Sotto l’ombrellone il pianeta può aspettare

Google Zeitgeist, l’Italia ha paura dell’ebola. Ma non dei cambiamenti climatici

L’ambiente e la sostenibilità in picchiata negli interessi estivi, nonostante il clima autunnale

[13 agosto 2014]

Anche Google ha paura dell’ebola. O meglio, come fedele specchio dei milioni di internauti che se ne servono ogni giorno, rispecchia i loro timori durante l’inesauribile caccia alle informazioni. L’Italia in questo non fa eccezione. Secondo quanto comunica la stessa azienda di Mountain View nel suo bollettino Google summer Zeitgeist 2014, al primo posto delle parole che rappresentano l’attuale “spirito del tempo” c’è il termine ebola: è questa parola la più cliccata tra le emergenti dell’ultimo mese.

«Attualità e cronaca come sempre dominano la classifica generale delle parole emergenti estive – ricordano da Google – La diffusione del morbo dell’ebola, l’anniversario della scomparsa di Pantani o della strage di Bologna, precedono per volumi termini vacanzieri come la Cala degli Infreschi, proclamata la spiaggia più bella d’Italia o la situazione autostradale, cruccio di tutti gli italiani pronti a mettersi al volante».

Forse solo una cosa è in effetti più detestabile del traffico durante le ferie estive: il maltempo. Inutile però aspettarsi di veder sbucare la parola “meteo” tra le emergenti più cliccate su Google durante il mese di luglio, nonostante siano stati 31 giorni estremamente anomali per la soleggiata Italia. Semplicemente, “meteo” non è una parola emergente, ma in assoluto tra le più googolate da sempre. Stesso dicasi, ovviamente, per “pioggia”, “previsioni” et similia.

Ciò non toglie che sarebbe logico pensare come condizioni meteorologiche così avverse nel mese di luglio – in alcune parti del Paese le precipitazioni sono aumentate del 339,4% rispetto al 2013 – possano aver influito non solo sul (cattivo) umore degli italiani, ma anche sull’evidente manifestazione dei cambiamenti climatici in casa propria. Arrivati a scocciare per giunta in tempo di vacanze.

Navigando a tentoni nel mare magnum di dati messi a disposizione da Google Trends, però, quest’ipotesi cade nel vuoto: l’ambiente (come si vede dai grafici a lato) non interessa agli italiani in vacanza. Questa parola negli ultimi 30 giorni ha riscosso un interesse altalenante, con picchi verso il basso durante i weekend, e comunque in costante discesa. Un andamento che si fa ancor più chiaro osservando il trend del termine “sostenibilità”, praticamente scomparso dal motore di ricerca negli ultimi giorni. Per non parlare di vocaboli come “riciclo”, dall’andazzo assai incerto.

Ma se anche parole come l’onnipresente “crisi”, o l’italico supereroe che dovrebbe sconfiggerla – leggi “Renzi” – sembrano interessare sempre meno i nostrani internauti, c’è forse da stupirsi del risultato insoddisfacente raccolto dai termini “dissesto idrogeologico” o “cambiamenti climatici”? Google avverte serafico che in questi due ultimi casi, addirittura, si registra un «volume di ricerca insufficiente per visualizzare i grafici». Sotto l’ombrellone il pianete può aspettare. Anche se la spiaggia ormai non esiste più, e la sdraio è stata strappata via dalla montante marea.