Maltrattamento di animali e omessa custodia

Il Parco Nazionale Abruzzo, Lazio, Molise denuncia degli allevatori. Pericolo per gli orsi

[20 maggio 2015]

Parco nazionale Allevatori

Durante numerose operazioni di controllo che vedono impegnati insieme gli Agenti del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Corpo Forestale dello Stato e le Guardie del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molisa (Pnalm), in diverse località del Comune di Bisegna (Aq), sono state trovate le carcasse di 20 bovini. In un comunicato l’Ente Parco spiega che «Il controllo  è stato effettuato nelle scorse settimane con ripetute ricognizioni territoriali ed ha fatto seguito ad una intensa attività  di indagine svolta a valle di molteplici segnalazioni pervenute nelle settimane precedenti, con una piena sinergia tra i due corpi di sorveglianza».

Su richiesta di Cfs e Guardie del Paco sono intervenuti è intervenuto il  servizi veterinari del Parco e dell’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, nonché il Servizio Veterinario del Parco, per determinare le cause di morte e la presenza di  eventuali patologie diffusive. Il Pnalm svidenzia che «Gli animali rinvenuti morti oltre che molti di quelli presenti e radunati a più riprese nell’area pascoliva interessata dal fenomeno, mostravano, ad una prima valutazione visiva, un marcato livello di denutrizione e una massiccia infestazione da zecche».

Il Comandante Regionale del Corpo Forestale dello Stato, Ciro Lungo, sottolinea che «Prosegue da parte del Corpo Forestale dello Stato l’impegno per il pieno ripristino della legalità in tutti gli ambiti che interessano la tutela e la conservazione dell’Orso bruno marsicano».

Cfs e guardiaparco hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Avezzano i proprietari degli animali accusandoli di uccisione di animali, inosservanza dell’Ordinanza dell’Autorità, messa custodia e malgoverno; concorso di persone nel reato. Inoltre sono state elevate sanzioni amministrative per diverse irregolarità.

Secondo il Presidente del Parco Nazionale, Antonio Carrara, è «L’ennesimo episodio  che dimostra la necessità di ricondurre il comparto della Zootecnia al rispetto di regole certe per la tutela degli animali, non solo selvatici, e per la tutela dell’uomo».