Inchiesta rifiuti speciali in Toscana, Legambiente si costituisce parte civile

[14 settembre 2016]

legambiente toscana

Una piccola terra dei fuochi in Toscana. La Procura della Repubblica di Firenze e la Direzione Distrettuale Antimafia, grazie all’imponente lavoro investigativo concertato con Corpo Forestale dello Stato, Guardia di Finanza e ARPAT, hanno scoperto un traffico illegale di rifiuti di enormi proporzioni. Anche la Toscana, dunque, ha la sua “piccola” Terra dei Fuochi. Intere colline destinate da secoli alla coltivazione del grano, nei comuni di Palaia, Peccioli e Montaione, sono state clamorosamente utilizzate come discariche abusive di fanghi tossici e pulper di cartiera, sotto le mentite spoglie di sostanze fertilizzanti. Oltre 45.000 tonnellate di materiale tossico e nocivo, sversato abusivamente in territori di estremo pregio rurale.

«Il fenomeno dell’ecomafia non risparmia nessuna regione – ha dichiarato la presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni – Non è la prima volta infatti, che aziende operative in Toscana si macchiano di pericolosi eco/crimini, in particolare di traffici illeciti di rifiuti, avvelenando aree agricole spesso di pregio.  Bisogna tenere alta l’attenzione e continuare a promuovere la cultura della legalità».

Dal 2002 a oggi, in questa regione si sono contate ben 51 inchieste in cui è stato contestato il delitto di traffico organizzato di rifiuti (ex art. 260 Dlgs 152/2006), con l’arresto di 98 persone e la denuncia di 528, coinvolgendo 52 imprese locali.

«Come Legambiente, siamo indignati e profondamente amareggiati dall’accaduto – dichiara Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana – Ma non del tutto sorpresi, visto che da anni il nostro Rapporto Ecomafia segnala molti casi di comportamenti illeciti nel ciclo dei rifiuti, anche in Toscana. L’infiltrazione mafiosa, o, per meglio dire, la penetrazione di comportamenti del tutto simili alla routine malavitosa della criminalità organizzata nella nostra regione, sono purtroppo un dato di fatto. Che non ci fa stare inermi. E che ci obbliga ad annunciare la nostra costituzione come parte civile nei procedimenti in corso».

di Legambiente Toscana