Vertice Europa – Africa: task force su migrazione e investire nei giovani per un futuro sostenibile

Rafforzare la resilienza, la pace, la sicurezza e la buona governance

[1 dicembre 2017]

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, il presidente della Commissione dell’Unione africana, Moussa Faki Mahamat, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e l’alto rappresentante Ue Federica Mogherini si sono incontrati a margine della vertice Unione africana – Unione europea di Abidjan per «discutere misure concrete per affrontare congiuntamente la drammatica situazione dei migranti e dei rifugiati vittime di reti criminali, in particolare in Libia».

Onu, Ue e Ua hanno concordato di istituire una task force congiunta «per salvare e proteggere vite di migranti e rifugiati lungo le rotte e in particolare in Libia, accelerando il ritorno volontario assistito ai Paesi di origine e il reinsediamento di coloro che hanno bisogno di protezione internazionale».

La task force congiunta  Onu-Ue-Ua  dovrà «accelerare il lavoro in corso svolto dai Paesi di origine e dall’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), con finanziamenti dell’Ue, che da gennaio ha consentito finora il ritorno volontario ai loro Paesi di origine di 13.000 migranti».

In un comunicato congiunto Ue, Ua e Onu  spiegano che «Il lavoro della Task Force sarà strettamente coordinato con le autorità libiche e farà parte del lavoro comune complessivo che l’Unione africana, l’Unione europea e le Nazioni Unite intensificheranno per smantellare i trafficanti e le reti criminali e per offrire opportunità di sviluppo e stabilità nei Paesi di origine e di transito, affrontando le cause profonde della migrazione. Le Nazioni Unite, l’Unione africana e l’Unione europea hanno convenuto di aggiornare in modo sistematico la loro cooperazione trilaterale e di incontrarsi regolarmente al più alto livello politico, in particolare ai margini dell’Assemblea generale dell’Onu».

Concludendo il quinto vertice Ua – Ue che aveva per tema Investing in the youth for a sustainable future, al quale hanno partecipato i leader dei 55 Stati membri dell’Ua e dei 28 Stati membri dell’Ue, Juker  ha sottolineato che «Durante questo vertice abbiamo parlato a lungo dei giovani. Già oggi la maggioranza dei cittadini africani ha meno di 25 anni e, alla metà di questo secolo, un abitante del mondo su quattro sarà africano. Questo dividendo demografico non può essere messo a frutto senza investimenti intelligenti. Proprio per questo motivo intendiamo investire in educazione, infrastrutture, pace e sicurezza nonché nella buona governance, e tutti questi elementi a loro volta ispireranno un clima imprenditoriale propizio e creeranno l’occupazione e la crescita di cui c’è tanto bisogno».

La dichiarazione politica  approvata dai leader europei e africani delinea un impegno comune per «investire nei giovani per un futuro sostenibile» e si sono impegnati a incentrare il loro operato su quattro priorità strategiche ed  entro tre mesi la Commissione dell’Unione africana e dell’Unione europea presenteranno progetti e programmi concreti.

Il presidente di turno dell’Unione Africana e presidente della Guinea  Alpha Condé ha ricordato che «l’UA considera il gap demografico come il fattore essenziale dello sviluppo, Ecco perché abbiamo affrintato con un fondato ottimismo questo summit»,   Condé ha poi fatto notare che  «Dei meccanismi destinati a promuovere ,o sviluppo dei giovani, l’emancipazione delle donne e la protezione delle ragazze sono più che mai necessari se si vuol far diventare l’eslosione demografica in Africa un’opportunità economica che assicuri una crescita sostenuta e sostenibile.

Il presidente della Commissione Ua Faki Mahamat ha ricordato che «Dall’ultimo summit di Bruxelles, l’Unione africana ha conosciuto importanti mutazioni che si iscrivono in una dinamica di ristrutturazione innescata dai suoi leader per farne un efficace strumento di sviluppo e di integrazione all’altezza delle aspirazioni dei nostri popoli. Il titolo di questo summit copia quello dell’Unione afric ana del 2017, cioè: “Trarre profitto dal dividendo demografico investendo nelle gioventù”. Questa non è una semplice coincidenza,  questa convergenza tematica conferma che l’Africa e l’Europa condividono le stesse preoccupazioni di fronte alle esigenze del momento, Ci invita a costruire un’alleanza strategica, più che un semplice partenariato votato alla sola ricerca di interessi mercantili. L’immensità delle sfide alle quali siamo di fronte ci impone sempre di più il nostro partenariato. Nel farlo, possiamo basarci sull’enorme lavoro già compiuto».

In un comunicato la Commissione Ue evidenzia che «I leader europei hanno presentato, e i partner africani hanno accolto con favore, l’innovativo piano europeo per gli investimenti esterni dell’Ue che mobiliterà 44 miliardi di euro di investimenti privati a favore dello sviluppo sostenibile e della creazione di posti di lavoro. Sarà conferita un’attenzione particolare al rafforzamento dell’imprenditoria femminile e giovanile. La piattaforma di recente varo Sustainable Business for Africa (SB4A) consentirà un dialogo strutturato con il settore privato europeo e africano».

Il vertice Europa – Africa  ha anche sottolineato «L’importanza di sostenere l’educazione inclusiva e la formazione professionale. I leader hanno altresì convenuto di incrementare la mobilità degli studenti, del personale e del corpo docente nel continente africano nonché di continuare a sostenere i programmi di scambio fra l’Africa e l’Europa, come ERASMUS+».

Dal 9 all’11 ottobre ad Abidjan c’era stato il verti ce dei giovani d’Africa ed Europa che ha approvato la dichiarazione dei giovani contenente proposte concrete ai leader, che hanno dato una preziosa spinta alla preparazione e alla definizione degli esiti del vertice Ua-Ue.

I leader europei e africani si sono impegnati (per l’ennesima volta, ma speriamo sia quella buona) ad intensificare i loro sforzi «a favore della pace e della sicurezza su entrambi i continenti» e per questo «rafforzeranno la cooperazione strategica, politica e operativa fra l’Unione africana e l’Unione europea, in stretta collaborazione con le Nazioni Unite». Intanto hanno ribadito «Il sostegno ai lavori in corso per combattere il terrorismo, inclusa la task force comune multinazionale, la forza congiunta del G5 Sahel e la missione dell’Unione africana in Somalia, delle quali l’Ue è il principale contribuente».

Ma il vero tema in discussione ad Abidjan  era la migrazione che dissangua l’africa e terremota gli equilibri politici europei  e i leader dei due continenti hanno ribadito il  «forte impegno ad affrontare le cause profonde della migrazione irregolare in uno spirito di autentico partenariato e responsabilità condivisa, nel pieno rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani nonché a creare percorsi legali per la migrazione». I leader si sono anche impegnati ad «approfondire la cooperazione in materia di migrazione e mobilità nell’ambito di un quadro di riferimento congiunto, comprensivo di un dialogo continentale fra l’Africa e l’Europa» e hanno sottolineato «l’esigenza imprescindibile di migliorare le condizioni dei migranti e dei rifugiati in Libia nonché di adottare tutte le azioni necessarie per fornire loro un’assistenza adeguata e agevolarne il rimpatrio volontario verso i paesi d’origine, oltre a reperire soluzioni durevoli per i rifugiati».