Che aria si respira in Toscana

Panorama complessivamente positivo ma criticità per PM 10, biossido di azoto e ozono

[26 luglio 2016]

qualità aria toscana

L’Arpat ha pubblicato la nuova Relazione annuale sullo stato della qualità dell’aria nella Regione Toscana, analizzando i dati raccolti durante l’intero 2015 dalla rete regionale di monitoraggio. Il panorama dello stato della qualità dell’aria ambiente è risultato nel complesso positivo, anche se per tre inquinanti (PM10, biossido di azoto e ozono) sono emerse criticità relativamente al rispetto dei limiti o dei valori obiettivo indicati dalla normativa. Criticità che, in linea generale, si concentrano geograficamente nel centro-nord della Regione: all’interno delle aree maggiormente caratterizzata da traffico e attività industriali, dunque Valdarno, Piana lucchese e in quella dove si sviluppano Firenze, Prato e Pistoia (in riferimento alla Piana fiorentina in particolare, nei giorni scorsi l’assessore Federica Fratoni ha precisato come siano 7 le centraline appartenenti alla rete regionale attive nell’area).

Per quanto riguarda il PM10, nel 2015 il limite di 35 superamenti della media giornaliera di 50 μg/m3 non è stato rispettato in 5 stazioni della rete regionale appartenenti alle due zone “Prato Pistoia” e “Valdarno pisano e Piana lucchese”. Per il biossido d’azoto, il limite di 18 superamenti della media oraria di 200 μg/m3 è stato rispettato in tutte le stazioni di rete regionale, ma è stata confermata la criticità del fattore traffico sui valori medi di tale inquinante: infatti i valori medi annuali più alti sono stati registrati rispettivamente nelle 8 stazioni di traffico urbano con due superamenti della media annuale di 40 μg/m3 verificatisi presso le due stazioni del comune di Firenze. Infine, in riferimento alle rilevazioni di ozono, l’Arpat informa come – analogamente agli anni precedenti – è stata confermata la criticità di questo parametro nei confronti dei valori obiettivo previsti dal D.Lgs. 155/2010. Nel 2015 infatti il limite per la protezione della popolazione non è stato rispettato nel 60% dei siti ed il limite per la protezione della vegetazione non è stato rispettato nel 70% dei siti; durante il 2015 inoltre si sono verificati numerosi episodi di superamento della soglia di informazione (media massima oraria 180 μg/m3), fenomeno che non si era verificato nel 2014.