Gli spin doctors europei che fanno il whitewashing alle dittature di mezzo mondo

Dopo le lacrime per Charlie Hebdo, l’Ue non affronta il problema delle lobby pro-regimi

[27 gennaio 2015]

In questi giorni frenetici e confusi, nei quali scorre il sangue di guerre eterne, si parla della libertà di stampa e di opinione assassinata a Charlie Hebdo mentre sfumano le condoglianze e le professioni di democrazia di regimi autoritari che, dopo pochi giorni, come in Egitto, uccidono oppositori pacifici in piazza, è passato praticamente sotto silenzio il rapporto “Spin doctors to the autocrats: how European PR firms whitewash repressive regimes” pubblicato Corporate Europe Observatory (Ceo)  che denuncia come le dittature ed i regimi violenti pagano alcune società di pubbliche relazioni europee e dei lobbisti per far risaltare le loro priorità politico/strategiche a livello internazionale e nascondere e violazioni dei diritti umani in patria.

Ceo chiede alle istituzioni europee di «Stabilire un urgentemente un registro obbligatorio del lobbying, una prima tappa essenziale verso a trasparenza del settore» e sottolinea che «Le regole della trasparenza devono includere una menzione precisa dei casi di lobbying da parte dei governi  extra.Ue».

Il rapporto include diversi casi di studio e Ceio li riassume così:

L’eurodeputata gaullista francese Rachida Dati, sarebbe molto amica della dittatura dell’Azerbaigian e vicina agli  uffici di relazioni pubbliche di lavishly e dei grossi gruppi come l’European Azerbaijan Society (attivi a Parigi ed a  Bruxelles) che lavorano a miglorare l’immagine della dittatura dell’Azerbaigian:

Alla Levick lavorano gli spin doctors che fanno whitewashing al presidente nigeriano Goodluck Jonathan e gli curano a campagna elttorale per p le presidenziali di febbraio che punta a distogliere l’attenzione dai massacri e dall’offensiva di Boko Haram.

A Parigi un think tank vicino al Front National ed all’estrema destra fa da ufficio stampa del Cremlino in Francia Diverse agenzie . come Gplus – che lavorano a Bruxelles propagandano le posizioni della Russia, in particolare quelle del colosso gasiero Gazprom, in relazione al conflitto in Ucraina.

Lobbisti ucraini del vecchio e nuovo regie si sono dati il cambio a Bruxelles, difendendo gli interessi e gli assets degli oligarchi he corrompevano e continuano a corrompere i governi di Kiev.

Eurofuture, una società di PR francese che lavora a Bruxelles ed a Parigi, “sbianca” le malefatte del regime repressivo dell’Etiopia.

Diverse compagnie di PR tentano di cambiare l’immagine del Rwanda e del suo uomo forte, Il presidente Paul Kagame, screditando gli oppositori, nonostante l’Onu accusi il Rwanda di crimini di guerra nella Repubblica democratica del Congo e di attentati contro i dissidenti fuggiti all’estero.

I PR francesi di Image Sept curano l’immagine della Costa d’Avorio nonostante i casi di tortura e di repressione degli oppositori politici dopo la fine della guerra civile.

Un’altra società francese, la 35° Nord, è stata assoldata per rinnovare l’immagine in Francia del presidente del Benin, Boni Yayi, che ha tentato di far estradare l’uomo di affari Patrice Talon, accusato d essere l’ispiratore di un fantomatico complotto contro il regime.

La BGR Gabara, che opera a Londra e Bruxelles gestisce l’immagine internazionale del governo del Bangladesh e nasconde accuratamene le sentenze di morte comminate contro esponenti dell’opposizione islamica, accusati di aver partecipato, dalla parte di Islamabad, alla remota guerra indo-pakistana che portò all’indipendenza del Bangladesh,.

La ICC ha invece curato la campagna elettorale del presidente keniano Uhuru Kenyatta sotto accusa alla Corte di giustizia internazionale per crimini contro l’umanità.

La principale autrice dl rapporto, Katharine Ainger, sottolinea che «Far sparire delle persone in piena notte, torturare dei dissidenti, diffamare gli oppositori, utilizzare degli schiavi ed uccidere dei manifestanti  la routine quotidiana dei dittatori e dei criminali di guerra. Ma il fatto che paghino delle imprese europee di pubbliche relazioni e dei lobbysti per nascondere i loro crimini, senza alcun tipo di responsabilità, è una rivelazione vergognosa sullo stato della democrazia nell’Unione europea. Questi casi di studio dimostrano ancora una volta  la necessità di registri di trasparenza obbligatori, sia a livello nazionale che europeo».

Ma c’è di più e di ancora più vergognoso per  chi magari era nelle piazze a sfilare per la libertà di opinione dopo la strage a Charlie Hebdo: il rapporto dimostra anche come il lobbying attuato da governi responsabili di crimini di guerra o di gravi violazioni dei diritti umani sia in contraddizione con diversi codici di condotta di numerose agenzie di relazioni pubbliche.

 

Per leggere l’intero rapporto in inglese:

http://corporateeurope.org/sites/default/files/20150120_spindoctors_mr.pdf