Scuola, la grande bellezza dei cortei studenteschi in tutta Italia

[10 ottobre 2014]

greenreport.it ha sempre un punto di vista problematico di fronte alle questioni riguardanti la sostenibilità ambientale e sociale, ma oggi di fronte ai cortei studenteschi di questa mattina sposa la protesta senza se e senza ma. Come scrive l’Unione degli studenti universitari sul proprio sito: le studentesse e gli studenti di tutta Italia scendono in piazza «per chiedere una scuola, un’università, un Paese diverso, che non è certo quello del Jobs Act o dello Sblocca Italia, per dire che siamo noi la bellezza di questo Paese e che non possiamo più permetterci di vivere nella precarietà ed essere privati dei nostri diritti».

Gianluca Scuccimarra Coordinatore dell’Unione degli Universitari spiega «Il Premier non può usare la condizione giovanile come uno slogan fine a sé stesso. E’ ora che la politica si prenda le sue respinsabilità dando risposte reali ad una generazione precaria privata del proprio futuro. La stessa generazione che domani sarà in piazza per dire che è la Grande Bellezza di questo Paese e che ha fame di diritti e cambiamento».

Conclude Scuccimarra «E’ necessario ripartire investendo sull’istruzione tutta, dalla scuola all’università, questo è l’unico cambiamento che chiederemo domani 10 ottobre e che continueremo a chiedere anche il 25 ottobre insieme ai lavoratori perché non possiamo permetterci di vivere nella precarietà, che ci impedisce di investire sui nostri desideri e sulle nostre aspettative. Non possiamo permetterci di barattare i nostri diritti con quelli degli altri, perché li vogliamo per tutte e tutti. Il cambiamento siamo noi e tagliandoci il futuro non può esserci nessun reale cambiamento!». Come dargli torto quando anche oggi si legge che la scuola deve fare ulteriori tagli, persino per le pulizie? Chi ha figli di ogni età scolastica sa in che condizioni vertono le scuole, i tagli alle pulizie possono sembrare una cosa secondaria, ma portate i bambini in classi sporche e in palestre con i bagni inagibili o ingiovibili e poi chiedete loro che ne pensano. Da tempo le manifestazioni studentesche hanno perso in larghissima parte il valore della “brucia organizzata” e i governi che si sono succeduti con le loro quasi sempre inutili manovre sulla scuola hanno dato loro solo nuovi buonissimi argomenti. La misura è colma.