World Energy Investment Outlook 2014: i 48mila milardi previsti non basteranno

Iea, ecco come il mondo investirà nell’energia da qui al 2035

In 13 anni fondi quadruplicati per le rinnovabili, ma per i combustibili fossili si spende ancora molto di più

[10 giugno 2014]

L’International Energy Agency (Iea) ha pubblicato il rapporto World Energy Investment Outlook 2014, che traccia il quadro sugli investimenti necessari al 2035 per soddisfare la domanda globale di energia.

Dal rapporto emerge che il crescente fabbisogno di energia su scala mondiale richiederà più di 40mila miliardi di dollari di investimenti per l’approvvigionamento energetico e quasi 8mila miliardi per l’incremento dell’efficienza energetica nel periodo 2014-2035.

In particolare si ipotizza una cifra pari a 23mila miliardi di dollari di investimenti necessari per l’estrazione di combustibili fossili, trasporto e raffinazione del petrolio; quasi 10mila miliardi di dollari nella generazione di energia elettrica, di cui quasi 6mila miliardi di dollari investiti in fonti rinnovabili e poco più di 1.000 miliardi di dollari per il nucleare.

Per l’incremento dell’efficienza energetica gli 8mila miliardi di dollari necessari – indica il documento -si concentreranno nei mercati più sviluppati di Europa, Nord America e Cina; con il 90% del totale investito nei settori dei trasporti e delle costruzioni.

Cifre importanti ma che non sono supportate da atti concreti – secondo la IEA – da parte dei governi, con il rischio di non raggiungere l’obiettivo della sicurezza energetica per il futuro.

«L’affidabilità e la sostenibilità del nostro futuro sistema energetico dipendono da questi investimenti. Ma niente di concreto è stato fatto dai governi per andare in questa direzione», ha dichiarato il direttore esecutivo della IEA Maria Van der Hoeven. «Una carenza di investimenti rischia di creare effetti disastrosi – continua Maria Van der Hoeven –  che si ripercuoterebbero, con effetto a catena, sulla sicurezza energetica globale; senza contare il rischio di investimenti verso forme di approvvigionamento energetico sbagliate, perché prive di una corretta valutazione del loro impatto ambientale».

Sulle fonti di energia rinnovabili gli investimenti si sono quadruplicati tra il 2000 e il 2013, grazie anche alle politiche di sostegno messe in atto dai governi, a fronte del raddoppio delle risorse destinate nella produzione di elettricità e nella fornitura di carburanti da fonti fossili, ma secondo la IEA non è sufficiente e occorre fare di più.

La IEA ipotizza per il prossimo futuro un trend di crescita negli investimenti in efficienza energetica e rinnovabili, ma l’incremento stimato non è sufficiente a mantenere il riscaldamento globale entro la soglia critica del 2°C, e dunque a contenere gli effetti dei cambiamenti climatici già in atto.

Le politiche energetiche dei Paesi sviluppati e i segnali che provengono dai mercati non danno, infatti,  la percezione del necessario e tempestivo cambio di rotta  delle risorse messe in campo  su rinnovabili e efficienza, tali da contrastare la crescita del riscaldamento globale.

Per fermare l’aumento della temperatura globale entro la soglia critica dei 2°C, non bastano i 48mila miliardi di dollari di investimenti, che si possono dedurre come trend del futuro, basandosi sull’ammontare degli investimenti effettuati fino al 2013; secondo la IEA occorrerebbero almeno 53mila miliardi, che comprendono sia le risorse necessarie per l’approvvigionamento energetico che quelle per l’incremento dell’efficienza energetica.

La IEA auspica che una svolta nella direzioni degli investimenti  verso un approvvigionamento energetico “low carbon” si possa ottenere nella Conferenza sul clima delle Nazioni Unite, che si terrà a Parigi nel 2015.