Go Rosetta! Oggi si fa la storia inseguendo una cometa, e l’Italia c’è

[12 novembre 2014]

Sono passati più di dieci anni dal lancio nello spazio, e la sonda Rosetta ne ha fatta di strada da quel marzo 2004. È il giorno dello sbarco sulla cometa Churyumov-Gerasimenko, la prima impresa del genere mai tentata da quando il primo essere umano ha iniziato a camminare sul pianeta Terra, con lo sguardo da sempre rivolto verso le stelle.

«Questa mattina alle 10:03, 12 novembre, la sonda Rosetta ha raggiunto la distanza sufficiente dalla cometa 67/P Churyumov Gerasimenko a consentire il rilascio del lander Philae, che ha iniziato la sua ‘discesa’ e dovrebbe raggiungere la superficie del corpo celeste tra le 16.30 e le 17.00». La nota dell’Agenzia spaziale italiana – sul cui sito è possibile seguire la diretta dell’evento – è stringato ma carico di magnifica tensione. L’Asi, e con lei l’Italia, è protagonista di quest’impresa. Rosetta è una missione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) dedicata alla comprensione dell’origine delle comete e delle relazioni tra la loro composizione e la materia interstellare quali elementi fondamentali per potere risalire alle origini del Sistema Solare, e forse della vita stessa sul nostro Pianeta. Uno scopo altissimo, che in tempo di crisi economica e divisioni internazionali vede riunita l’Europa nel segno della scienza e del progresso. Non è poco.

E l’Italia? La partecipazione italiana alla missione Rosetta, riassunta dall’Asi, si concretizza soprattutto in tre strumenti scientifici dell’orbiter: VIRTIS (Visual InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer) il cui PI è il Dott. Fabrizio Capaccioni dell’IAPS (INAF Roma), GIADA (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator) il cui PI è la Dott.ssa Alessandra Rotundi dell’Università “Parthenope” di Napoli e la WAC (Wide Angle Camera) di OSIRIS del Prof. Cesare Barbieri dell’Università di Padova (PI Dr. Holger Sierks, MP Institute fur Sonnensystem). A bordo del lander, è italiano il sistema di acquisizione e distribuzione dei campioni (SD2), realizzato da Galileo Avionica ed il cui PI è la Prof.ssa Amalia Ercoli Finzi del Politecnico di Milano, ed il sottosistema dei pannelli solari (Politecnico di Milano). L’Italia ha anche fornito manpower al Lander Project Team. Senza dimenticare che anche il lander Philae, che materialmente atterrerà sulla cometa, è stato costituito un Consorzio Internazionale di cui l’ASI fa parte.

Oggi si fa la storia, e l’Italia c’è.