Verso una soluzione tipo Kossovo?

Il Centrafrica senza presidente: si dimette il golpista Djotodia

Il nuovo golpe organizzato da Ciad e Francia al summit Ceeac

[10 gennaio 2014]

Il presidente golpista ed autoproclamato della Repubblica Centrafricana, Michel Djotodia (nella foto) ha dato le dimissioni. Il musulmano Djotodia, arrivato al potere sule baionette della coalizione armata ribelle della Séléka, si era proclamato presidente solo nel marzo 2013, ma quasi subito le milizie golpiste che avevano costrettio alla fuga l’ex presidente François Bozizé  (anche lui golpista) si erano ribellate anche a lui ed è (ri)cominciata la sanguinosa guerra civile tra i ribelli musulmani e la maggioranza cristiana di uno Stato ormai ridotto ad un fantasma incapace di esercitare un qualsiasi controllo sul territorio e di difendere la popolazione.

Scontri che hanno costretto la Francia ad intervenire a Bangui con un contingente militare, la spedizione Sangaris, a sostegno della  Misca, la forza di pace africana, ma questo non ha impedito che dall’inizio di dicembre ad oggi gli scontri nella capitale tra exSéléka e milizie cristiane facessero almeno 600 morti, mentre i profughi sarebbero più di 159.000.

Nella decisione di Djotodia di dimettersi hanno contato molto le pressioni venute dal summit della Communauté économique des Etats d’Afrique centrale (Ceeac), fortemente voluto dal presidente del Ciad Idriss Déby, che hanno costretto il Conseil national de transition centrafricain (Cnt) ad abbandonare al suo destino l’ex capo della Séléka.

Le dimissioni di Djotodia rischiano di gettare la Repubblica Centrafricana ancora più nel caos e si f sempre più strada una soluzione tipo kossovo, un protettorato Onu e la Comunità internazionale che ricostrisce lo Stato e governa il Paese per diversi anni. Ma il presidente della Ceeac, Ahmat Allami, ha detto che «Nessuno può parlare di un cambiamento al posto dei centrafricani. La soluzione non può che venire che dagli stessi centrafricani. C’è un regime, con le sue istituzioni e dei responsabili: appartiene ai suoi responsabili decidere della sorte del loro Paese».

Oggi diverse migliaia di abitanti di Bangui hanno manifestato al grido di «Djotodia démission», nel quartiere di  Boy-Rabe, non lontano dall’aeroporto controllato dalle truppe francesi e della Misca. La gente chiede un nuovo leader a capo del Centrafica e che Djotodia vada a N’Djamena, cioè nel Ciad accusato di aver sostenuto la Sèléka e il golpe e di voler appropriarsi del nord della Repubblica Centrafricana e delle sue risorse. Cosa che Déby, sotto pressione francese, ha voluto platealmente smentire chiamando Djotodia a N’Djamena per il vertice Ceac e costringendolo a dimettersi, per evitare che la Repubblica Centrafricana diventi un nuovo Sud Sudan.