Il presidente cinese Xi Jinping in Gran Bretagna per firmare l’accordo nucleare

La Cina investirà nella centrale nucleare di Hinkley Point e anche in quelle di Sizewell e Bradwell

[21 ottobre 2015]

Xi GB

Il presidente cinese Xi Jinping è in visita nel Regno Unito, accolto in pompa magna dalla famiglia reale e dal governo conservatore: gli affari tra Gran Bretagna e Repubblica Popolare non sono mai andati così bene e i brindisi si sprecano e la City esulta, perché si parla di altri affari per 30 miliardi di sterline tra  Regno Unito e la Cina in ballo nella visita di 4 giorni di Xi.

Ma il leader cinese è in Gran Bretagna anche per mettere la firma sotto un altro gigantesco affare: il contributo della Cina a quella che sarà la prima centrale nucleare costruita nell’ultima generazione nel Regno Unito.

Si tratta di una centrale nucleare che dovrebbe entrare in attività nel 2025 a Hinkley Point, nel Somerset, e della quale la Cina dovrebbe coprire circa il 30% del costi. Il presidente comunista  Xi Jinping ne ha certamente cordialmente parlato con il premier conservatore britannico David Cameron. La centrale di Hinkley Point sarà costruita dalla multinazionale statale francese  EDF, in collaborazione con un consorzio guidato dalla China General Nuclear Power Group (CGN) il gigante di Stato del nucleare cinese. Dell’accordo con la Cina dovrebbero far parte altre due centrali  nucleari: a Sizewell nel Suffolk e a Bradwell nell’Essex.

A settembre i cancelliere britannico George Osborne era volato in Cina per preparare l’accordo in base al quale Pechino investirà in Hinkley Point.

Kamal Ahmed, BBC business editor, ha riassunto efficacemente la cosa: «Parlando brutalmente di sterline e pence,  sarà il più grande investimento mai fatto all’interno del Regno Unito. Il significato dell’accordo è tale, che sarà lasciato ai leader di Gran Bretagna e Cina il compito  di annunciare la partnership».

Ma la centrale nucleare di Hinkley Point potrebbe non essere un buon affare per i cinesi: il suo cantiere è già afflitto da continui aumenti di costi e ritardi sia nelle decisioni di investimento che nel calendario per la sua costruzione. Il progetto originale che Hinkley Point avviasse la produzione di energia elettrica entro il 2023, ora, nonostante il soccorso “rosso” dei cinesi siamo al 2025 e, secondo quel che dice la stessa EDF, è una previsione molto ottimistica.

Inoltre il governo Cameron è stato criticato per il suo impegno a garantire per l’elettricità prodotta ad Hinkley Point un prezzo di 92,50 sterline per unità di energia elettrica, più del doppio del costo attuale.

Greenpeace, altre associazioni ambientaliste, i Greens UK e buona parte del Partito Laburista fanno notare  che questo significherà bollette più elevate per i consumatori britannici, ma il governo ribatte che la costruzione di Hinkley Point creerà 25.000 posti di lavoro e produrrà l’energia necessaria ad  alimentare 6  milioni di abitazioni.

Ma gli oppositori della centrale nucleare hanno anche fatto notare che non è molto sicuro permette alla Cina, una potenza straniera ancora nominalmente “comunista”, non certo nota per i suoi standard democratici e nota invece per lo spionaggio industriale, di avere un ruolo centrale nel futuro nucleare della Gran Bretagna, in un’industria già pericolosa e zeppa di segreti industriali e intrecciata strettamente con i segreti militari atomici britannici.