In arrivo 1 milione e 278.000 euro per la pesca e l’acquacoltura in Toscana

[31 luglio 2014]

I Gruppi di azione costiera (Gac) nascono nell’Unione europea con l’obiettivo di favorire lo sviluppo sostenibile e armonico della pesca, attraverso una strategia integrata da attuare con le risorse del fondo europeo per la pesca.  A partire dal 2012, con il coordinamento della Provincia di Grosseto che è il soggetto capofila, si è formato un ampio gruppo di portatori di interesse del settore della pesca e dell’acquacoltura toscana, che ha predisposto il piano di sviluppo locale del Gac e ha ottenuto dalla Regione un finanziamento di 1 milione e 278.000 euro.

Oggi una nota della Provincia di Grosseto informa che «la dotazione finanziaria complessiva verrà erogata attraverso l’emanazione di bandi regionali per un importo di 944 mila euro, e attraverso azioni gestite direttamente dal Gac  per le restanti 334 mila euro. A marzo sono usciti i bandi, adesso è in corso l’istruttoria delle 18 domande pervenute a livello regionale».

Entra quindi nel vivo la sperimentazione del Gac “Costa di Toscana”, che coinvolge i territori di Grosseto, Massa Carrara, Lucca, Pisa e Livorno, riunendo tutto il mondo della pesca e dell’acquacoltura. Fanno parte del  Gac 64 fra soggetti pubblici e privati, Province, Comuni, sindacati, imprese e associazioni del settore.

Il Gac Costa di Toscana nasce nel marzo 2012 con la sottoscrizione di un Protocollo d’intesa. I partner fondatori il 16 aprile 2012 si sono poi costituiti in Associazione temporanea di scopo (Ats) Gac “Costa di Toscana”. Il comitato direttivo del Gac è composto da 15 membri: 6  enti pubblici, 6 soggetti economici rappresentativi del settore della pesca e della acquacoltura e 3 altri soggetti rappresentativi della realtà sociale, economica ed ambientale.

In tutto in Toscana dati 2011) sono registrate 614 pescherecci: 227 a Livorno; 195 a Grosseto; 131 a Lucca; 40 a Massa Carrara; 21 a Pisa, con un’età media delle imbarcazioni di 29,7 anni ed una punta di 34,9 nella Provincia di Grosseto, caratterizzata da barche di tonnellaggio maggiore.

Per quanto riguarda l’acquacoltura ci sono 10 impianti nel grossetano e 4 nel livornese e l’acquacoltura Toscana  ha un ruolo nazionale nel’allevamento delle specie ittiche marine,  spigole ed orate, dette specie eurialine, in particolare con i due centri di Castiglione della Pescaia e Orbetello che sono  uno dei principali poli produttivi di allevamento in acque marine e salmastre Questa filiera della produzione ittica ha impianti di acquacoltura a terra, a mare e strutture di trasformazione di dimensioni medio grandi che danno occupazione nel complesso a circa 150 addetti.

In totale, pesca e acquacoltura,  comprese le attività di servizio connesse, in provincia di Grosseto occupano circa 1.000 persone e producono un fatturato che sfiora i 40 milioni di euro.

Leonardo Marras, presidente della Provincia di Grosseto e presidente dell’associazione temporanea di scopo del Gac, spiega che «il Gac è la regia unica su cui fare affidamento per il futuro della pesca e dell’acquacoltura  Rispetto agli altri Gruppi di azione costiera italiani la particolarità del Gac Costa di Toscana è  quella di essere l’unico a livello regionale e di rappresentare quindi tutta la realtà della pesca e dell’acquacoltura. Il buon livello di aggregazione e di condivisione raggiunte rispetto ad altre Regioni in cui sono presenti un numero elevato di Gac, è senza dubbio una eccellenza tutta nostra. Ed è una grande opportunità per attuare una programmazione dal basso che supera i confini territoriali e garantisca un utilizzo coerente delle risorse.

Il valore strategico del Gruppo di azione costiera è facilmente intuibile se pensiamo che la Regione Toscana ha elaborato i bandi sulla base del programma di sviluppo locale definito dal Gac. Gli obiettivi generali comuni che ci siamo dati sono da una parte la riorganizzazione dei porti con servizi adeguati alla pesca tradizionale e dall’altra lo sviluppo degli ambiziosi piani di espansione dell’acquacoltura con gli impianti a mare e possibilmente la dotazione di un polo di servizi per le analisi e il monitoraggio della qualità delle produzioni ittiche. I benefici attesi per il comparto della pesca e acquacoltura in Toscana sono interessanti, e anche per la provincia di Grosseto, considerando che negli 8 porti del territorio provinciale è concentrata un terzo della flotta peschereccia toscana e sul nostro territorio operano alcune delle realtà più dinamiche dell’acquacoltura intensiva ed estensiva a livello nazionale.

Il futuro richiederà grande capacità di innovazione e scelte lungimiranti sul terreno della logistica della distribuzione e dell’adeguamento infrastrutturale dei porti. Il Gac consente di affrontare queste grandi sfide con la forza e la coesione necessarie per intercettare i finanziamenti comunitari. Se, come ci auguriamo, i risultati della sperimentazione dei Gac a livello regionale e nazionale daranno buoni risultati, nei prossimi anni questo modello di gorvenance  potrà essere confermato e potenziato. Essere in grado di utilizzare al meglio i finanziamenti disponibili oggi, sarà fondamentale per candidare il Gac negli anni successivi a conquistare più risorse».