Le ondate di caldo all’inizio della gravidanza sono un potenziale fattore di rischio per le cardiopatie congenite

Ma quella che è un’ondata di caldo in Canada è la normalità in Florida

[9 gennaio 2017]

La frequenza e l’intensità delle ondate di calore continueranno ad aumentare in alcune aree  del mondo e sempre piùpersone rischiano di essere esposte a periodi prolungati di caldo intenso. Il nuovo  studio “Risk of Congenital Heart Defects after Ambient Heat Exposure Early in Pregnancy”, pubblicato su Environ Health Perspect da un team di ricercatori canadesi,  si è occupato dell’esposizione delle donne a queste ondate di caldo durante la gravidanza iniziale, per capire se può essere un possibile fattore di rischio le cardiopatie  congenite nei loro bambini.

I ricercatori spiegano che «Il cuore del feto comincia a formarsi nelle prime settimane di gestazione.  Circa 8 neonati su 1.000  nascono con una qualche forma di cardiopatia congenita, rendendola il tipo di difetto alla nascita più comune.Tre quarti dei difetti cardiaci congeniti non sono critici, cioè il bambino non avrà probabilmente bisogno di un intervento chirurgico o di altre procedure nel primo anno di vita. I problemi  cardiaci congeniti critici, anche se meno comuni, sono più gravi, con molti che richiedono un trattamento subito dopo la nascita».

Non è chiaro cosa provochi l’aumento dei problemi cardiaci neonatali congeniti, anche se precedenti ricerche suggeriscono che fattori come il fumo durante la gravidanza e il diabete materno possono aumentare il  rischio. In alcuni studi, anche la febbre materna durante il primo trimestre di gravidanza è stata associata alle cardiopatie congenite. Ma finora  non erano state riscontrate forti correlazioni tra esposizione materna ai giornate di caldo prolungato e cardiopatie infantili.

La principale autrice dello studio, Nathalie Auger, un’epidemiologa dell’ Hospital research centre dell’università di Montreal, e i suoi colleghi hanno analizzato i dati relativi ai  bambini nati in Quebec tra il 1988 e il 2012. Hanno calcolato data la data di concepimento di ogni bambino in base alla data di nascita e hanno identificato più di 700.000 bambini concepiti tra aprile e settembre. Poi hanno confrontato la prevalenza di 7 cardiopatie congenite critiche e di 8 non critiche di questi neonati con il numero di giorni caldi ai quali le loro madri sarebbero state esposte tra le 2 e le 8 prime settimane della  gravidanza. Il team canadese ha contato giorni in cui le temperature massime esterne avevano raggiunto o superato i  30° Centigradi. Ne è venuto fuori che «Circa 980 bambini su 100.000 esposti a 10 o più giorni caldi nelle prime 2 – 8 settimane sono nati con un difetto cardiaco congenito, rispetto ai circa 879 bambini ogni 100.000 con zero giorni di esposizione. L’esposizione ad almeno 15 giorni caldi durante le settimane 2 – 8 è stato associato ad un 37% di maggiore prevalenza di difetti del setto interatriale rispetto ad un’esposizione zero».

Shao Lin, un epidemiologa che insegna alla New York state university di  Albany, che non ha partecipato allo studio, sottolinea: «Ci aspettavamo che il rischio fosse piccolo, perché non ci si aspetterebbe che la temperatura abbia un effetto così forte. Sapevamo già che l’esposizione materna al caldo era un fattore di rischio per difetti cardiaci ma non come, ad esempio, il fumo lo è per il cancro al polmone. E’ più probabile che la temperatura sia solo uno dei diversi fattori di rischio, e qualsiasi effetto negativo alla nascita potrebbe essere dovuta agli effetti congiunti o alla mediazione tra il caldo e le malattie croniche materne, l’uso di alcuni farmaci, o tipo di  attività».

Anche se i ricercatori basano le loro conclusioni sulle temperature esterne al momento delle prime settimane di gravidanza, non sanno quanto tempo le mamme abbiano effettivamente passato all’aperto  nei giorni più caldi. Inoltre non sanno a quali temperature le madri sono state esposte all’interno delle loro case o nei luoghi di lavoro. L’impatto del caldo esterno potrebbe essere mitigato dall’aria condizionata o peggiorato nelle aree urbane che trattengono il caldo.

Non è ancora chiaro come il caldo esterno possa influenzare la formazione del cuore, anche se il team della Auger sottolinea che degli studi emerge che «le alte temperature potrebbero alterare la fisiologia cellulare». Ricerche precedenti avevano trovato legami anche tra l’inquinamento atmosferico e specifici difetti cardiaci congeniti. Ma non si sa quanto altri fattori ambientali legati alle ondate di caldo, come l’aumento dei livelli di alcuni inquinanti atmosferici, potrebbero interagire con gli effetti della temperatura o se questi altri fattori potrebbero anche essere i veri responsabili.

Studi futuri dovrebbero indagare su fattori come l’inquinamento dell’aria e la temperatura interna in relazione al clima caldo  e dovrebbero essere condotti anche su altre popolazioni.  Anche perché gli effetti sulla salute delle ondate di calore dipendono dalle temperature normali in un determinato luogo: le temperature che per il Canada rappresentano un’ondata di C caldo, in Florida sono la normalità.

Inoltre, questi studi dovrebbero anche controllare i fattori che variano nel tempo come le tendenze a lungo termine e le vacanze, e nei mesi estivi, separandoli dai mesi autunnali e primaverili, perché gli effetti del caldo potrebbero essere molto diversi a seconda della stagione.