Assocomplast aderisce all’Operation Clean Sweep contro la plastica nei mari e oceani

Linee guida per la riduzione della dispersione di polveri, granuli e scaglie generate dalla produzione di manufatti in plastica

[14 novembre 2016]

Assocomaplast, l’associazione nazionale di costruttori di macchine e stampi per materie plastiche e gomma,   ha colto l’occasione  della mostra K di Düsseldorf, tenutasi da 19 al 26 ottobre e alla quale  hanno partecipato circa 400 aziende italiane del settore plastica e gomma, per sottoscrivere il protocollo Operation Clean Sweep (Ocs), il programma di salvaguardia ambientale  di Spi – The plastic industry trade association e  American chemistry council rivolto all’industria delle materie plastiche  che identifica le linee guida per la riduzione della dispersione di polveri, granuli e scaglie generate nelle fasi di produzione di manufatti in plastica.

«Come noto sottolineano ad Assocomaplast , esiste un problema ambientale legato all’abbandono degli imballaggi plastici (tappi, bottiglie e contenitori vari), che finiscono poi per inquinare mari e oceani. Ciò è in primis riconducibile alle “cattive abitudini” dei consumatori, la cui cultura del riciclo è spesso insufficiente. Una parte del fenomeno invece, seppur in misura minore, è dovuto alla dispersione di micro-granuli plastici (pellet) rilasciati durante la produzione, che finiscono anch’essi nel ciclo degli scarti. In questo senso, l’industria del settore è chiamata ad intervenire, limitando (se non addirittura prevenendo, grazie a procedure codificate) tale perdita di materiale».

Con la firma del protocollo, Assocomaplast, che aderisce a Confindustria, si è impegnata a promuovere nel nostro Paese Operation clean sweep fa appello alla sensibilità dei produttori di polimeri, trasportatori, centri di stoccaggio ed aziende trasformatrici affinché adottino alcune buone pratiche (spesso piccoli accorgimenti), ciascuno nel proprio ambito di competenza. Anche il comparto dei costruttori di macchine è coinvolto, pur marginalmente; infatti in fase di collaudo e test dei macchinari è possibile che vada persa una minima quantità di granuli. Trattandosi di associazioni di categoria,  oltre al risvolto ambientale, vengono sottolineati anche gli innegabili vantaggi economici per le aziende derivanti dalla riduzione degli sprechi.

Molte imprese hanno già aderito al protocollo Ocs, che richiede il rispetto di alcuni obiettivi: «1. Porsi come priorità il raggiungimento del traguardo “Zero Pellet Loss”, sottoscrivendo un formale impegno scritto; 2.  Valutazione della situazione e delle necessità aziendali (nel rispetto delle norme vigenti): verifica degli impianti in funzione e delle procedure che il personale è tenuto a rispettare, identificazione delle aree problematiche, condivisione delle esperienze; 3. Adeguamento e miglioramento degli impianti e delle attrezzature; 4. Sensibilizzazione e formazione del personale addetto: elaborazione di procedure scritte a disposizione degli addetti, messa a punto di attività formative, responsabilizzazione del personale attraverso feedback e report sul rispetto del programma, implementazione della comunicazione (anche attraverso poster e segnaletica); 5. Follow-up, monitoraggio e miglioramento dei risultati raggiunti: ispezioni periodiche interne agli stabilimenti e diffusione delle best practices attraverso il sito internet di Ocs».