Yemen, fallito il golpe anti-sciita a Sana’ a. Ucciso l’ex presidente Ali Abdullah Saleh

Gli Houthi restano al potere. I sauditi bombardano ancora un Paese allo stremo

[4 dicembre 2017]

Ieri diversi giornali occidentali e arabi avevano annunciato che le truppe dell’ l’ex presidente dello Yemen Ali Abdullah Saleh avevano rotto l’alleanza con i ribelli sciiti Huthi che avevano preso il potere nello Yemen e ormai conquistato Sana’a, inviando dalla capitale yemenita un appello all’Arabia saudita a cessare i bombardamenti e ad avviare colloqui di pace e per il futuro governo del Paese nuovamente in mano sunnite,

A quanto pare era solo un’illusione e secondo l’agenzia iraniana Mehr News, che cita fonti locali, l’ex presidente Saleh sarebbe stato ucciso mentre tentava di scappare in auto da Sana’a. Insieme a lui avrebbero trovato la morte anche il suo vice Aref al-Zuka e Yaser al-Awazi, il segretario del partito del Congresso generale del popolo yemenita che ha governato lo Yemen dall’unificazione e fino a che il governo autoritario di Saleh non fu abbattuto nel 2011, dopo 17 anni al potere, dalle proteste della società civile yemenita e delle tribù.

La morte di Saleh è stata confermata anche all’agenzia russa  Ria Novosti da Al-Mahdi Ahmad bin Yahya, Al-Mahdi Ahmad bin Yahya, a capo di un reggimento dell’esercito yememenita alleato con il movimento sciita Ansar Allah al potere che l’ex presidente è stato giustiziato. Anche un  comunicato del Congresso generale del popolo yemenita conferma l’esecuzione di Saleh e dei suoi alti dirigenti.

L’agenzia iraniana Tasnim dice che Saleh è stato intercettato dai miliziani sciiti mentre cercava di fuggire verso il governatorato di Marib e, belles houthis) a confirmé la mort de l’ancien Président à Sputnik.

Secondo il generale bin Yahya, Saleh è stato ucciso oggi lungo la strada che collega Sinhan a Marib, mentre stava fuggendo di fronte alla controffensiva dei suoi ex alleati. Ma le forze di sicurezza d yemenite stavano seguendo i suoi movimenti da ieri sera e, quando saleh è arrivato nel quartiere di Sinhan a Sana’ a, i militari fedeli al governo hanno tentato di arrestarl Si è scatenata una vera e propria battaglia e gli houthi e i loro alleati sunniti hanno fatto numerosi prigionieri tra gli ammutinati. Poi il ministero degli interni controllato dagli Houthi ha annunciato la morte di Ali Abdallah Saleh.

Il governo sciita che controlla Sana’ a e gran parte dello Yemen del nord  ha cosi sventato il tentativo delle forze fedeli a Saleh di riprendere il controllo della capitale yemenita e di avviare una trattativa con l’Arabia saudita e il governo appoggiato dai Paesi arabo-sunniti e dagli occidentali che si è installato ad Aden dopo i bombardamenti e l’invasione saudita dello Yemen.

Poco prima di essere ucciso Saleh aveva ribadito la volontà di rompere l’alleanza con gli Houthi accusandoli di sacrificare il popolo yememita in nome delle loro ambizioni di potere e della politica imposta dall’Iran. Il 2 dicembre il Congresso generale del popolo, alleato di Ansar Allah fin dall’inizio della guerra yemenita, aveva lanciato un appello a combattere contro gli Houthi, accusandoli di aver sprofondato il Paese in una guerra civile della quale proprio il partito di Saleh è stato l’artefice principale.

Secondo Al Arabia, non si avevano più notizie di Saleh dopo che la sua casa a Sana’ a era stata bombardata  e aerei della coalizione araba a guida saudita stamattina hanno bombardato postazioni delle milizie sciite nella capitale proprio per sostenere la ribellione dell’ex presidente Saleh,  diventato improvvisamente alleato da arci-nemico che era.

Il governo a guida sciita sembra aver respinto facilmente un tentativo di ribellione che sembrava riuscito, ma questo probabilmente significherà che lo Yemen dovrà soffrire ancora molto per uscire da una guerra che sta facendo morire sotto le bombe e di colera migliaia di persone, mentre 17 milioni di yemeniti dipendono totalmente dagli aiuti umanitari stranieri che i sauditi fanno entrare nel Paese con il contagocce.