Balneabilità in area portuale a Marciana Marina: l’Amministrazione Allori come quella Ciumei

Legambiente: rispettare le normative, risolvere prima il problema dell’inquinamento

[12 marzo 2018]

Siamo rimasti abbastanza sconcertati per l’annuncio che l’Amministrazione Comunale di Marciana Marina, a quanto pare in accordo con la Capitaneria di Porto, intenda rendere balneabile il tratto di spiaggia all’interno dell’area portuale così come ha più volte tentato di fare – e di fatto lasciato fare – la precedente Amministrazione Ciumei.

Legambiente Arcipelago Toscano non può che confermare le osservazioni più volte presentate riguardo al Piano del Porto di Marciana Marina. Nelle ultime relative alla richiesta di convocazione alla Commissione Paritetica della Regione Toscana (2016), scrivevamo proprio rispetto   alla balneabilità: «Qui siamo veramente di fronte ad una forzatura inaccettabile attraverso un escamotage» e spiegavamo che «viene proposta la balneabilità di un tratto di spiaggia, completamente compresa nell’area portuale, che si troverebbe tra due moli (quello nuovo e quello del Pesce) dove sarà possibile il transito e l’attracco ed a distanze non permesse dalla legge dalle imbarcazioni in entrata e in uscita dall’area portuale. Quello che l’Amministrazione comunale in effetti propone, tracciando una linea aleatoria obliqua  che arretra l’area portuale dal naturale imbocco del Porto – testata della diga foranea e Moletto del pesce che sono una di fronte all’altro – è una sanatoria di una incredibile situazione in atto da anni, più volte denunciata da Legambiente: una spiaggia – artificiale perché frutto dell’erosione – in piena area portuale che si sviluppa punteggiata da due troppo-pieni fognari ed uno scarico di “acque bianche”. Nell’area i tecnici di Goletta Verde (l’Arpat non effettua prelievi in quanto area portuale) hanno negli ultimi anni rilevato altissimi livelli di inquinamento batterico. La stessa Vas [Valutazione ambientale strategica] sottolinea che “Sull’area insistono alcuni canali di scolo di acque reflue che influenzano negativamente la qualità delle acque”».

Infatti,  prelievi realizzati nel giugno 2017 da Goletta  Verde al troppo pieno del Moletto del Pesce hanno riportato risultati molto preoccupanti: 15.330 escherichia coli (UFC/100 ml)  e 4.680 enterococchi intestinali (UFC/100 ml), Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente: Inquinato = Enterococchi intestinali maggiori di 200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml; Fortemente inquinato = Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml. quindi con un giudizio fortemente inquinato che conferma – salvo rare eccezioni – i dati dei prelievi eseguiti anche negli anni precedenti, che spesso, secondo le condizioni climatiche, avevano mostrato sforamenti percentualmente anche molto superiori.

Come dicevamo nelle osservazioni al progetto dell’amministrazione Ciumei: «Ora il Comune chiede praticamente alla Regione Toscana ed alla Capitaneria di Porto  di approvare una sanatoria e di derogare alle leggi ed alle norme che regolano la balneazione». Si tenta quindi ancora una volta di imporre una situazione di fatto dopo che è stata illegittimamente precostituita negli anni.

Legambiente Arcipelago Toscano ricorda che già oggi la balneazione nella spiaggia della Marina (ad est del Molo del Pesce) è consentita solo grazie a una deroga  che ora verrebbe estesa ad ovest dentro l’area portuale e, come scritto nelle osservazioni del 2016, «invita al rispetto delle normative vigenti ed al rispetto della Direttiva europea sulla qualità delle acque».

Dispiace che si adotti lo stesso escamotage proposto dalla precedente amministrazione per la spiaggia portuale del “Capitanino”  invece di intervenire con un progetto e finanziamenti per fermare l’avanzatissima erosione della spiaggia della Marina – migrata quasi interamente nel Porto – e per rimediare agli sconsiderati interventi del recente passato che hanno devastato e sfigurato paesaggisticamente la principale spiaggia di Marciana Marina. La spiaggia del Capitanino è frutto dell’erosione della spiaggia della Marina iniziata negli anni ’80 subito dopo il prolungamento dell’attuale diga foranea del Porto e l’attuale amministrazione comunale – come quella precedente –  sembra non voler utilizzare il materiale migrato all’interno del porto per realizzare il ripascimento della spiaggia della Marina ed incrementando così davvero legittimamente la possibilità di balneazione.

Perplessità che aumentano se si pensa alla situazione della depurazione delle acque a Marciana Marina e nell’Area Portuale che l’Amministrazione comunale e ASA dovrebbero affrontare e risolvere prima di ipotizzare una qualsiasi problematica estensione della balneazione ad aree attualmente vietate in base alla normativa italiana ed europea.

