Yemen, Fao e Banca Mondiale lanciano un programma di 36 milioni di dollari per combattere la carestia

Assistenza a 630.000 persone e resilienza delle comunità rurali devastate dalla guerra

[4 ottobre 2017]

La Banca Mondiale e la Fao hanno lanciato lo Smallholder Agricultural Production Restoration and Enhancement Project (Sprep), un programma finanziato con 36 milioni di dollari di Global Agriculture Food Security (Gafsp) della Banca Mondiale per fornire assistenza immediata a più di 630.000 persone – delle quali oltre il 30% donne –  colpite dalla povertà e dall’insicurezza alimentare in Yemen, e a rafforzare la resilienza agricola di lungo termine di un Paese devastato dall’invasione e dai bombardamenti sauditi – appoggiati da un coalizione arabo-sunnita e dalle armi occidentali, anche italiane – dopo che gli sciiti Houthi hanno preso il potere a Sana’a nel 2015.

La Fao sottoline che «Con 17 milioni di persone colpite da livelli di insicurezza alimentare acuta a livello di “emergenza” o “crisi”, lo Yemen sta vivendo la peggiore crisi umanitaria del mondo. Il protrarsi del conflitto ha severamente danneggiato il settore agricolo e ha avuto un impatto devastante sui livelli di sicurezza alimentare, nutrizione e sui mezzi di sussistenza della popolazione. Il dono della Banca Mondiale permetterà alla Fao di sostenere progetti prioritari, come promuovere la sicurezza alimentare, ripristinare le fonti idriche per migliorare la produzione agricola, le rendite e la nutrizione dei piccoli produttori, oltre a rafforzare le capacità dei vari stakeholder coinvolti in diversi progetti legati al finanziamento. Gli interventi si concentreranno in 21 tra i distretti maggiormente colpiti dall’insicurezza alimentare, con speciale attenzione a contadini senza terra, con nessun o poco bestiame, mezzadri, piccoli proprietari terrieri, nuclei famigliari gestiti da donne e colpiti dal conflitto».

Abdessalam Ould Ahmed, direttore generale aggiunto della Fao e rappresentante regionale per il Vicino Oriente e il Nord Africa, è convinto che «Il progetto avrà un forte impatto umanitario sul Paese, poiché fornirà sostegno di emergenza e contribuirà a costruire la resilienza della popolazione più vulnerabile. L’agricoltura è uno dei settori più importanti dell’economia dello Yemen. Rimetterla in moto aumenterà l’accesso della popolazione al cibo e a forme di guadagno, il che significa una maggiore sicurezza alimentare. Ma il progetto andrà oltre l’assistenza umanitaria immediata, poiché rafforzerà le capacità del Fondo per lo sviluppo sociale dello Yemen, di agenzie governative e ONG locali, con l’obiettivo di ripristinare i mezzi di sussistenza dei contadini che hanno perso tutto a causa del conflitto, assicurandosi che mantengano la possibilità di accedere ai mezzi di sostentamento anche negli anni a venire».

Attualmente la Fao opera in 13 governatorati dello Yemen, compresi tutti quelli con il maggior numero di famiglie colpite da insicurezza alimentare. Nel 2017, la Fao punta a sostenere oltre 3 milioni di persone tra quelle maggiormente colpite da insicurezza alimentare e nutrizionale nei distretti più colpiti e ha già proceduto a vaccinare oltre un milione di capi di bestiame.

Il rappresentante della Fao nello Yemen, Salah El-Hajj Hassan, conclude: «Il dono della Banca Mondiale che la Fao ha ricevuto in Yemen, ci sarà di grande aiuto per fornire soluzioni agricole sostenibili: sostenere lo sviluppo rurale, fornire sicurezza alimentare, riabilitare le infrastrutture idriche delle comunità, e migliorare lo sviluppo delle capacità in un paese dove milioni di persone sono colpite dalla fame. L’implementazione di questo progetto permetterà alla Fao di costruire sul lavoro fatto in precedenza, ad esempio sui progetti per rafforzare il ruolo delle donne in questioni relative alla risoluzione del conflitto. Vista la continuazione delle ostilità in Yemen, questo progetto potrebbe contribuire a portare stabilità nel Paese».