Pechino verso le targhe alterne

Il nord-est della Cina soffocato dallo smog. Tre province in allarme rosso [PHOTOGALLERY]

Inasprita la legge sull’inquinamento: più responsabilità agli enti locali

[22 ottobre 2013]

Nel nord-est della Cina è già  arrivato il freddo, e uno spesso smog da tre giorni sta soffocando Harbin, il capoluogo della provincia nord-orientale dell’Heilongjiang, costringendo  il municipio a chiudere scuole, autostrade, l’aeroporto internazionale di Taiping ed alcune linee di bus.

Le cose non è che vadano molto meglio anche in altre metropoli cinesi: lo spesso smog sta soffocando altre grandi città come Changchun, capoluogo della province di Jilin, e Shenyang, capoluogo della provincia del Liaoning. Lo smog da domenica in poi si è impadronito di tutto il nord.est della Cina,  ma ad Harbin la densità del PM 2,5 ieri ha superato i 500 microgrammi per m3, con una visibilità che in alcune zone è inferiore ai 20 metri. Le autorità meteorologiche  hanno emesso un’allerta rossa smog, la più alta, per tutte le province di Heilongjiang, Jilin e Liaoning e dicono che lo smog durerà parecchio.

Lo smog è diventato intollerabile già da domenica scorsa, quando ad Harbin è stato autorizzato il riscaldamento delle abitazioni, uno dei principali fattori dello smog, visto che si utilizza soprattutto carbone.

Il governo centrale cinese è sempre più preoccupato ed ha annunciato la definitiva approvazione di un progetto di emendamento della legge di protezione ambientale che prevede di affidare ai governi locali e provinciali maggiori responsabilità n per il miglioramento dell’ambiente. Il progetto, che è stato sottoposto alla sessione bimestrale del Comitato permanente dell’Assemblea popolare nazionale (Apn, il Parlamento cinese)  punta a fermare il deterioramento dell’ambiente e, rispetto alla versione discussa dall’Apn a giugno, aggiunge una clausola secondo la quale «I governi a tutti i livelli devono aumentare il loro contributo finanziario per il miglioramento dell’ambiente e la prevenzione dell’inquinamento, così come utilizzare i fondi in maniera più efficace». Da parte sua il governo centrale «Deve sostenere lo sviluppo dell’industria della protezione ambientale attraverso delle politiche e delle misure relative al finanziamento, alla fiscalità ed alla tariffazione ed all’approvvigionamento».

L’emendamento governativo rafforza anche il peso della protezione dell’ambiente nella valutazione della performance di un governo locale, lungo tutta la catena decisionale, inoltre i risultati dei progetti ambientali dovranno essere disponibili per l’opinione pubblica.

L’emendamento affronta anche le relazioni tra sviluppo economico e protezione dell’ambiente, aggiungendo una nuova clausola che stipula che i dipartimenti interessati del Consiglio degli affari di Stato (il governo cinese) ed i governi provinciali devono tenere pienamente in considerazione l’impatto ambientale ed ascoltare le opinioni degli esperti durante l’elaborazione delle politiche economiche.

Il progetto di emendamento inasprisce alcune pene infliggendo sanzioni penali a chi tenta di sfuggire ai controlli per conformarsi alla legge.  I responsabili di incidenti e di inquinamenti ambientali  e chi utilizza pesticidi vietati subiranno pene molto severe.

Anche le istituzioni che effettuano le valutazioni ambientali su progetti infrastrutturali ed urbanistici avranno la responsabilità congiunta in caso di frode e di aggiustamento dei pareri.

Il governo municipale di Pechino il 17 ottobre aveva già messo le mani avanti annunciando che presto avvierà un piano di risposta di emergenza che prevede un sistema di circolazione a targhe alterne  per ridurre l’inquinamento atmosferico. Dal 2008 nella capitale cinese si rispondeva all’allerta smog con un divieto di circolazione che si basava sulle ultime due cifre delle targhe delle auto.

Il nuovo piano di Pechino, già approvato dal Comitato permanente del Comitato del Partito Comunista cinese della municipalità di Pechino, prevede anche la chiusura di tutte le scuole, dalle materne alle superiori, u in a casa di allarme rosso.

Secondo il piano la capitale cinese adotterà un sistema di allerta di 4 colori: rosso, che indica un grave inquinamento dell’aria per 3 giorni consecutivi; arancione, con un forte o grave inquinamento per 3 giorni consecutivi;  giallo, un giorno di inquinamento grave o 3 giorni consecutivi di forte inquinamento; blu, un giorno di forte inquinamento.