I piccoli scienziati di Porto Azzurro studiano la Zona umida di Mola

I bimbi delle scuole elementari di Porto Azzurro alla scoperta di animali e altre meraviglie

[11 Febbraio 2019]

Il 9 febbraio, alle 9,30 di un  mattino non scolastico, la zona umida di Mala si è stranamente popolata un gruppetto eccitato di bimbe e bimbi della quarta e quinta elementare di Porto Azzurro che partecipano al progetto “piccoli scienziati in Porto”. Ad aspettarli c’erano le loro insegnanti e Umberto Mazzantini, di Legambiente e del Direttivo del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, che ha spiegato loro l’importanza di quella piccola zona umida (che pochissimi bimbi conoscevano) e cosa intende fare il parco con il progetto per recuperare quella che ora appare quasi come un’area devastata, tanto che alla staccionata del parcheggio c’è affissa l’ordinanza della Capitaneria di Porto di togliere barche e relitti che sono sulla spiaggia, nei fossi e nei canneti.

Come spiegano le insegnanti, quello al quale partecipano gli scienziati in erba è «Un progetto finanziato con fondi europei PON, finalizzati alla prevenzione della dispersione scolastica. L’Istituto Comprensivo Carducci di Porto Azzurro ha ottenuto il finanziamento per avviare alcuni progetti nel corrente anno scolastico, sia per alunni di scuola primaria che secondaria, nei diversi plessi. Grazie a questi fondi, alcuni plessi dell’Istituto aprono in orario extrascolastico per svolgere 30 ore di attività formative di tipo laboratoriale in ambiti nei quali si è rilevato un maggiore bisogno, per alunni potenzialmente a rischio. Per il progetto relativo all’uscita di oggi, dal titolo “piccoli scienziati in Porto” l’obiettivo è migliorare le competenze scientifiche nella scuola primaria e favorire l’interesse verso le stesse attraverso attività di conoscenza, esplorazione e studio del proprio ambiente di vita, lavoro di gruppo, ricerca».

Un gran bel progetto, realizzato grazie all’appassionato lavoro delle insegnanti, al quale bambini e famiglie hanno aderito con entusiasmo e che è già andato oltre gli obiettivi di partecipazione previsti. «Nello specifico – spiegano ancora le insegnanti – , “piccoli scienziati in Porto”, si articola in tre fasi: la prima, introduttiva, per sondare le conoscenze acquisite, consolidare quelle necessarie al progetto e farsi un’idea delle aspettative degli alunni». Quella iniziata con l’escursione a Mola è la seconda fase: «Quella di ricerca e conoscenza del proprio territorio, che prevede l’osservazione, lo studio, la realizzazione di attività sperimentali atte a confermare/smentire ipotesi e la realizzazione di materiale divulgativo su tre ambienti tipici del territorio Longonese: la zona umida di Mola, il litorale roccioso, la zona mineraria dismessa (Terranera). L’ultima fase del progetto consisterà nell’allestimento e realizzazione di un evento di presentazione delle conoscenze prodotte ai compagni e alle famiglie, attraverso una semplice mostra a scuola».

Una delle insegnanti, Simona Sabbioni, spiega ancora: «Le uscite sono aperte alle famiglie in via sperimentale: trattandosi di un’attività extrascolastica  formativa, credo che il coinvolgimento di alcuni genitori possa contribuire sia a abbattere possibili diffidenze nei confronti del lavoro svolto dalla scuola con i loro bimbi, sia a fare un po’ di formazione di base anche oltre la scuola».

E i “piccoli scienziati in Porto” a Mola hanno visto sul campo cosa possono combinare alla natura le azioni sbagliate dell’uomo, ma anche come l’uomo possa rinaturalizzare un ambiente che sembra quasi colpito da un cataclisma. Hanno disegnato agavi spiaggiate e salicornia, fotografato germani reali, visto i rifiuti portati dal mare, l’acqua chiara della foce del fosso e quella biancastra poco più a monte. Hanno visto risalire la marea sperando di vedere qualche gallinella d’acqua (che se ne è stata ben nascosta), fatto colazione su un ponte di legno al tiepido sole di febbraio e poi, dopo aver fatto 100 domande e risposto ad altre 100, sono saliti sull’altana per vedere il luccichio dell’acqua tra le canne, meravigliati dalla bellezza di un posto nascosto che potrebbe rinascere. Pensando agli uccellini che migrano dall’Africa, alle gru e agli aironi, al rospo smeraldino e alla piccola raganella. Una bella avventura per tutti. E gli animali di Mola hanno sicuramente trovato nuovi amici nei “piccoli scienziati in Porto” .