Allarme smog in Emilia Romagna, Legambiente: emergenza sanitaria. Intervenga la Regione

14 giorni di polveri sottili alle stelle problema ambientale ma soprattutto sanitario, servono misure straordinarie

[3 febbraio 2017]

Legambiente Emila Romagna lancia un nuovo allarme smog: «Siamo al 3 febbraio del nuovo anno, e le città dell’Emilia-Romagna sono schiacciate dalla cappa di smog più persistente degli ultimi anni. Non preoccupano solo i superamenti consecutivi degli ultimi 14 giorni, ma soprattutto i valori medi giornalieri di PM10 registrati negli ultimi giorni: mercoledì 1 febbraio le centraline Arpae hanno registrato valori di almeno 3 volte superiori al limite consentito; Bologna ha raggiunto una media sulle 24 ore di PM10 pari a 247 microgrammi per metro cubo. Valori paragonabili a quelli di Pechino di questi stessi giorni, che solo la pioggia potrà abbassare, ma senza risolvere il problema strutturale».

Secondo gli ambientalisti, «Al tavolo convocato per oggi con i sindaci dei Comuni sopra i 30.000 abitanti manca una gamba: per una emergenza di tipo sanitario a livello regionale è necessaria l’assunzione di responsabilità dell’assessore Venturi, che faccia pesare sul tavolo della discussione i prezzi pagati dalla comunità in termini sanitari ed economici. E’ ormai appurato che le punte di inquinamento sono in diretta relazione con impennate di disturbi respiratori, e di fronte a emergenze come queste servono dati accertati. Tanto in termini di effetti sanitari, tanto di costi sul servizio pubblico».

Il Cigno Verde emiliano-romagnolo sottolinea che «Gestire il problema dell’inquinamento padano limitatamente agli aspetti ambientali e trasportistici è una visione riduttiva e falsamente rassicurante. I 467 mila morti all’anno  in Europa,  e costi sanitari associati quantificabili tra 400 e 900 miliardi di euro all’anno sempre in Europa sono il problema principale da risolvere, ed occorre dettagliare queste cifre a scala di bacino e di sistema sanitario regionale. L’assenza di un intervento dell’Assessorato competente  dimostra un disinteresse nei confronti della salute pubblica».

Gli ambientalisti concludono: «Sindaci, Assessore regionale all’Ambiente, Assessore Regionale alla Sanità e presidente della Regione sono i responsabili della salute, e a loro Legambiente chiede misure straordinarie in tutti i settori, a partire dalla mobilità privata».