Si tratta della Saragolla lucana, appena divenuta “Varietà da conservazione”

Grani antichi, salvato dalla scomparsa il frumento duro per eccellenza: è italiano

Successo per il CRA-CER, Regione Basilicata e Associazione Cerealisti

[19 febbraio 2014]

E’ la Saragolla Lucana la prima varietà di frumento recuperata ed iscritta al registro delle varietà vegetali come “Varietà da conservazione”. Ovvero – sottolinea il Centro di Ricerca per la Cerealicoltura del CRA -, quelle varietà tradizionalmente coltivate in particolari località e minacciate da erosione genetica. Il 28 gennaio scorso sulla Gazzetta Ufficiale (serie 22) è stato emanato il decreto di iscrizione della prima “Varietà da Conservazione” per i cereali a paglia denominata, appunto, Saragolla Lucana (presente anche nel Bollettino delle Varietà Vegetali n. 5/2013 del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali).

Si tratta di un’antica varietà di frumento duro diffusa in passato nei territori dei comuni di Palazzo San Gervasio, Forenza, Maschito, Banzi, Genzano di Lucania, Venosa, Montemilone, Lavello, tutte località in provincia di Potenza ed oggi recuperata grazie all’impegno dell’Associazione Lucana Cerealisti di Antiche Varietà di Palazzo San Gervasio, del CRA Centro di Ricerca per la Cerealicoltura di Foggia (CRA-CER) ed alla Regione Basilicata che, attraverso l’ufficio preposto, ha curato la pratica e gli adempimenti necessari per la presentazione della domanda al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.

«Le Saragolle – spiega Roberto Papa, direttore del CRA-CER – anticamente rappresentavano il frumento duro per eccellenza; numerosi sono i riferimenti storici e le testimonianza raccolte da Angelo Lacivita cerealicoltore lucano, promotore insieme ad altre aziende cerealicole del recupero di vecchie varietà di cereali, che sottolineano l’importanza e la diffusione di questi frumenti duri in passato come base per la produzione di pasta. Oggi, queste varietà sono praticamente scomparse, sostituite dai più produttivi frumenti duri moderni a taglia bassa. Restano tuttavia piccole coltivazioni confinate principalmente nelle aree interne dell’Appennino meridionale che alimentano piccole filiere legate alla commercializzazione di prodotti tipici».

Le caratteristiche: la Saragolla lucana si presenta con un culmo lungo e flessibile, la spiga è aristata e le reste sono nere alla base e gialle verso l’apice. Le spighette contengono di solito 2-3 semi di colore scuro e di grandi dimensioni se paragonati a quelle delle altre varietà di frumento duro. L’altezza della pianta oscilla tra i 140 ed i 160 cm e l’epoca di spigatura è più tardiva rispetto a quella dei frumenti duri più comuni. Il portamento della pianta alla fine dell’accestimento è eretto e nonostante la taglia riesce a resistere discretamente all’allettamento. Il rinnovato interesse per le antiche varietà di cereali è legato alla crescente sensibilità dell’opinione pubblica per le proprietà nutrizionali degli alimenti che ne derivano. Diversi enti pubblici di ricerca, infatti, hanno avviato una serie di ricerche e di approfondimenti per sfruttare al massimo le peculiarità nutrizionali delle antiche costituzioni varietali.

Grazie al Programma di Sviluppo Rurale Basilicata 2007/2013, in particolare alla Misura 124 “Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie, nel settore agricolo, alimentare e forestale”, ed al progetto Buongrano è stato possibile avviare una serie di iniziative di tipo agronomico che hanno portato al recupero di questi materiali genetici ed alla richiesta di iscrizione al registro varietale italiano della Saragolla Lucana come “Varietà da conservazione” con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo delle aziende che ricadono nella zona del Vulture-Alto Bradano, offrendo nuovi sbocchi di mercato e puntando sulle produzioni tipiche  di alta qualità. «Lo scopo dell’iniziativa – sottolinea Pasquale De Vita del CRA-CER e responsabile scientifico del progetto Buongrano -, è quello di tutelare e valorizzare il patrimonio genetico delle antiche varietà di frumento duro tipiche della regione per proporre nuovi prodotti, diversificando l’offerta e acquisendo maggiore competitività in questo che resta un settore di nicchia».

di CRA-CER, Centro di Ricerca per la Cerealicoltura