Destra in piazza, la sinistra grida al golpe e invoca la pace

Venezuela nel caos

[18 febbraio 2014]

Quello che in molti temevano ed altrettanti speravano in Venezuela sta succedendo: dopo la morte del vulcanico caudillo Hugo Chavez, la pax del suo regime socialista/petrolifero è saltata e la “destra” (tra la quale ci dovrebbe essere un bel pezzo di sinistra, visto che il 60% dei venezuelani in un sondaggio del 2013 si dichiarava “socialista”)  è nuovamente e più aggressivamente in piazza.

Ma che sia la destra ripetutamente sconfitta da Chavez e poi per un soffio da Nicolás Maduro, a cercare una rivincita lo dice il fatto che le proteste siano convocate e capeggiate da  Leopoldo López, il chiacchierato e popolarissimo capo di Voluntad Popular  che ama presentarsi come “socialdemocratico” anche se in realtà è un populista che non piace troppo nemmeno agli statunitensi e che utilizza la stessa retorica del chavismo.

Il regime di Maduro sembra sulla difensiva e la  ministra delle comunicazioni e informazione, Delcy Rodríguez, ha  messo in guardia sui «Piani destabilizzanti che gruppi violenti e fascisti dell’opposizione prevedono di sviluppare martedi nella città di Caracas, quando il loro dirigente Leopoldo López li chiamerà nuovamente in piazza». Su Twitter la Rodríguez scrive: «Allerta la comunità internazionale, gruppi violenti stanno pianificando piani per domani (oggi) per assaltare il potere con la forza».

Voluntad Popular, principale promotore delle violente proteste dell’ultima settimana, scende  comunque nelle strade capeggiata apertamente da López anche se quest’ultimo è ricercato dalla giustizia venezolana per istigazione a delinquere, intimidazione pubblica e danni alla proprietà pubblica ma soprattutto per omicidio intenzionale aggravato da futili motivi. La debolezza del regime appare evidente e non basta che la Rodríguez in un altro messaggio scriva che «Al piano di provocazione permanente della destra contro la stabilità e la tranquillità della Patria, risponderemo con pace, pace e pace».

Twitter piaceva molto a Chavez e piace anche a Maduro che con un twitt ha convocato per oggi la riunione del  Consejo Federal de Gobierno per implementare il Plan Nacional de Paz y Convivencia «Per vincere sugli anti-valoro e la violenza nel Paese». Intanto Maduro ha ricevuto a Miraflores uno dei pilastri del regime bolivarista, i lavoratori dell’industria etrolifera «Per firmare la Convención Colectiva e serrare l’alleanza della classe operaia contro il fascismo».

Più che alla pace sembra che ci si prepari allo scontro finale e lo stesso Plan de pacificación para Venezuela annunciato il 14 febbraio contiene 10 punti per «Intraprendere azioni contro la criminalità e la violenza» e Maduro ha detto: «Andremo ad articolare gli sforzi dei venezuelani per: rompere l’isolamento in cui siamo gli uni dagli altri, E’ arrivata l’ora di unire tutti gli sforzi. Abbiamo bisogno di valori per la convivenza, per il rispetto della vita. La lotta contro la violenza criminale in Venezuela non è il problema di mettere meno o più polizia, di mettere più sistemi di sorveglianza, ma che dobbiamo trasformare ogni spazio di questo Paese in un luogo di pace».

Insomma, i pacifisti socialisti di Maduro (che sembrano aver dismesso il bellicoso linguaggio chavista), contro la destra criminale e fascista. Ma è davvero così? Maduro può permettersi di regalare a López  la moltitudine di poveracci che si è unita alla destra nelle strade di Caracas  o in posti sperduti come San Cristóbal, nello Stato occidentale di Táchira, dove si scontrano con i Colectivos revolucionarios chiedendo che il presidente del Venezuela si dimetta?

Dopo 4 giorni di proteste sempre più radicali a San Cristóbal è arrivata la Guardia Nacional per disperdere i manifestanti che hanno assalito anche uffici pubblici e sanitari e una centrale elettrica. Gli chavisti locali denunciano infiltrazioni di paramilitari e terroristi colombiani che darebbero manforte alle proteste nel Venezuela occidentale.

Intanto un giornalista venezuelano,  Miguel Ángel Pérez Pirela ha reso nota una registrazione che proverebbe i piani dell’ultradestra per destabilizzare il Paese e provocare un colpo di Stato.   Il suo programma “Cayendo y Corriendo” transmesso dalla Venezolana de Televisión (Vtv) ha fatto sentire un colloquio tra due leader della destra nel quale si parla dell’organizzazione di saccheggi in un grande centro commerciale di Caracas, cosa che innescherebbe il caos e provocherebbe il golpe che defenestrerebbe Maduro. I due militanti dell’opposizione sono stati identificati in un generale in pensione della Fuerza Armada Nacional Bolivariana e in Ramón Guillermo Aveledo un esponente della Mesa de la Unidad,

Il costituzionalista venezuelano Hermánn Escarrá ha detto a Tele Sur che l’audio «E’ un ricettario per la destabilizzazione che tenta di rompere l’ordine legale nel Paese».

Ma l’azzardo della destra potrebbe rivelarsi ancora una volta sbagliato e, alla fine, ad interrompere il caos potrebbe essere davvero un golpe della Fuerza Armada Nacional Bolivariana, ribattezzata così da Hugo Chavez e della quale Chavez faceva parte e che è stata un pilastro del suo regime bolivarista/socialista/petrolifero. Il nuovo padrone del Venezuela e del suo petrolio potrebbe avere un basco rosso come Chavez.