Qualità dell’aria: la Toscana approva il Piano regionale

Via libera alla mozione per l’esenzione della tassa automobilistica per le auto a Gpl, metano, ibride ed elettriche

[19 luglio 2018]

Con i voti favorevoli della maggioranza PD – Movimento democratico progressista,  con l’astensione di Lega, Movimento 5 stelle e Forza Italia e il voto contrario si Sì – Toscana a sinistra e Gruppo Misto Tpt, il Consiglio regionale della Toscana ha approvato il Piano regionale per la qualità dell’aria (Prqa) che definisce «il quadro conoscitivo sullo tato della qualità dell’aria ambiente e alle sorgenti di emissione; stabilisce obiettivi generali, finalità e detta indirizzi per l’individuazione e l’attuazione delle azioni e misure per il risanamento, o il miglioramento, ovvero il mantenimento della qualità dell’aria ambiente che si rendono necessarie nel territorio regionale».

L’aula ha anche approvato un ordine del giorno collegato, presentato dalla vicepresidente del Consiglio Lucia De Robertis (Pd), per «riattivare l’esenzione della tassa automobilistica in favore delle autovetture su cui viene istallato un sistema di alimentazione a Gpl o a metano, e anche in favore di quelle a propulsione ibrida con motore elettrico.

I contenuti del Prqa  si integrano con le linee guida per la predisposizione dei Piani di azione comunale (Pac), che i Comuni ricadenti nelle aree di superamento, dove si registrano superamenti rispetto ai livelli dei valori limite fissati dalla normativa, sono tenuti ad adottare. Le linee di intervento del Prqa puntano al coordinamento, monitoraggio e supporto all’attuazione dei Piani di azione comunale; ad azioni di mitigazioni delle emissioni derivanti del settore industriale, dall’agricoltura e dalle grandi infrastrutture; azioni rivolte al mantenimento della buona qualità dell’aria; al miglioramento del quadro conoscitivo e, infine, all’educazione ambientale.
Secondo una precedete informativa illustrata dall’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, «Negli ultimi anni, anche in ragione delle politiche ambientali attuate a tutti i livelli istituzionali, si è registrato un lieve miglioramento dello stato di qualità dell’aria e un decremento delle emissioni di origine antropica. Tuttavia, persistono ancora elementi di criticità relativamente ai livelli di concentrazione di alcune sostanze inquinanti in particolar modo nelle aree periferiche, che presentano forme di insediamento abitativo che favoriscono l’utilizzo di biomasse ai fini del riscaldamento domestico. Al fine di risolvere tali criticità, occorre quindi intervenire, individuando specifici interventi di risanamento per le aree critiche e, per il resto del territorio regionale, azioni di miglioramento e mantenimento. Inoltre continuerà a essere perseguita, la strategia di integrazione con le altre politiche regionali settoriali».

La Giunta regionale sottolinea che «Scopo principale del Prqa è che tutti i cittadini toscani possano respirare un’aria di buona qualità e comunque conforme ai limiti di legge. Attualmente, in Toscana, la valutazione della qualità dell’aria avviene tramite un sistema di monitoraggio basato sulla Rete regionale di rilevamento composta da 37 stazioni e 2 mezzi mobili che misurano i principali inquinanti, e dai risultati della catena modellistica WRF-CAMx. Complessivamente i risultati del rilevamento dei livelli di concentrazione in atmosfera delle diverse sostanze inquinanti mostrano una criticità solo per gli inquinanti materiale particolato fine Pm10, biossido di azoto NO2 e ozono O3. Per quanto riguarda il materiale particolato fine Pm10, il Decreto legislativo 155/2010 prevede due parametri da rispettare: una media annuale, pari a 40 microgrammi/m3 ed un valore limite giornaliero di 50 µg/m3, da non superare più di 35 volte per anno. Per quanto riguarda la media annua, a partire dal 2010 il valore limite è stato rispettato in tutte le stazioni di misura, con una generale tendenza al decremento. Relativamente ai superamenti del valore limite giornaliero, i dati mostrano una tendenza alla diminuzione. Tuttavia persistono superamenti del valore limite, eccedenti i 35 consentiti associati a stazioni sia di fondo che di traffico».

Gli obiettivi generali della nuova legge sono: «Portare a zero la percentuale di popolazione esposta a superamenti oltre i valori limite di biossido di azoto NO2 e materiale particolato fine Pm10 entro il 2020; ridurre la percentuale della popolazione esposta a livelli di ozono superiori al valore obiettivo; mantenere una buona qualità dell’aria nelle zone e negli agglomerati in cui i livelli degli inquinamenti siano stabilmente al di sotto dei valori limite; aggiornare e migliorare il quadro conoscitivo e diffusione delle informazioni».
Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra), pur condividendo gli obiettivi, ha votato contro il piano: «Abbiamo un elefante nella stanza. Come possiamo conciliare l’obiettivo cui tendere con il nuovo aeroporto di Firenze, che porterà a un aumento dell’ossido di azoto?» Poi ha evidenziato un «tallone di Achille: la debolezza dell’autocertificazione sugli impianti industriali e gli scarsi controlli sulle emissioni delle imprese».
Ha votato contro anche Monica Pecori (gruppo misto/Tpt), che ha definito quello della legge un «Obiettivo moderato e non cautelativo per la salute», aggiungendo che «Le soluzioni proposte dal piano non sono sufficienti, nel quadro conoscitivo manca una analisi derivante dal traffico navale, non si parla minimamente di ammoniaca, emessa anche dalle centrali geotermiche».

Il testo del Prqa contiene emendamenti proposti dal presidente e dal vicepresidente della commissione consiliare Stefano Baccelli (Pd) e Giacomo Giannarelli (M5s). Le modifiche presentate da Baccelli puntano anche a «implementare il quadro degli incentivi alla rottamazione degli impianti a biomasse, quelle utili a precisare cosa si intenda per ristrutturazioni edilizie e aree non metanizzate e il pacchetto delle indicazione di impianti, diversi da quelli a biomassa, per il condizionamento degli edifici». Gli emendamenti di Giannarelli chiedono invece di «valutare la possibilità di replicare il sistema di cold ironing  (ovvero elettrificazione delle banchine) realizzato per la calata Sgarallino nel porto di Livorno anche nei porti di rilevanza nazionale di Piombino e Marina di Carrara». Ma alla fine il Movimento 5 Stelle si è astenuto insieme a Lega e Forza Italia, sollevando dubbi sull’”inceneritore di Scarlino e sottolineando che «Non si parla di compostaggio di comunità né di incentivi per le energie rinnovabili».

Contrario Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra) che, pur condividendo gli obiettivi, ha detto: «Abbiamo un elefante nella stanza. Come possiamo conciliare l’obiettivo cui tendere con il nuovo aeroporto di Firenze, che porterà a un aumento dell’ossido di azoto?» E poi ha evidenziato un «tallone di Achille: la debolezza dell’autocertificazione sugli impianti industriali e gli scarsi controlli sulle emissioni delle imprese».