Turanor PlanetSolar, l’ultima tappa del 2014 a Venezia

La più grande nave solare del mondo a caccia di tracce preistoriche

L’archeologia a energia fotovoltaica scava nelle radici dell’Occidente, in Grecia

[26 agosto 2014]

La MS Turanor PlanetSolar, la più grande nave a energia solare al mondo, è salpata per Venezia dalla Grecia dove ha partecipato per quasi un mese a Terrasubmersa, la missione archeologica condotta dall’Università di Ginevra (Unige). L’obiettivo della spedizione era quello di esplorare i paesaggi preistorici che sono state sommerse dalle acque del golfo dell’Argolide e identificare tracce di attività umana. A bordo della MS Turanor PlanetSolar,  e dell’Alkyon,  una nave da ricerca greca, i ricercatori di PlanetSolar e Unige hanno fatto misurazioni geofisiche ed  effettuato scavi subacquei nella baia di Kiladha.

Dal 28 luglio, la Turanor PlanetSolar ha navigato attraverso la Grecia per la missione  TerraSubmersa che è stata divisa in due fasi distinte: prima ha pubblicizzato il lavoro degli archeologi tra le autorità pubbliche  locali, attraverso una serie di eventi organizzati lungo le tre soste a Eretria, Atene, Napflio, la seconda fase è stata dedicata esclusivamente alla ricerca archeologica nel Golfo dell’Argolide.

Il capitano della nave solare, Gérard d’Aboville, sottolinea che «la spaziosa superficie vivibile del catamarano e la sua completa indipendenza energetica, così come il limitato pescaggio e grande maneggevolezza, la rendono una piattaforma di lavoro ottimale per i ricercatori. Ancora una volta, la MS Turanor PlanetSolar ha dimostrato che è una base ideale per la ricerca scientifica e confermato i suoi molti utilizzi versatili».

La spedizione archeologica greco-svizzera aveva l’obiettivo di esplorare i paesaggi preistorici sommersi dalle acque del Golfo dell’Argolide, per mapparli ed  individuare eventuali tracce di attività umana. All’Unige spiegano che «alla fine dell’ultima era glaciale, circa 20.000 anni fa, il livello del mare era notevolmente inferiore a quello di oggi. Con la mappatura dei paesaggi che sono scomparsi sott’acqua, gli archeologi sperano di comprendere le dinamiche attraverso le quali  sono state popolate zone costiere».

La spedizione TerraSubmersa si è concentrata sulla grotta Franchti, sul lato nord della baia di Kiladha, che è stata utilizzata per quasi 35.000 anni, dal Paleolitico al Neolitico. Julien Beck, lo scienziato a capo della spedizione, è entusiasta: «Abbiamo raccolto dati fantastici, la cui analisi richiederà due anni di lavoro, ma i risultati preliminari sono incoraggianti». Mappando i fondali, i ricercatori hanno trovato paleo-spiagge risalenti a diversi periodi nella preistoria. Tutti gli indizi portano a credere che queste spiagge siano state frequentate da coloro che vivevano nella grotta Franchti, dove  gli scienziati hanno trovato  conchiglie e resti di pesce. Inoltre, con l’eco-sonar installato a bordo della nave a energia solare sono stati individuati gli indizi di spostamenti tettonici nel Golfo dell’Argolide, cedimenti e faglie che potrebbero spiegare la differenza di profondità delle palo-spiagge.

Il team di PlanetSolar è estremamente soddisfatto di questa missione: «Ad ogni tappa, la nave è stata accolta con entusiasmo dal pubblico ed ha richiamato l’attenzione delle autorità greche. Così, più di 2.000 persone sono passate dalla passerella del catamarano. Inoltre, PlanetSolar ha avuto l’opportunità di accogliere figure politiche locali a bordo, tra cui Konstantinos Tassoulas, il ministro greco della cultura, Giannis Maniatis, il ministro greco dell’ambiente, energia e cambiamento climatico, così come la moglie del primo ministro greco Antonis Samaras. Sul versante svizzero, PlanetSolar anche accolto con favore in particolare Walter Steinmann, Direttore dell’Ufficio federale dell’energia (UFE)».

Attualmente, la nave e il suo equipaggio stanno navigando verso Venezia, ultima tappa del tour 2014, dove getteranno l’Ancora il  4 settembre.