I mini-demoni delle foreste dell’America Centrale (FOTO)

[31 luglio 2013]

Lo chiamano Ant Man, come l’eroe dei fumetti, ma in realtà il suo nome è Jack Longino ed è un biologo dell’università dello Utah. In questi ultimi anni Longino ha fatto una serie di impressionanti scoperte sugli insetti ed ora ha  individuato 33 nuove specie di formiche predatrici in America Centrale e nei Caraibi ed ha chiamato circa un terzo di questi minuscoli e “mostruosi” insetti come gli antichi signori ed i demoni dei maya. L’entomologo statunitense spiega che, viste al microscopio,  «Queste nuove specie di formiche sono un vero incubo. Le loro facce sono ampi scudi, gli occhi sono ridotti a minuscoli punti ai bordi e le mascelle feroci sono irte di denti aguzzi. Sembrano un po’ come il mostro di’ Alien. Sono orribili da guardare da vicino. Questa è la cosa che li rende divertenti».

Longino ha pubblicato su  Zootaxa  la ricerca “A review of the Central American and Caribbean species of the ant genus Eurhopalothrix Brown and Kempf, 1961 (Hymenoptera, Formicidae), with a key to New World species” nella quale identifica e denomina 14 nuove specie di formiche del genere Eurhopalothrix e le distingue dalle altre 14 specie precedentemente note. Il nome del genere è greco e si riferisce ai peli a forma di clava su molte specie di Eurhopalothrix. In un altro studio che sta per essere pubblicato sempre su Zootaxa  l’entomologo individua 19 nuove specie di formiche del genere Octostruma e descrive le differenze con le altre 15 specie precedentemente note. Il nome di questo significa “otto gonfiori” per le antenne con 8 segmenti delle quali sono dotate queste formiche.

Il biologo sottolinea che «Le nuove specie sono state trovate per lo più in piccole macchie di foresta che rimangono in un paesaggio prevalentemente agricolo, sottolineando l’importanza degli sforzi per salvaguardare le foreste in America centrale», si tratta di animali davvero minuscoli, molte più piccole di un chicco di riso o delle mini formiche che si avventurano nelle nostre case, vivono  nel legno marcio e tra le foglie morte  della lettiera dei suoli delle foreste dell’America Centrale.

«Sono quasi senza occhi e nuotano tra le foglie morte», dice Longino. Le formiche “maya” utilizzano primitivi occhi composti di rilevare la luce, ma non sono in grado di vedere immagini nitide. Nessuno sa come trovano le loro prede, che si pensa siano insetti a corpo molle, ragni, millepiedi e centopiedi. Ma si sa che queste formiche si rivestono con sottile strato di argilla che probabilmente serve come camuffamento.

Longino si è divertito ad affibbiare i nomi scientifici a questi mini-mostri: l’Eurhopalothrix Zipacna, trovata in Guatemala ed Honduras, prende il nome da un violento demone coccodrillo Maya; L’Eurhopalothrix Xibalba, o “posto della paura, che vive dall’Honduras alla Costarica, deve il suo nome al mondo sotterraneo governato dalla divinità della morte presente in alcune mitologie Maya;  L’ urhopalothrix Hunhau, che vive in Messico e Guatemala, si chiama come il signore degli inferi e un importante dio della morte Maya.

Non per tutte le nuove specie di formiche Longino ha fatto ricorso all’intricato e terribile panteon della religione dei maya, alcune formiche, pur con un aspetto “terrificante” hanno nomi più banali, come l’Eurhopalothrix semicapillum, chiamata così per la presenza di filamentio simili a capelli sulla testa, o l’Octostruma Convallis che prende il nome dal solco ricurvo su tutto il muso. Longino ha chiamato una delle “nuove” specie  Eurhopalothrix ortizae in onore di Patricia Ortiz, una naturalista del Costa Rica morta quest’anno in un incidente.

Al microscopio le formiche Eurhopalothrix  mostrano un terribile armamentario fatto di un apparato boccale e di mascelle che si aprono e chiudono lateralmente invece che in  su e giù.

