Quando non li aiutiamo a casa loro. La Fao: troppe emergenze dimenticate, subito aiuti umanitari

Afghanistan, Sahel, Siria, Bangladesh e Haiti tra le crisi più sotto-finanziate

[2 agosto 2018]

Il nuovo rapporto della Fao “Underfunded appeals” lancia l’allarme su alcune delle crisi del mondo più gravemente sottovalutate, che «sulla scia di nuovi shock richiedono con urgenza una risposta umanitaria e assistenza agricola. Senza finanziamenti adeguati, nuove sfide come siccità, inondazioni, periodi di magra o conflitti potrebbero spingere milioni di persone in una situazione di fame acuta e d’insicurezza alimentare, mettendo a repentaglio mezzi di sussistenza, vite umane e futuro».

Per chi volesse davvero aiutarli a casa loro la lista delle emergenze dimenticate/sottovalutate è questa: Afghanistan,  Sudan e Siria colpiti dalla siccità:  Bangladesh che deve fare i conti con una severa stagione di monsoni; la ripresa delle violenze nella Repubblica Centrafricana; l’imminente stagione degli uragani ad Haiti; le stagioni di magra in Iraq, Myanmar e nel Sahel. Da molti di questi luoghi vengono i profughi e i disperati che cercano di approdare in Europa e in Italia e nel Sahel evidentemente i soldi spesi dall’Europa per fermare i migranti non riescono ad “aiutarli a casa loro”, perché l’emergenza non si affronta con i finti centri di accoglienza trasformati in lager o con i militari inviati ad addestrare e armare chi dovrebbe tenerci al sicuro dalla vista di crisi infinite che non vogliamo vedere e delle quali preferiamo non sapere niente.

La Fao avverte che «Senza un sostegno urgente ai mezzi di sussistenza agricoli, vi è il rischio reale che in queste aree nella seconda metà del 2018 la situazione si deteriori ulteriormente, con l’aumento della fame e delle esigenze umanitarie. In alcuni di questi Paesi, i finanziamenti ricevuti per l’azione umanitaria non sono corrisposti alle necessità delle popolazioni».

Le ultime notizie che arrivano dalla Siria ormai quasi completamente riconquistata dal regime di Bashir Al-Assad e dai suoi alleati, sono che «La siccità in alcune parti del Paese potrebbe esacerbare l’impatto di anni di conflitti, con tantissimi sfollati costretti a lasciare le proprie case, minacciando di minare ulteriormente la produzione di cibo. Nonostante le notevoli sfide che ha dovuto affrontare, il settore agricolo continua a sostenere quasi la metà della fornitura di cibo nel paese, fungendo da ancora di salvezza per milioni di persone vulnerabili».

La Fao ricorda a tutti che «Le popolazioni pastorali nel Sahel stanno lottando per far fronte agli effetti della siccità dello scorso anno, oltre ai conflitti in corso e all’insicurezza nella regione. Richiedono assistenza urgente per proteggere le loro mandrie e affrontare la fame crescente».

Nel Sudan che non trova pace,« una combinazione di alti prezzi dei generi alimentari, dell’imminente stagione magra, degli esodi forzati, del crollo dei mezzi di sostentamento, della generalizzata povertà e dell’impatto di rischi naturali come la siccità» sta provocando una crisi umanitaria,
Per queste crisi gravemente sotto-finanziate, la Fao richiede «urgentemente 120 milioni di dollari per assistere 3,6 milioni di persone da adesso a fine anno» e aggiunge che complessivamente ha ricevuto «meno del 30% del miliardo di dollari richiesto all’inizio dell’anno per soddisfare i bisogni urgenti di 33 milioni di persone in tutto il mondo». Per alcune crisi, la Fao ha ricevuto solo il 6% del fabbisogno, lasciando milioni a rischio di fame acuta».

Dominique Burgeon, direttore della divisione emergenze e riabilitazione della Fao e a capo del Programma strategico – Resilienza, aggiunge: «”Vogliamo evidenziare i bisogni vitali in queste crisi sotto-finanziate in cui le nostre risorse per agire sono attualmente estremamente limitate. Dobbiamo garantire che nessuno sia lasciato indietro. Dobbiamo agire ora per fornire urgenti misure di sicurezza alimentare e di sussistenza per salvare vite umane, salvaguardare i mezzi di sostentamento e rafforzare la capacità di recupero di fronte a crisi future. Con il supporto dei nostri partner possiamo contribuire ad evitare un ulteriore deterioramento della sicurezza alimentare in alcune delle crisi più trascurate del 2018».
La risposta di emergenza della Fao nei Paesi colpiti includerà la fornitura di sementi, di attrezzi agricoli, di mangimi per gli animali, la riabilitazione delle infrastrutture idriche e dei punti d’acqua, campagne di vaccinazione e trattamento degli animali, il miglioramento della gestione del suolo e dell’acqua, trasferimenti di contante e soldi in cambio di lavoro.