Tutte le prescrizioni previste dall’Aia dovranno essere ultimate entro agosto 2016

Ilva, il consiglio dei ministri approva il Piano ambientale. Tutto in due anni e mezzo

Critici i Verdi: «Non risolve i problemi ambientali e sanitari di Taranto»

[14 marzo 2014]

Il decreto approvato oggi dal Consiglio dei ministri è la formalizzazione del Piano proposto per l’acciaieria Ilva di Taranto dal comitato di tre esperti istituito con la legge 89/2013, e già reso pubblico. Il Piano delle misure di risanamento dell’Ilva integra le prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale dell’ottobre 2012, prevedendo le azioni e i tempi necessari per garantire il rispetto delle prescrizioni di legge e dell’Aia stessa.

Il testo, comunicano dal ministero dell’Ambiente, modifica l’Aia limitatamente alla modulazione dei tempi di attuazione delle relative prescrizioni, in modo da consentire il completamento degli adempimenti non oltre trentasei mesi dopo l’entrata in vigore della legge n. 61/2013 sul Commissariamento dell’Ilva, approvata il 3 agosto scorso: tutte le prescrizioni previste dall’Aia, dunque, dovranno dunque essere ultimate entro agosto 2016.

«Alla fine di questo percorso di 36 mesi – sottolinea il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti – confidiamo che l’Ilva diventi una fabbrica salubre, dotata dei migliori dispositivi e delle più moderne tecnologie per la tutela ambientale, e quindi capace di stare sul mercato internazionale della siderurgia con un ruolo rilevante. So che Taranto è uno dei luoghi simbolo del conflitto fra ambiente e lavoro, e per questo è anche il luogo di una scommessa alta che il Governo intende sostenere. I tarantini hanno diritto alla salute e hanno diritto al lavoro e allo sviluppo. In questo ambito va ricordato che, parallelamente agli interventi per la ambientalizzazione dell’Ilva, stanno andando avanti gli interventi programmati sulla città di Taranto per i quali sono stati stanziati e sono disponibili 110 milioni di euro. Mi riferisco al rione Tamburi con la riqualificazione e bonifica delle 5 scuole e dell’area del cimitero; alla messa in sicurezza della discarica di Statte; al disinquinamento del Mar Piccolo; agli interventi sull’area portuale».

Intanto, con l’approvazione odierna del Piano si concludono i procedimenti di riesame previsti dall’Aia e ne costituisce integrazione. Adesso dovrà essere predisposto dal Commissario straordinario il Piano industriale di conformazione delle attività produttive, e una volta che anche quel documento sarà approvato dal Consiglio dei ministri, in modo da consentire la prosecuzione dell’attività produttiva nel rispetto delle prescrizioni ambientali, sanitarie e di sicurezza contenute nel piano ambientale.

Ma la strada scelta per il risanamento dell’Ilva incontra ancora molte perplessità. «Il piano delle misure ambientali sull’Ilva approvato oggi con DPCM e preparato dalla struttura commissariale non risolve i problemi ambientali e sanitari di Taranto e comunque non sono previste le risorse necessarie da parte di Ilva per attuare queste misure». Lo dichiara il leader dei Verdi, Angelo Bonelli che è anche consigliere comunale a Taranto: «Quello che non andava in questo piano – chiosa Bonelli – lo avevamo scritto nelle osservazioni inviate entro il 10 novembre 2013 (ai sensi dell’art.1, del Decreto-legge n.61 del 4 giugno 2013). A quelle osservazioni non abbiamo avuto alcuna risposta». Ecco di cosa si trattava:

1) La cokeria, che si trova a 250 metri dalle case, assieme ai parchi minerali a cielo aperto, sono la vera grande criticità dell’Ilva. In Europa ormai le cokerie sono allontanate dai centri abitati e su questo punto i tecnici si sono concentrati con appositi studi. A conferma del fattore “distanza” e delle criticità della cokeria di Taranto, c’è anche uno studio scientifico svolto a Genova che conferma quanto asserito dai tecnici della Corus Research per il benzo(a)pirene. A Genova il “raggio di pericolo” sotto il quale il benzo(a)pirene non scendeva sotto al valore di concentrazione di 1 nanogrammo a metro cubo era 1900 metri. Quando a Genova hanno chiuso le cokerie “il benzo(a)pirene è diminuito fra il 92 e il 97%” .

2) Migliori tecnologie in assoluto: Altro aspetto, forse il più importante, su cui chiedevamo una risposta, mai arrivata e’ la motivazione per la quale non sono state applicate le migliori tecnologie in assoluto come previsto dall’art. 8 del decreto legislativo 59/2005. A differenza delle migliori tecnologie in assoluto le migliori tecnologie disponibili sono quelle tecniche disponibili sul mercato a condizioni economicamnete ragionevoli per il gestore dell’azienda. L’applicazione dell’art. 8 avrebbe portato ad una non sostenibilità economica degli interventi da parte dell’Ilva S.p.a.? E’ del tutto evidente che è stata fatta una scelta politica – grave – e non tecnica. Faccio alcuni esempi su cosa avrebbe potuto significare l’applicazione del succitato art.8. Con le migliori tecnologie in assoluto  si potrebbero ottenere emissioni orarie 14 volte inferiori. E a 300 metri dalle abitazioni sarebbe stato doveroso utilizzare la migliore tecnologia in assoluto.

3) Messa in sicurezza e bonifica. Il piano e’ assolutamente carente su questo aspetto. Il non prevedere in via prioritaria e subordinata, all’avvio della ristrutturazione degli impianti, la bonifica e messa in sicurezza della falda e del suolo superficiale comporterebbe un ripetersi di quei gravissimi processi di contaminazione che sono anche loro alla base del disastro ambientale e dei danni recati alla salute della popolazione e dell’economia locale. E’ dovere dello Stato fermare questi processi di contaminazione ordinando in via prioritaria e subordinata al gestore dell’impianto la bonifica e messa in sicurezza delle falde e del suolo superficiale.