Ue e Canada firmano il Ceta. Stop-Ttip: mobilitarsi perché l’Italia non lo ratifichi

Greenpeace: «Un segnale preoccupante, ma non tutto è perduto»

[31 ottobre 2016]

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Alla fine la piccola Vallonia ha ceduto e il Primo ministro canadese Justin Pierre James Trudeau è potuto atterrare a  Bruxelles per firmare il contestato Accordo  Eu-Canada Comprehensive economic and trade agreement  (Ceta) che   eliminerà il  99% delle tariffe  che attualmente ostacolano gli scambi tra l’Unione europea e il Canada e che, secondo i suoi sostenitori,  incrementerà il commercio bilaterale di € 12 miliardi l’anno e farà aumentare i  nuovi posti di lavoro su entrambe le sponde dell’Atlantico..

Promesse e previsioni che non convincono gli anti-Ttipi e Ceta  rendono l’onore delle armi alla «Coraggiosa opposizione della Vallonia, che è riuscita comunque a ottenere qualcosa malgrado l’assordante silenzio degli altri Paesi membri (Italia in primis)», e annunciano battaglia: «Ma non è ancora detta l’ultima parola – dicono quelli della Campagna stop Ttip – Grazie alla forte pressione dei movimenti sociali e delle Campagne Stop Ttip/Ceta, alcuni Governi europei e la Commissione Europea sono stati indotti a definire il CETA “accordo misto”, quindi con necessaria ratifica da parte dei Parlamenti nazionali. Un grande risultato per la società civile europea e canadese, che rischiava di vedersi approvato un trattato così controverso e con competenze anche nazionali con la sola ratifica del Parlamento Europeo».

Gli anti-Ttip-Ceta ricordano che, la firma del 30 ottobre «E’ un dato di realtà, ma per l’approvazione definitiva ci vorrà il voto favorevole delle assemblee elettive di tutti i Paesi europei, Italia in primis. Per questo il 5 novembre ci mobiliteremo in diverse città italiane: per chiedere un dibattito pubblico e parlamentare sul Ceta , per chiedere che non venga approvata l’applicazione provvisoria che consentirebbe all’accordo di entrare in vigore anche prima delle ratifiche. Per chiedere, come campagna Stop Ttip, che il nostro Parlamento non  ratifichi l’accordo. C’è bisogno di un’ulteriore spinta dal basso, per evitare che scelte come quella che ha portato alla firma di oggi possa concludersi con conseguenze ancor più pesanti per i lavoratori e le nostre lavoratrici, i mercati locali, i piccoli produttori e le piccole e medie imprese. Oggi, come il prossimo 5 novembre, diremo #StopTTIP e #StopCETA. Per una politica economica e commerciale diversa».

Anche Federica Ferrario, responsabile della campagna agricoltura sostenibile e progetti speciali di Greenpeace Italia denuncia: «mentre i cittadini di tutta Europa stanno protestando, la voce dell’opinione pubblica continua ad essere soffocata» e chiede di far sapere a tutti cosa sta realmente suiccedendo secondo gli ambientralisti.

«Stiamo parlando del Ceta e del ttip – spiega la Ferrario – due trattati pericolosi per gli standard europei in materia di sicurezza alimentare, democrazia e protezione del clima. Mentre milioni di persone, come te, firmavano il nostro appello, in Belgio il parlamento della Vallonia si era opposto alla ratifica del CETA, causando una battuta d’arresto per il suo iter di approvazione». Poi è arrivato l’accordo tra governo federale del Belgio e Vallonia per la ratifica del Ceta che per Greenpeace è «Un segnale preoccupante perché, in caso di ratifica, l’opinione di milioni di persone che chiedono di non rinunciare a diritti e standard ambientali, sarà sacrificata sull’altare del libero commercio».

Ma anche la Ferrario ribadisce che «Non tutto è perduto! Il testo concordato in Belgio deve essere approvato dagli altri Paesi, dalla Commissione Ue e dal governo canadese. Non abbassiamo la guardia, non fermiamoci ora! Questo è il momento di coinvolgere più persone possibile e chiedere di firmare la nostra petizione per fermare Ceta e Ttip»