Longino la spiega una volta in maniera semplice: «Se volevate veramente un movie monster, ecco che salta fuori questo freaks people, hanno le ganasce che vanno fianco a fianco. Le formiche sono ovunque. Si tratta di uno dei grandi elementi degli ecosistemi, come gli uccelli e gli alberi. Sono i maggiori movimentatori di roba. Alcune agiscono come predatori e mangiandoli influenzano le dimensioni della popolazione di altri insetti. Raccolgono un sacco di insetti morti e li mangiano, quindi sono come avvoltoi in un micro-scala. Movimentano i semi in giro e hanno un grande impatto su quali tipi di piante crescono e dove. Aerano il suolo e fanno un sacco di scavi. Avere terreno aerato è un bene per le piante, perché permette all’ossigeno di penetrare nel suolo ed all’acqua di percolarci meglio attraverso».

Attualmente nel mondo ci sono circa 15.000 specie conosciute di formiche, con classificazioni che si basano in gran parte sulla differenza nella struttura corporea, ma probabilmente le specie si aggirano intorno alle 30.000. Ma potrebbero essere molte di più: i genetisti stanno trovando sempre più evidenti differenze genetiche tra specie che sembrano praticamente identiche «Così – afferma Longino – ci potrebbero essere 100.000 specie di formiche».

Nel mondo ci sono circa 700.000 specie di insetti conosciute,  ma è un numero destinato a crescere molto e come dice Longino, «Da 70 all’80% di tutte le specie conosciute sono insetti». Le 33 nuove specie scoperte da “Ant Man” portare il numero di specie di formiche che ha scoperto durante la sua carriera a 131. L’entomologo spiega un’altra particolarità di questi mini-demoni maya: «Le formiche adulte mangiano solo liquidi, non cibo solido. Così portano le loro prede al nido, dove vengono mangiate dalle larve di formiche, che le rigurgitano  in modo che possano essere consumate dagli adulti. Le formiche più moderne non sono più predatori, alcuni dei quali utilizzano veleni a pungono la preda, ma invece sono spazzini, come quelle che raccolgono le briciole cadute dal tavolo in cucina, e spruzzano acido formico per combattere le altre formiche».

Longino raccolto circa il 90% delle formiche durante i suoi nuovi studi  che hanno coronato 30 anni di lavoro in una serie di progetti per fare l’inventario degli insetti, dei ragni e di altri artropodi in Costa Rica, Messico, Nicaragua, Guatemala e Honduras. Molte delle specie vivono anche nei Caraibi e in Sud America. L’entomologo sottolinea che «Il mio lavoro come un tassonomista è non solo di trovare e descrivere nuove specie, ma di “mappare” tutte le specie, vecchie e nuove, per far luce sulla biodiversità terrestre ed individuare possibili specie infestanti d altre specie che potrebbero essere utilizzati per controllare i parassiti. Le nuove specie di formiche non sono parassiti agricoli».

Per raccogliere insetti, Longino ed il suo team di studenti utilizzano dispositivi vagliatura che somigliano ad un paio di racchette da tennis con sacchetti di tela sotto. Un lavoro faticoso e certosino in un ambiente caldo-umido e difficile: i ricercatori utilizzano machete per tagliare la legna morta raccolgono la lettiera per passarli attraverso setacci, le minuscole formiche finiscono così nei sacchi di raccolta insieme a quello che sembra terriccio. Questa miscela allora viene messa in sacchetti di rete sospesi sopra degli imbuti che, a loro volta, sono sopra sacchetti di plastica contenenti alcool per uccidere e conservare le formiche che passano attraverso le maglie dei sacchetti. Poi le formiche vengono portate in laboratorio per analizzarle.

Longino conclude: «La tassonomia, o classificazione degli esseri viventi, è in frequente e continuo cambiamento. Penso alle specie come ipotesi, non come ad etichette definite ed immutabili. Sono alla ricerca di finanziamenti per la ricerca genetica,  per analizzare meglio e forse ridefinire le classificazioni per le formiche in quattro o cinque genus o generi di formica. Dopo che sarà fatta una tale ricerca, alcune specie rischiano di finire in un genere diverso».