Summit Brics in Cina: in 10 anni più 179% del Pil e più 94% scambi commerciali

Xi Jinping: «Abbiamo tutte le ragioni per credere che il nostro mondo sarà migliore»

[4 settembre 2017]

Intervenendo al Forum commerciale dei Briscs (Brasile, Russia, India, Cina Sudafrica) in corso  a Xiamen, il presidente cinese  Xi Jinping ha detto che «I mercati emergent e I Pesi in via di sviluyppo svolgono un ruolo maggiore negli affair internzionali» e ha aggiunto nel decennio passato  che il blocco dei Paesi Brics «E’ diventato un faro dell’economia mondiale».

Difficile dargli torto, visto che i 5 Paesi emergenti insieme nel 2016 rappresentavano il 23% dell’economia mondiale, due volte più che nel 2006, e che hanno contribuito a più della metà dell’economia mondiale.

Xi ha sottolineato che «Nel decennio terminato (quello della grande crisi economica mondiale, ndr) ho visto i Paesi fare dei progressi nella ricerca di uno sviluppo comune, con un aumento del Pil combinato del 179%, una crescita degli scambi commerciali del 94% e un aumento della popolazione urbana del 28% in questo periodo. Il blocco ha contribuito in maniera considerevole alla stabilizzazione dell’economia mondiale e alla ripresa della sua crescita e ha apportato dei benefici tangibili a più di 3 miliardi di abitanti. Traendo profitto dalle nostre rispettive forze e facendo convergere i nostri interessi, abbiamo messo in atto un quadro di cooperazione basato sui leader che copre vasti settori a molteplici livelli».

Xi ha aggiunto che «I Paesi Brics devono lavorare per entrare nel secondo “decennio d’oro” di cooperazione», ma ha avvertito che proseguendo nel loro cammino i Paesi Brics dovranno affrontare compiti impegnativi: «E’ tempo di issar le vele quando la marea sale».

XI ha ricordato che «L’economia mondiale non si è ancora ristabilita e resta in un periodo di aggiustamento caratterizzato da una crescita debole, mente nuovi motori della crescita non sono ancor emersi. La globalizzazione economica fa fronte  diverse incertezze. Anche gli stessi mercati emergenti e i Paesi in vi di sviluppo si trovano in situazioni esterne più complesse. Questo lungo cammino che conduce alla pace e allo sviluppo nel mondo non sarà facile. Iù di 700 milioni di persone soffrono sempre la fame, decine di milioni di persone sono state sfollate e sono diventate dei rifugiati, mentre numerose persone, tra le quali dei bambini innocenti, sono state uccise nei conflitti».

Xi Jinping ha detto che lo sviluppo dei mercati emergenti e dei Paesi in via di sviluppo non ha intenzione di «rubare il formaggio  nessuno» ma punta ad «allargare la torta dell’economia mondiale».

Xi senza mai citarlo, ha condannato la politica isolazionistica di Donld Trump: «Solo l’apertura porta progressi e solo l’inclusione mantiene tali progressi. Data la debolezza della crescita economica mondiale negli ultimi anni, i problemi come lo sviluppo ineguale, la scarsa governance e il deficit di equità sono peggiorati, e il protezionismo e la mentalità isolazionista  sono aumentati.  Non dobbiamo ignorare i problemi della globalizzazione economica o solo lamentarcene. Al contrario, dobbiamo fare sforzi congiunti per trovare soluzioni. I Paesi BricsS devono collaborare con altri membri della comunità internazionale per promuovere il dialogo, il coordinamento e la cooperazione e contribuire a mantenere e garantire la stabilità e la crescita dell’economia mondiale. I nostri cinque paesi devono aprirsi l’uno all’altro, ampliare i loro interessi convergenti in questo processo, adottare un approccio inclusivo e condividere le opportunità, al fine di creare opportunità più brillanti per aumentare le loro economie».

Il presidente cinese è fiducioso: «L’economia mondiale è tornata  crescere e i mercati emergenti e i Paesi in via di sviluppo hanno conosciuto delle bune performances. Un nuovo ciclo della rivoluzione tecnologica e industriale è in corso di realizzazione, mentre la riforma e l’apertura guadagnano slancio. Abbiamo tutte le ragioni per credere che il nostro mondo sarà migliore».