Legambiente: «Necessario riflettere sugli strumenti di prevenzione nel nostro Paese»

Il monte Serra brucia, oltre 700 persone evacuate. Firmato lo stato di emergenza regionale (FOTOGALLERY)

In fumo 600 ettari di bosco. Dalla Regione 200mila euro per le spese di soccorso e assistenza, in attesa di quantificare i danni del rogo

[25 settembre 2018]

Il monte Serra è devastato dalle fiamme di un incendio che divampa sui suoi pendii da ieri sera, alimentato da forti venti e innescato forse da mano dolosa. Dense colonne di fumo s’innalzano nel Comune di Calci – in provincia di Pisa –, ben visibili fino a 40 km di distanza e oltre, minacciando la cittadinanza inerme.

Appena rientrato dal sopralluogo sul monte Serra, il presidente della Regione Enrico Rossi – sul posto insieme agli assessori regionali Federica Fratoni e Marco Remaschi, oltre al sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti e al responsabile dell’Antincendio della Protezione civile regionale – ha firmato il decreto che attiva lo stato di emergenza regionale: mentre scriviamo si contano 600 ettari di bosco in fumo, e oltre 700 persone (di cui tre intossicate lievi) costrette ad abbandonare le proprie abitazioni in frazioni dei Comuni di Calci e Vicopisano. Con un successivo provvedimento la Regione stanzierà 200mila euro per coprire le spese di soccorso e assistenza, in attesa di quantificare i danni del rogo.

Non sono ancora note le cause e le eventuali responsabilità dell’incendio che si sta mangiando i boschi del monte Serra, ma certo è che il danno materiale è altissimo, come pesante per i residenti è la ferita nella relazione coi luoghi. Il patrimonio naturale, paesaggistico e sociale di questo territorio ha un valore eccezionale, non commensurabile in termini meramente economici, come ricordano da Legambiente Toscana.

«Esprimiamo sconcerto e preoccupazione per quel che sta accadendo a Pisa – dichiara il presidente del Cigno verde regionale, Fausto Ferruzza –  e naturalmente aspettiamo di conoscere i rapporti dei Vigili del Fuoco, ai quali in questo momento siamo vicini, per comprendere meglio dinamiche e responsabilità. Finita l’emergenza, sarà poi necessario riflettere sugli strumenti di prevenzione nel nostro Paese, compresa l’attenzione sulle conseguenze di un clima che estende a dismisura la stagione calda. Lo ripetiamo da tempo: l’unica “grande opera” di cui il nostro Paese ha bisogno è l’adattamento ai cambiamenti climatici, che ci permetterà di difenderci meglio dalle calamità, naturali e non solo».

Il Comune di Calci, al centro di una valle che non a caso è chiamata Graziosa, è sempre stato attivo nella prevenzione incendi, anche grazie a una solida rete di associazioni di volontariato, ma il fuoco adesso è partito ed è difficile fermarlo anche con la pronta assistenza fornita dalle autorità regionali.

Da questa notte oltre a numerose squadre dei Vigili del Fuoco stanno operando 180 squadre antincendio inviate dalla Protezione civile regionale, 50 uomini del volontariato e operai forestali; in tutto stanno intervenendo 350 volontari.  Mentre 4 elicotteri antincendio della Regione non possono decollare al momento a causa del troppo vento – e le previsioni meteo fornite dal Lamma su queste fronte continuano ad essere tutt’altro che clementi, dopo l’allerta meteo già lanciata dalla Protezione civile regionale – alle 11.30 il capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli ha fatto sapere che uno dei due Canadair pronti per partire era guasto. Solo con l’aggiornamento delle 14 la Regione ha potuto confermare che tutti i mezzi aerei previsti sono arrivati e sono operativi.

Mentre scriviamo l’incendio è in fase di contenimento, ma la Protezione civile regionale indica due criticità: la prima è una ripresa dell’incendio nel punto iniziale, la seconda riguarda l’area al confine tra Calci e Vicopisano, dove le squadre di operatori stanno contenendo l’incendio, ma le fiamme minacciano alcune case sparse sul lato di Vicopisano. Dunque sono state allertate per una possibile evacuazione in serata altre 300 persone nel comune di Vicopisano.

«Ringrazio i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e le squadre di volontari che stanno operando a difesa delle abitazioni. È importante che si faccia chiarezza sull’origine dell’incendio che ha distrutto un bosco e messo a repentaglio la vita delle persone – dichiara il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che si trova oggi a New York alle Nazioni Unite per impegni istituzionali – Ho dato mandato ai Carabinieri Forestali di attivare ogni utile iniziativa per approfondire senza indugio le indagini necessarie per risalire agli eventuali autori del rogo. Sono in contatto anche con la Protezione Civile per quanto concerne le attività di spegnimento, che sono purtroppo rallentate dal forte vento. Non è tollerabile veder bruciare in poche ore un patrimonio naturale che ha impiegato decenni per svilupparsi».