Amianto a Cerreto Guidi, Arpat: dopo la tromba d’aria situazione «ragionevolmente sotto controllo»

[30 ottobre 2014]

Nell’ambito degli interventi di ripristino e riduzione dei rischi di esposizione della popolazione nell’area colpita dalla tromba d’aria il 19 settembre 2014 , ARPAT e il Dipartimento di Prevenzione della Azienda USL 11, in collaborazione con il Laboratorio di Sanità Pubblica di Siena, hanno organizzato e avviato il monitoraggio delle fibre di amianto presenti in aria nelle frazioni di Stabbia e Lazzeretto, a Cerreto Guidi, la zona più interessata dall’evento.

Il campionamento è stato effettuato in 4 punti nelle frazioni di Stabbia e Lazzeretto, in prossimità di aree abitate e/o interessate dalla presenza di frammenti di materiali contenenti amianto, e 1 punto nell’area industriale Le Botteghe di Fucecchio, posta a distanza di circa 5 km dall’area interessata dall’evento del 19, dove sono presenti numerose coperture in cemento amianto. Quest’ultimo è stato scelto come termine di confronto rispetto alle zone colpite, in quanto l’area è stata considerata a priori virtualmente indisturbata.

I prelievi sono stati effettuati subito dopo la fase iniziale di gestione dell’emergenza, in due sessioni, la prima nei giorni 25 e 26 settembre (vedi primi risultati diffusi il 2 ottobre scorso ), la seconda nei giorni 8 e 9 ottobre.

Le modalità del campionamento sono quelle indicate per l’ambiente esterno dalle Linee guida generali da adottare durante le attività di bonifica da amianto nei siti da bonificare di interesse nazionale (ISPESL 2010), ovvero prelevando un volume di aria di 3000 litri ad un flusso di circa 10 l/min (in questo caso la durata del prelievo è di 5 ore).

Le analisi in microscopia elettronica a scansione (SEM-EDS) sono state condotte dai Laboratori ARPAT di Firenze e di Sanità Pubblica di Siena, con il metodo stabilito nell’All. 2 B del DM 6/9/1994

I risultati sono presentati nella tabella riepilogativa seguente, dove la concentrazione di fibre di amianto in aria (C ), con i limiti fiduciali associati (LFI-LFS), è espressa in fibre/litro (f/l). La concentrazione minima rilevabile in questo caso è fino a 0,04 f/l.

La maggior parte delle fibre rilevate è attribuibile al crisotilo, il tipo di amianto più utilizzato nei manufatti in cemento amianto; sono inoltre presenti in misura minore crocidolite e amosite, coerentemente con la loro concentrazione inferiore e più sporadica nei suddetti manufatti. Nella seconda sessione è presente anche la tremolite, quest’ultima, essendo di origine esclusivamente naturale, non può essere attribuita alla dispersione dai manufatti contenenti amianto deteriorati.

Per valutare l’entità della concentrazione di fibre di amianto in aria determinata, va tenuto presente che la normativa non fissa un limite per la concentrazione di fibre in aria ambiente e che il DM 06/09/94 fissa a 2 f/l il limite per la restituibilità in seguito a bonifica degli ambienti confinati.

Una valutazione dei livelli di concentrazione di fibre di amianto in aria outdoor può essere effettuata per confronto con il valore di 1 f/l tratto dalle indicazioni della Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO Air Quality Guidelines for Europe, 2nd edition, 2000 ), e indicato come riferimento nella Linea Guida ISPESL già citata. Peraltro va osservato che i dati disponibili in letteratura in argomento sono limitati e non sistematici.

Come l’OMS stessa sottolinea, va tuttavia tenuto presente che, trattandosi di un cancerogeno, non è possibile stabilire una soglia di sicurezza, per cui devono comunque essere valutati gli interventi possibili in relazione al contesto.

Alla luce di questi riferimenti, e sulla base dei dati disponibili in letteratura – pochi e non sistematici – è possibile concludere che la situazione dopo gli interventi di rimozione e pulizia appare ragionevolmente sotto controllo nell’area che è stata più interessata dalla tromba d’aria, l’abitato di Stabbia.

I campionamenti della seconda sessione di monitoraggio mostrano valori di concentrazione di fibre in aria mediamente più bassi rispetto alla prima, con valori prevalentemente inferiori al minimo rilevabile nelle aree residenziali e in prossimità delle scuole di Cerreto Guidi. Anche al campo base, il livello è più basso rispetto al 26 settembre, giorno in cui sono state condotte alcune operazioni di bonifica, cui è ragionevole attribuire l’incremento registrato.

Nelle aree industriali, tuttavia, pur con concentrazioni di fibre libere (respirabili) relativamente contenute, fibre di amianto sono presenti anche in ciuffi o agglomerati: questi materiali, non rilevati alla prima sessione di monitoraggio, possono essere attribuiti sia alla movimentazione di frammenti dispersi nei giorni dell’emergenza, sia allo stato di deterioramento delle coperture in opera. I ciuffi o agglomerati, che non sono stati conteggiati ai fini del calcolo della concentrazione di fibre di amianto in aria in quanto non respirabili di per sé, costituiscono tuttavia piccole fonti potenziali di fibre, che potrebbero essere successivamente rese libere.

Per una valutazione dei risultati relativi all’area industriale di Fucecchio è stata effettuata una elaborazione dei dati anemologici di una stazione privata collocata nella periferia nord occidentale di Fucecchio (a circa 6,5 km SW da Stabbia); le rose dei venti elaborate sono riportate nelle seguenti figure.

Nel periodo dal 20 al 24 settembre, dopo la tromba d’aria e prima dell’inizio del monitoraggio, compare una componente significativa ancorché non prevalente di venti che sono spirati da Stabbia verso Fucecchio; nel periodo successivo, dal 27 settembre al 7 ottobre, la direzione nettamente prevalente è di nuovo da Stabbia verso Fucecchio. D’altra parte, se si considerano le rose dei venti limitatamente alle ore e ai giorni in cui è stato effettuato il campionamento, questa indicazione è molto meno evidente, poiché le direzione sono meno concentrate da NE .

Questa analisi può avvalorare l’ipotesi di una componente di trasporto delle fibre dalla zona interessata dalla tromba d’aria verso l’area industriale di Fucecchio; durante i periodi di campionamento le fibre e ciuffi rilevati a Fucecchio sembrano prevalentemente attribuibili a fenomeni di risospensione di materiali presenti nel sito, o per effetto del trasporto da Stabbia, o per origine locale.

Per concludere, la concentrazione di fibre di amianto in aria in tutte le stazioni monitorate si è ridotta tra la prima e la seconda sessione di monitoraggio; è tuttavia da considerare che la presenza di ciuffi e agglomerati di fibre nelle aree industriali, non conteggiati ai fini del calcolo della concentrazione in quanto non respirabili di per sé, costituisce una fonte potenziale diffusa di altre fibre libere, per cui c’è da aspettarsi una riduzione molto lenta nel tempo delle concentrazioni, in attesa degli interventi di messa in sicurezza o rimozione delle coperture deteriorate. La situazione dovrà comunque essere tenuta sotto controllo soprattutto se le fasi di rimozione si presenteranno in contemporanea e concentrate sul territorio.

di Arpat