipendenza, se noi lottiamo contro l’organizzazione terrorista fascista Daesh, il nostro obiettivo non è diverso dal vostro: libertà e giustizia! Viva la Cgt!  Sindacalisti, non teppisti! Antifascisti, non terroristi!».

In molti si sono chiesti se la foto e il post fossero autentici e la  Cgt Versailles ha risposto: «A tutti coloro che dubitano: il nostro canale di info è sicuro».  E Nicolas Hénin, un giornalista esperto del conflitto siriano, conferma: «La brigata Krasucki è composta da alcuni uomini che sono in Siria da almeno un anno. Avevano già pubblicato dei messaggi che chiedevano di vendicare il Bataclan (la strage fatta nel 2015 a Parigi da un commando affiliato allo Stato Islamico/Daesh, ndr). Per loro il Daesh è l’imperialismo e bisogna combatterlo. Sono davvero della Cgt? Non si può affermarlo, ma questo, o il loro passato all’interno del sindacato, spiegherebbe perché comunichino in particolare con la Cgt Versailles. Non è la prima volta che la Brigade Krasucki fa parlare di sé in Francia. I suoi membri avevano già postato dei messaggi di sostegno agli attivisti di Notre-Dame-des-Landes, che lottavano contro il progetto di aeroporto  nantais». Secondo  Hénin almeno uno dei combattenti anti-Daesh francesi verrebbe dalla Cgt.

Ma perché questa brigata di combattenti internazionalisti si chiama Henri Krasucki? Krasucki è stato un grande protagonista del sindacalismo francese e segretario generale della Cgt. Fece la resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale, e fu un combattente della sezione ebraica dei Francs-tireurs et partisans – main-d’œuvre immigrée (Ftp-Moi) e iscritto al Partito comunista francese. I suoi atti di coraggio contro l’occupazione nazista, con sabotaggi, lanci di volantini dalla métro aérien, azioni militari e reclutamento di partigiani ne fecero un eroe. Krasucki venne arrestato a Parigi e internato a Drancy e poi tradotto nei campi di sterminio di Birkenau e Buchenwald, dove partecipò all’insurrezione contro i nazisti. E’ morto nel 2003. Una vita dedita al movimento operaio e all’antifascismo che spiega perché la brigata internazionalista francese abbia scelto il suo nome.

Ma non è l’unico sindacalista europeo a dare il nome alle brigate che combattono a fianco delle Ypg/Ypj dei kurdi del Rojava: Anche Bob Crow, la brigata dei combattenti inglesi, irlandesi e canadesi si è data il nome del sindacalista britannico Bob Crow, che fu segretario generale  del sindacato  National Union of Rail, Maritime and Transport Workers (Rmt).

I battaglioni francese e anglofono hanno scelto di combattere sotto la bandiera internazionalista, come fecero le Brigate internazionali in Spagna,. Questi combattenti, come i kurdi dlle Ypg/Ypj partecipano al conflitto siriano per combattere contro lo Stato Islamico/Daesh che per loro «Incarna il fascismo» e il loro motto è “socialism will win” “le socialisme vaincra”.