...Padova è la peggiore in Europa. Molto male per l'ozono

Aria inquinata in Europa per il 90% dei cittadini. L’Italia non è maglia nera, ma…

[15 ottobre 2013]

Il rapporto “’Air quality in Europe – 2013”, pubblicato oggi dall’Agenzia europea per l’ambiente (Aea), arriva alla conclusione che circa il 90% di chi vive nelle città dell’Unione europea è esposto a livelli di inquinanti atmosferici che l’Organizzazione mondiale della sanità  ritiene  nocivi per la salute.  L’Italia in generale non ne esce malissimo, ma la Pianura Padana si conferma una delle aree con aria tra la più inquinata d’Europa.

Con questo studio l’Aea  contribuisce al riesame della politica per la qualità dell’aria effettuato dalla Commissione europea ed all’Anno dell’aria dell’Ue, evidenziando che «Il trasporto su strada, l’industria, l’agricoltura e il settore residenziale contribuiscono all’inquinamento atmosferico in Europa. Nonostante la riduzione delle emissioni e delle concentrazioni di alcuni inquinanti in atmosfera  osservata negli ultimi decenni, il rapporto dimostra che il problema dell’inquinamento atmosferico in Europa è lungi dall’essere risolto. A causarlo, in particolare, due sostanze inquinanti: il particolato e l’ozono troposferico, continuano a causare problemi respiratori, malattie cardiovascolari e una minore aspettativa di vita. Nuovi dati scientifici indicano che la salute umana può essere compromessa da concentrazioni di sostanze inquinanti inferiori a quanto si pensava in passato».

Il direttore esecutivo dell’Aeaa, Hans Bruyninckx, sottolinea che «L’inquinamento atmosferico sta causando danni alla salute umana e agli ecosistemi. Un’ampia parte della popolazione non vive in un ambiente sano secondo gli standard attuali. Per avviare un percorso che porti alla sostenibilità, l’Europa deve essere ambiziosa e rendere più severa  l’attuale normativa».

Tra il 2009 e il 2011, fino al 96 % degli abitanti delle città è stato esposto a concentrazioni di particolato fine (PM 2.5) e fino al 98 % è stato esposto a livelli di ozono (O3) superiori alle linee guida dell’Oms. Un numero minore di  cittadini Ue è stato esposto a concentrazioni di PM2.5 e O3 superiori ai limiti o agli obiettivi stabiliti dalla legislazione Ue che in alcuni casi sono meno severi rispetto a quelli Oms.

Le peggiori situazioni per l’ozono nell’Ue sono nel Nord Italia e nel Sud della Francia e Padova è in fondo alla classifica, con 104 giorni di superamenti nel 2011, seguita da Pavia, Reggio Emilia, Treviso e Parma, Verona e Varese. Qui è una vera e propria debacle, con 23 le città italiane negli ultimi 30 posti, facendo del nostro Paese quello con i peggiori dati per l’Ozono  di questa classifica Ue, con valori che superano di oltre tre volte la soglia limite.

Nel 2011 l’Italia è stata tra i Paesi UE che hanno superato più spesso i limiti per le Pm10 e Pm 2.5, ma siamo in “buona” compagnia con Polonia e Slovacchia. Le città italiane con più giorni di sforamento per le Pm10 sono Monza (12esima con 121 giorni di sforamenti nel 2011), Brescia (113 giorni), Cremona (109), Vicenza (107), Torino (105), Padova (93) e Venezia (85).

Secondo il rapporto, «Il problema non riguarda solo le città. Anche alcune aree rurali sono caratterizzate da livelli significativi di inquinamento atmosferico», un aumento significativo delle concentrazioni di inquinanti nelle aree rurali si è registrato in Italia, Austria, Repubblica Ceca, Germania, Olanda e Polonia.

Il commissario all’Ambiente Janez Potočnik ha detto che «Per molte persone la qualità dell’aria costituisce una della maggiori preoccupazioni. Gli studi dimostrano che un’ampia maggioranza dei cittadini è consapevole dell’impatto della qualità dell’aria sulla salute e chiede alle istituzioni di intervenire a livello europeo, nazionale e locale, anche in tempi di austerità e difficoltà. Sono pronto a dare una risposta a queste preoccupazioni attraverso il prossimo Riesame della qualità dell’aria della Commissione».

Ma sono molte le storie di successo nella riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici; «Ad esempio . dice l’Aea –  le emissioni di diossido di zolfo (SO2) delle centrali elettriche, dell’industria e del trasporto sono state ridotte negli ultimi dieci anni, comportando una riduzione dell’esposizione. La progressiva eliminazione del piombo, inquinante ritenuto responsabile di problemi dello sviluppo neurologico, dalla benzina ha determinato una riduzione delle concentrazioni di piombo in atmosfera».

Il rapporto analizza i problemi ambientali legati all’inquinamento atmosferico, come l’eutrofizzazione da azoto, e che è ancora  molto diffusa e riguarda la maggior parte degli ecosistemi europei. Il rapporto assicura che «Nell’ultimo decennio, le emissioni di alcuni inquinanti a base di azoto sono diminuite. Ad esempio le emissioni  di ossidi di azoto e di ammoniaca sono scese del 27% e del 7% rispettivamente rispetto al 2002. Tuttavia, le emissioni non sono state ridotte quanto previsto e 8  Stati membri dell’UE violano i limiti massimi consentiti un anno dopo la scadenza del termine per conformarsi». Si Tratta di Lussemburgo, Austria, Francia, Germania, Belgio, Spagna, Irlanda e Finlandia   L’Aea dice che «Per fare fronte all’eutrofizzazione, è necessario introdurre nuove misure volte alla riduzione delle emissioni di azoto».