Il regime siriano attacca i kurdi del Rojava (VIDEO). La Turchia bombarda le donne delle YPJ

I progressisti kurdi e i volontari internazionali nel mirino anche del Partito Democratico del Kurdistan

[21 aprile 2016]

Kurdi Assad

Ieri a Qamishli, una città del Rojava, l’area della Siria autogovernata dai kurdi progressisti che hanno respinto  gli attacchi dello Stato Islamico/Daesh, ci sono stati scontri armati tra l’ Asayish, la polizia Kurda delle People’s Protection Forces (YPG)  e milizie che appoggiano il regime  nazional-socialista siriano di Bashir al Assad. Fino ad ora tra i kurdi e le forze filo-Assad era stata osservata una tregua di fatto, anche perché al regime la resistenza del Rojava ha fatto molto comodo, ma il governo baathista non ha mai tollerato le idee autonomiste e progressiste dei kurdi del Rojava e in molti pensavano prima o poi il confronto sarebbe stato inevitabile, non appena i russi – che non hanno mai nascosto la loro ammirazione per i guerriglieri kurdi, anche in funzione anti-turca – avessero allentato la loro attenzione e il regime si fosse considerato più saldo.

Il primo duro scontro c’è stato ieri, Intorno alle 11,00 ora locale, quando è cominciato un fitto scambio di colpi di arma da fuoco tra le YPG  e uomini del Difa Watani, alleati del  regime baathista. Negli scontri sarebbero morti 8 miliziani Difa Watani e i kurdi ne avrebbero arrestati 12, l’Asayish dice ch l’attacco delle forze del regime ha provocato 3 morti nelle fila dei guerriglieri kurdi.

Qamishli è il centro amministrativo del Cantone Cizire (Jazira) nella parte orientale del  Rojava liberato, nel nord della Siria, ma in città alcuni posti di blocco  sono controllati ancora dalle forze di Assad.

I kurdi rischiano di trovarsi tra due fuochi. Infatti il 16 aprile l’esercito turco ha sparato 6 colpi di mortaio in Siria,  nel cantone di Kobane, contro  posizioni delle YPJ, le unità di combattimento femminili kurde, senza causare vittime.

Non è certo la prima volta che l’esercito turco attacca le postazioni kurde in Siria: il 14 aprile gli attivisti e i combattenti kurdi avevano accusato le truppe turche di aver colpito posizioni delle YPG nei quartieri orientali della città Tel Abyad nella provincia di Raqqa, dove stanno combattendo contro lo Stato Islamico/Daesh.  L’artiglieria turca appoggia anche i gruppi ribelli islamisti siriani che combattono contro i kurdi.

Ma un altro nemico dei kurdi siriani è spuntato da dove meno se lo aspettavano: dal Kurdistan irakeno semi-indipendente.  Tre militanti delle brigate internazionali che combattono con le YPG del Rojava contro lo Stato Islamico/Daesh, l’Irlandese Joshua Molloy e gli inglesi, Jac Holmes e Joe Ackerman, sono stati arrestati in Iraq mentre cercavano di rientrare in Europa. I tre europei sono stati fermati a Sinjar ad un posto di blocco del Partito Democratico del Kurdistan (KDP) e sono stati trasferiti in una prigione ad   Hewler, le loro famiglie non sanno ancora quale sia il motivo della loro detenzione o se verranno rilasciati.

Sembrerebbe abbastanza strano che dei kurdi arrestino dei combattenti europei che lottano contro un loro nemico, ma non è la prima volta che succede  e i kurdi del KDP sono notoriamente ostili ai combattenti che militano nelle YPG.

I progressisti kurdi accusano il KDP di avere stretti legami politici con il governo turco, che prosegue nelle sua repressione brutale contro il popolo kurdo nel Kurdistan settentrionale, cioè nella Turchia nord-orientale, e di aver favorito e sfruttato i traffici petroliferi d tra Daesh e Turchia. L’ostilità del KDP verso le YPG e il PKK è imbarazzante per molti kurdi perché danneggia l’immagine di unità che i kurdi siriani, irakeni, kurdi e iraniani sono riusciti a dare nonostante le divergenze ideologiche.  In molti dicono che invece di arrestare i combattenti internazionali il Partito Democratico del Kurdistan avrebbe dovuto dar loro una medaglia, ma evidentemente ad Ankara qualcuno non è d’accordo.

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  • Kurdish Asayish Clash with Syrian Regime Forces in Qamishli