L’Istituto Europeo per la Tecnologia e l’Innovazione assegna gara a consorzio internazionale con Enea

Industria e terre rare: doppia vittoria italiana nello sviluppo di materie prime strategiche

2 miliardi in 7 anni per creare 10.000 posti di lavoro e 50 start up

[18 dicembre 2014]

Il consorzio internazionale “RawMatTERS”, al quale partecipano Enea  con alcune università e industrie nazionali, ha vinto il bando per un progetto europeo da 2 miliardi di euro per creare  50 start up e 10mila posti di lavoro nel settore delle materie prime ‘strategiche’.  Inoltre, il  polo di riferimento del progetto per il Sud Europa sarà in Italia, al Centro Ricerche Casaccia dell’Enea  a Roma. Il consorzio RawMatTERS  è composto da 20 Paesi e oltre 100 partner.  Per l’Italia, oltre alla capofila Enea, sono coinvolti Trento Rise, ASTER, Marangoni, le Università di Padova e di Milano Bicocca e, come  partner associati,  Pirelli Tyre, Politecnico di Milano; Zanardi Fonderie, più  16 partner a progetto, principalmente PMI di Italia, Spagna e Malta, più 15 partner di supporto fra i quali Unioncamere, Regioni Lazio e Lombardia e il Ministero dello Sviluppo EconomicoLe attività partiranno da gennaio 2016 per una durata di sette anni, fino al 2022.

Il bando è promosso dall’Istituto Europeo per la  Tecnologia e l’Innovazione (Eit)  e  prevede la creazione  di una  “Comunità della conoscenza e dell’innovazione” (KicKnowledge and Innovation Community) per migliorare l’estrazione,  il riciclo, il riuso e la sostituzione delle materie prime ‘critiche’  quali, ad esempio, terre rare, indio, germanio, magnesio. Marco Vittori, responsabile dell’unità tecnologia dei materiali  dell’Enea, che ha curato il progetto insieme all’Ufficio di Bruxelles dell’Agenzia, spiega: «Nello specifico, la Kic non finanzierà attività di ricerca in senso stretto, bensì la valorizzazione delle ricerche pregresse, in forma di nuove concrete iniziative di business compreso lo sviluppo delle nuove professionalità ad esse necessarie».

Secondo il Commissario dell’Enea Federico Testa, «E’ una vittoria per il sistema Paese e dell’ENEA che è riuscita a mettere insieme tutti i principali attori italiani intorno a un progetto strategico per la ricerca e l’innovazione applicate all’industria manifatturiera. Ci sono voluti due anni di lavoro, per i quali ringrazio i nostri  funzionari e i ricercatori, per arrivare a questo risultato che consolida l’eccellenza Enea  nel binomio ricerca-industria».

Nella scienza e tecnologia dei materiali,  l’Enea è impegnata soprattutto nella ricerca applicata alla realizzazione di nuovi materiali e di nuovi componenti. «Riguardo alla Kic “materie prime critiche” – sottolineano all’Enea – le attività si baseranno  su competenze sviluppate grazie a finanziamenti regionali, nazionali ed europei, ad esempio nel recupero di metalli preziosi da prodotti ad alto valore aggiunto (display, lampade, schede elettroniche), la sostituzione delle materie prime critiche incorporate nei prodotti elettronici e del settore illuminotecnico, il recupero di terre rare dai magneti permanenti utilizzati in hard disk ed altri prodotti elettronici, la progettazione e realizzazione di nuovi prodotti che riducono o annullano l’utilizzo di materie prime critiche (Oled, celle solari).

Le materie prime strategiche sono essenziali per produrre beni diffusi quali telefoni cellulari, cavi di fibre ottiche, celle fotovoltaiche.  Le terre rare, ad esempio,  servono  per realizzare  le turbine eoliche, il germanio per i rivelatori all’infrarosso, il magnesio per le leghe leggere in alluminio. Ma, di fronte di una domanda in forte crescita, l’approvvigionamento sta diventando problematico, sia per la concentrazione dell’offerta in pochissimi paesi: Cina Russia,  Repubblica democratica del Congo e Brasile, sia per il basso grado di sostituibilità e i tassi ridotti di riciclaggio. L’Enea ricorda che «Già nel 2010 la Commissione europea aveva segnalato l’esigenza di interventi e  individuato 14 materie prime  “strategiche”:  antimonio, berillio, cobalto, spatofluoro, gallio, germanio, grafite, indio, magnesio, niobio, platinoidi, terre rare, tantalio e tungsteno.  E nel maggio scorso la lista è stata portata a 20».

 

Per maggiori informazioni  video al seguente link:

http://webtv.enea.it/Members/webtvadmin/videos/interv-marco-vittori.mpg/view

Videogallery

  • Sarà italiano il centro di eccellenza per la ricerca sulle "materie prime critiche" per sud Europa

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