Golpe militare in Thailandia, proclamata la legge marziale: cosa sta succedendo [VIDEO]

I soldati occupano TV e centrali elettriche

[20 maggio 2014]

L’esercito della Thailandia ha decretato la legge marziale, ufficialmente per mettere fine a 6 mesi di proteste antigovernative che hanno fatto 28 morti, ma tutti sanno che esercito e monarchia stanno dalla parte dei manifestanti.

Secondo un comunicato dei militari, «dichiarare la legge marziale non è un colpo di Stato», ma una misura presa per «ripristinare la pace e l’ordine pubblico». In realtà le modalità sono proprio quelle di un golpe: armati di fucili d’assalto e di pistole ed in tenuta da combattimento, i soldati hanno preso il controllo dei grandi network televisivi, delle centrali elettriche e di quelle idroelettriche, così come dei dintorni dei luoghi della capitali nei quali si riuniscono le forze filo-governative e dell’opposizione.

Soldati e blindati hanno occupato il centro della capitale thailandese Bangkok, in particolare l’area degli hotel e delle televisioni.

Una compagnia militare stamattina ha preso il controllo della stazione  base satellitare di Thaicom, nella provincia centrale di Nonthaburi, sa Bangkok è stato occupato per primo il network televisivo Channel 11, poi è toccato al dipartimento delle relazioni pubbliche. Secondo il Bangkok Post, «dei soldati sono stati dispiegati in tutti i locali della catena televisiva dopo che l’esercito ha decretato le legge marziale nel Paese».

I militari, che dal 1932 hanno guidato 11 governi dittatoriali di stampo fascista e represso nel sangue le manifestazioni studentesche e di sinistra, hanno ordinato ai manifestanti pro ed anti governativi di non uscire dai loro luoghi di riunione, anche se alcuni loro gruppi vengono ancora segnalati sull’avenue Rajdamnern, nel centro e nell’ovest della capitale. The Nation scrive che «dopo l’annuncio, i sostenitori del governo, le cosiddette “camicie rosse”, sono scesi in piazza per denunciare “il colpo di Stato” dell’esercito. I soldati hanno circondato i manifestanti per convincerli a interrompere la protesta».

Intanto il generale  Prayut Chan-O-Cha ha vietato ai media «di rapportare o distribuire ogni informazione o ogni fotografia nociva alla sicurezza nazionale». L’esercito ha già oscurato le trasmissioni di dieci network televisivi, tra i quali BlueSky , favorevole all’opposizione, ed AsiaUpdate et UDD, favorevoli al governo, perché rischiano di «deformare l’informazione e di attizzare le tensioni».

I militari thailandesi avevano minacciato di intervenire nella crisi politica dopo che tre manifestanti erano morti nel centro di Bangkok dopo un lancio di bombe a mano sulla folla. Il 15 maggio la commissione elettorale thailandese aveva chiesto il rinvio delle elezioni previste per  luglio.

La fine del governo della premier Yingluck Shinawatra (sorella del “Berlusconi” thailandese il cui esilio è all’origine di un’instabilità politica che dura da anni), dopo una contestata sentenza della Corte Costituzionale, aveva fatto aumentare le tensioni già forti tra i  suoi sostenitori – le “camicie rosse” – che hanno minacciato la guerra civile se il potere fosse stato affidato a un politico non eletto. A loro si oppongono le “camicie gialle”, filo-monarchiche e ben viste dai militari. Infatti, il leader delle manifestazioni anti-governatuive, l’ex parlamentare del Partito democratico Suthep Thaugsuban, aveva chiesto di non tenere le elezioni, la sospensione della democrazia parlamentare e la nomina di un “Consiglio del popolo”. I golpisti sembrano averlo accontentato.

Il governo ad interim thailandese non era nemmeno stato avvisato dai militari della loro decisione di imporre la legge marziale, ma resta in funzione, come ha assicurato Paradorn Pattanatabut, consigliere per la Sicurezza del governo. A fare cosa non si sa, visto che stanotte alle 3,00 ora locale è stato praticamente privato di ogni potere  da Prayuth Chan-O-Cha, che ha ammonito: «Gli assembramenti di massa da parte di diversi gruppi di persone e le recenti violenze di strada nelle quali degli innocenti sono stati uccisi e feriti e dei beni sono stati danneggiati hanno mostrato dei segnali di intensificazione di un  caos esteso e critico in diverse zone, il che potrebbe seriamente danneggiare la sicurezza nazionale e la sicurezza pubblica».

Il generale ha chiesto alla popolazione di non aver paura «mentre l’esercito manterrà la pace e l’ordine e riporterà rapidamente la situazione alla normalità». Il premier Niwatthamrong Boonsongphaisan si è limitato a chiedere all’esercito di agire «nel rispetto della Costituzione». Intanto, in base alla legge marziale del 1914, il capo dell’esercito ha istituito un comando incaricato del mantenimento della pace che ha autorità su tutte le forze militari della Thailandia – Esercito, Marina e Aeronautica – così come su tutti i poteri civili. Poi ha dissolto il Centro del governo ad interim dell’amministrazione della pace e dell’ordine.

La situazione è delicata, anche perché la Thailandia resta un alleato di ferro degli Usa e dell’Occidente. I quali però, a differenza che per altri  Paesi, non si sono mai dimostrati molto imbarazzati quando in Thailandia i golpe sono stati fatti da generali amici.

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