Nelle osservazioni presentate nel 2016 scrivevamo:

Depurazione e prescrizioni della Regione Toscana

Il Piano disattende la precisa prescrizione della Regione Toscana per quanto riguarda rete fognaria e depurazione dei reflui. Infatti, il parere del “Settore Valutazione Impatto Ambientale- Valutazione Ambientale Strategica- Opere pubbliche di interesse strategico regionale” sulla  “Adozione della Variante al RU per la riqualificazione del Porto comunale Turistico, adozione del PRP per la riqualificazione del Porto comunale Turistico – fase di consultazione sul Rapporto Ambientale – contributo ai sensi dell’art.25 della LR 10/10”, al punto 3 evidenzia  “Pressioni ambientali derivanti dal quadro conoscitivo e coerenza con elementi di VAS della Variante al PS e con il PS stesso” e sottolinea che “La popolazione del Comune di Marciana Marina si attesta su poco meno di 2000 unità ma, come indicato dal proponente, la media delle presenze nei mesi estivi è di circa 19000 unità con picchi di 24000 unità nel mese di agosto. Il fattore di incremento delle pressioni ambientali nei mesi estivi viene stimato pari a 11-12 volte (produzione rifiuti, smaltimento reflui, approvvigionamenti idrici, consumi energetici etc)”. L’estensore dl parere, l’Ingegner  Ianniello, precisava che “Per il sistema della depurazione dei reflui si evidenzia la mancanza di un depuratore (…..)” e che “La semplice grigliatura non può ritenersi un sistema di depurazione ambientalmente efficiente e sostenibile in un contesto altamente di pregio”. Inoltre il parere ricordava che “L’azione A.2 della variante al RU prevede la realizzazione di un depuratore ad osmosi ma di tale previsione non vi è menzione negli elaborati di piano di tipo documentale e di tipo cartografico e le NTA non riportano tra le opere previste il depuratore ad osmosi. Si riscontra pertanto una incoerenza interna nella strategia poiché l’azione citata nel RA come azione di variante al RU, risulta inattuata” e prescriveva:“La realizzazione del nuovo depuratore appare condizione propedeutica e necessaria per garantire la copertura depurativa e quindi la sostenibilità degli interventi di variante (….)”, e invitava a “inserire l’intervento tra le previsioni di piano e contestualmente è necessario valutarne la fattibilità, la localizzazione, la dimensionalità e le caratteristiche anche dal punto di vista dei fabbisogni energetici”.

Argomentazioni simili a quelle che Legambiente Arcipelago Toscano aveva presentato nelle sue precedenti osservazioni durante l’intero lungo iter approvativo del Piano Portuale, eppure, incredibilmente , il gruppo di  progetto ha risposto a quelle osservazioni che l’impianto costituito da “Fossa bicamerale, tricamerale o Imhoff + grigliatura fine + condotta sottomarina” con una grigliatura fine meccanica a monte della condotta sottomarina“ è dimensionato per 7.054 abitanti e che quindi è  “assolutamente”  in grado di rispondere alle esigenze del Comune anche nei mesi di massima pressione ambientale per effetto degli arrivi di turisti”. Una “controdeduzione” che viola la normativa europea sule acque di balneazione e contraddice lo stesso Piano operativo 2010-2014 di ATO 5 Toscana Costa che prevede un “vero”, anche se insufficiente depuratore, mentre lo stesso ATO parlava di un deficit depurativo del 100%, esclusi gli impianti di pretrattamento prima delle condotte di scarico a mare, e di un bacino massimo di utenza di 20.000 persone (allegato). Nell’aprile 2014 il Grid-Arendal, un prestigiosissimo centro studi con sedi in Norvegia e Canada, ha riproposto, per conto dell’United Nations Environment Programme (Unep) e Mediterranean Action Plan (Map – Piano d’azione per il Mediterraneo), il rapporto “State of the Mediterranean marine and coastal environment” (Stato dell’ambiente marino e costiero del Mediterraneo), il quale a pagina 41 segnala con dei vistosi punti rossi i siti privi di depuratori, nel Mediterraneo settentrionale ci sono solo due punti rossi: uno in Francia e l’altro in Italia, e quel punto è all’isola d’Elba; secondo lo stesso Aato dice che la carenza depurativa all’Elba è del 40%, e un Comune, Marciana Marina, è privo di depuratore pubblico.

Prescrizioni simili a quelle della Regione erano state espresse anche dalla la Provincia di Livorno (pag. 137 del documento “AV 01 – Valutazione Ambientale Strategica – Rapporto Ambientale). La soluzione trovata dall’Amministrazione Comunale di Marciana Marina (Sintesi non tecnica della VAS, pag. 23 – Allegato 6) è stata quella di cancellare dal progetto approvato la realizzazione del nuovo depuratore.