Anche l’Italia ratifica la Convenzione di Minamata sul mercurio

Galletti: «Definire una strategia comune, europea e globale, contro i rischi per salute umana e ambiente»

[24 luglio 2017]

Il mercurio è un metallo pesante ancora ampiamente usato nel mondo, ma dai risvolti potenzialmente letali per la salute umana e quella dell’ambiente. L’obiettivo della Convenzione di Minamata – dal nome della città giapponese dove negli anni ’50 venne identificata l’omonima sindrome neurologica, dovuta a un ampio inquinamento industriale da mercurio nell’area che andò a inquinare la catena alimentare attraverso molluschi, pesci e crostacei – è quello di prevenire tali danni, documentando e minimizzando le emissioni e i rilasci antropogenici di mercurio.

Alla firma sul documento – apposta, anche dall’Italia, il 10 ottobre 2013 in Giappone – il Consiglio dei ministri italiano ha fatto ora seguire la ratifica, grazie ad un apposito disegno di legge. Per il ministro Galletti si tratta di «un passaggio utile a definire una strategia comune, europea e globale, contro i rischi che il mercurio può determinare alla salute umana e all’ambiente. Un ruolo di rilievo è affidato da questa legge al Ministero dell’Ambiente, che è Autorità Nazionale competente per l’attuazione per le disposizioni della Convenzione, ma anche punto di contatto nazionale per lo scambio delle informazioni».

Come ricordano dal ministero dell’Ambiente, l’Italia nel corso degli anni si è progressivamente adeguata ai regolamenti europei e alle direttive che regolano, in via diretta o indiretta, ambiti specifici ora sistematicamente coperti dalla Convenzione sul mercurio; la ratifica del nostro Paese avviene in concomitanza con quella da parte dell’Unione Europea e di tutti gli Stati membri della Convenzione di Minamata. Entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge di ratifica dovranno ora essere stabilite le modalità per assicurare il coordinamento delle attività di raccolta dei dati di monitoraggio, ai fini della piena ed efficace attuazione della Convenzione.

Il testo – giuridicamente vincolante – prevede misure per ridurre i livelli di mercurio, per lo stoccaggio temporaneo, per i rifiuti e i siti contaminati. In particolare la Convenzione di Minamata prevede di:

  • vietare la costituzione di nuove miniere di mercurio e l’eliminazione progressiva di quelle esistenti
  • ridurre l’uso, le emissioni e i rilasci di mercurio proveniente dall’estrazione dell’oro a livello artigianale e su piccola scala e da attività industriali di grande portata
  • eliminare gradualmente e progressivamente l’utilizzo del mercurio in una serie di prodotti e processi con aggiunta di mercurio, in particolare l’utilizzo nell’amalgama dentale
  • limitare il commercio e proibire la produzione, l’importazione e l’esportazione di mercurio e di un’ampia gamma di prodotti con aggiunta di mercurio, quali batterie o lampade
  • controllare e ridurre le emissioni atmosferiche e i rilasci nel suolo e nell’acqua
  • garantire lo stoccaggio più sicuro e la corretta gestione dei rifiuti di mercurio

In particolare, la Convenzione determina misure di riduzione per le principali fonti di emissione; ad esempio i nuovi impianti caratterizzati da emissioni considerevoli sono tenuti a impiegare le migliori tecnologie a disposizione, tenendo conto delle peculiarità economiche e tecniche dei Paesi in questione, e ad applicare processi il più possibile rispettosi dell’ambiente. Le principali fonti (puntuali) di emissione identificate sono le centrali a carbone, le caldaie industriali alimentate a carbone, la produzione di metalli non ferrosi e di clinker di cemento e gli impianti di incenerimento dei rifiuti.