«Per un’Europa dei popoli e dei cittadini». L’europeismo del cambiamento di Legambiente

Un'idea di Europa dei diritti, qualità ambientale, innovazione, democrazia e solidarietà

[5 luglio 2016]

Europa dei popoli

L’ultima assemblea nazionale dei delegati di Legambiente ha discusso a lungo dell’idea di Europa che ha la più attiva e diffusa associazione ambientalista italiana e facendo un consuntivo di quel dibattito segnato dalla Brexit, la presidente del Cigno Verde, Rossella Muroni, sottolinea che «Il processo di costruzione di un’Europa democratica, solidale, unita, per noi ha sempre rappresentato un valore e un obiettivo per cui impegnarsi. Per questo oggi il fenomeno di disgregazione, fomentato da un diffuso populismo euroscettico e reso più che mai concreto dall’uscita dall’Europa da parte del Regno Unito, ci preoccupa e ci impone una riflessione. Siamo tutti d’accordo nel dire che questa Europa vada cambiata, ma per farlo abbiamo bisogno che ci sia, abbiamo bisogno di difendere i suoi aspetti positivi, non ultimi quelli relativi alle politiche ambientali».

In una lettera inviata ai Circoli e ai Regionali di Legambiente la Muroni evidenzia che « Il nostro però non può essere un europeismo acritico e privo di una prospettiva di cambiamento, non avrebbe senso e sarebbe miope. Crediamo invece che la nostra visione di Europa, vada costruita a partire dalla nostra azione associativa per la costruzione di una società diversa. Lo stiamo facendo sul tema dei migranti, contrapponendo all’idea di un’Europa fortezza chiusa su se stessa, quella di un’unione di Stati giusti, solidali, accoglienti, proiettata culturalmente anche verso l’altra sponda del Mediterraneo, che veda nella diversità culturale un valore e nella difesa dei diritti umani un dovere imprescindibile e non negoziabile. Lo facciamo attraverso la nostra partecipazione nelle reti internazionali, in primis quella del volontariato, che attraverso migliaia di progetti in tutto il mondo sta formando una nuova generazione di giovani europei per cui la libertà di movimento, la solidarietà e lo scambio interculturale rappresentano le fondamenta su cui costruire una società (e un’Europa) migliore. Lo facciamo battendoci per un nuovo modello energetico, libero dalle fonti fossili, che oltre a contribuire ai cambiamenti climatici, rappresentano molto spesso la vera causa di guerre e conflitti, fattore di sostegno di dittature o devastazione dei territori».

Un’attività comune a molte grandi associazioni europee, ma che si scontra con una situazione politica non certo favorevole all’ambiente e al progresso sociale: «Purtroppo negli ultimi anni, i Governi dei Paesi europei sembrano proiettati in un’altra direzione, come testimoniano le politiche di austerità, lo strapotere delle istituzioni finanziarie e decisioni folli come ad esempio quelle sui migranti e sul TTIP – scrive la presidente di Legambiente – Per questo è fondamentale, oggi più che mai, farsi promotori di un’idea di Europa che sia invece esempio di diritti, qualità ambientale, innovazione, democrazia e solidarietà. La prima occasione per dimostrare pubblicamente che vogliamo un’altra Europa è la prossima marcia Perugia – Assisi, che si terrà il 9 Ottobre, nella quale vogliamo gridare con forza che l’Europa siamo noi! In cui vogliamo marciare insieme ai migranti perché solo insieme possiamo rompere i confini e le barriere che si stanno innalzando nei territori e tra gli Stati, perché tutti noi, italiani e stranieri, siamo insieme i nuovi cittadini di un’Europa capace di pace».

Per questo la Muroni chiede ai circoli e ai soci di Legambiente di utilizzare i mesi che ci separano dalla Perugia – Assisi per dare segnali anche simbolici ma concreti, «caratterizzando le nostre iniziative, campagne, campi di volontariato, le feste e Puliamo il Mondo con la bandiera dell’Europa, personalizzata Legambiente e che caratterizzerà anche il tesseramento 2017. La bandiera con le stelle, affiancata a quella del cigno e della pace racconterà la nostra idea di Europa. Per un’Europa dei popoli e dei cittadini».