La Guardia costiera sequestra a Livorno 300 kg di pesce

I prodotti ittici destinati al commercio illecito, forse pescati all’interno del Parco dell’Arcipelago toscano

[14 agosto 2014]

Un’operazione della Guardia Costiera di Livorno, partita in seguito a segnalazioni,  ha portato al sequestro di oltre 300 Kg di prodotti ittici provenienti dalla pesca sportiva abusiva e destinati al commercio illecito.

Gli uomini della Capitaneria livornese sono intervenuti a bordo della nave Liburna, un traghetto della Toremar partito da Capraia nel tardo pomeriggio, sul quale era stato imbarcato un “ape cross” con un carico di pesce pescato illegalmente.

In un comunicato la Capitaneria di Porto di Livorno spiega che «all’arrivo in porto il personale ispettivo iniziava l’attività di controllo individuando il mezzo di trasporto, corrispondente ai dati caratteristici segnalati, spedito da un residente dell’isola da Capraia a Livorno con la formula “senza conducente”. Nel vano di carico merce del mezzo veniva riscontrata la presenza di prodotto ittico accuratamente occultato da grossi teli in plastica. 1 esemplare di Ricciola 70 Kg, 3 esemplari di Tonno rosso per un totale di circa 150 Kg, 4 pesci spada per circa 100 Kg, venivano posti sotto sequestro dal personale militare della Capitaneria. Non riscontrando la presenza di persone che stessero attendendo la merce, probabilmente dileguatesi alla vista degli ispettori, questi ultimi rintracciavano il “mittente”, un uomo di Capraia di circa 40 anni, il quale non forniva alcun documento relativo al carico di merce imbarcata sulla nave e tentava di negare la proprietà del prodotto. Allo stesso veniva notificato il sequestro del pescato e comminate sanzioni amministrative, per un totale di 3.000 euro, per la violazione al divieto, sotto qualsiasi forma, del commercio dei prodotti ittici provenienti dalla pesca non professionale e la violazione alle norme sulla pesca sportiva del Tonno Rosso, attualmente vietata ai pescatori dilettanti per l’avvenuto raggiungimento della “quota” massima nazionale».

La cosa da capire ora è se il pesce pescato illegalmente è stato catturato dai cosiddetti pescatori sportivi nelle acque protette del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

La Capitaneria comunque informa che «Il pescato sequestrato, altrimenti destinato al circuito della commercializzazione illecita, veniva sottoposto a visita igienico sanitaria da parte del Dirigente sanitario dell’Azienda U.S.L.n.6 di Livorno e dichiarato idoneo al consumo. Pertanto veniva ceduto in beneficenza ad enti caritatevoli della città di Livorno».

I bracconieri hanno subito un pesante colpo e «i controlli della Guardia Costiera sulla filiera ittica continueranno senza sosta, a tutela del consumatore e della fauna ittica» e la Capitaneria di porto di Livorno ricorda l’importanza del numero gratuito 1530 per la segnalazione di qualsiasi emergenza, attivo 24 ore su 24, su tutto il territorio nazionale.