Il nuovo rapporto Onu-Oms presentato a Parigi

Se la bicicletta impenna l’Europa guadagna 76.600 posti di lavoro

Promuovere la mobilità a pedali potrebbe salvare la vita a 10mila persone

[14 aprile 2014]

Muoversi in bicicletta fa bene al cuore, alla salute e anche al portafogli. Non solo per i litri di benzina risparmiati, ma anche per gli impatti sull’intera comunità. Per la prima volta, gli effetti economicamente vantaggiosi della mobilità a pedali sono stati stimati dall’Unece, la Commissione economica per l’Europa dell’Onu, insieme all’Ufficio regionale europeo dell’Oms, che non a caso ha sede a Copenaghen.

Nel report si legge infatti come promuovere l’utilizzo della bicicletta nelle più grandi città europee (sono 54 quelle esaminate), portandole al livello della capitale danese – dove il 26% di tutti gli spostamenti cittadini avviene pedalando – si potrebbe salvare la vita di 10mila persone e creare oltre 76.600 posti di lavoro.

«Un sistema di trasporto efficiente è essenziale per il funzionamento delle economie moderne – precisa  Zsuzsanna Jakab, direttore regionale per l’Europa dell’Oms – Tuttavia, il trasporto può danneggiare notevolmente l’ambiente e la salute». I costi complessivi dei trasporti associati agli impatti ambientali e sulla salute, infatti, possono arrivare fino al 4% del Prodotto interno lordo di un paese (Pil). Ovvero, il doppio di quanto vale in Europa (2%) l’apporto economico del trasporto merci su strada.

L’inquinamento atmosferico, in gran parte causato dal traffico all’interno dell’Europa,  si traduce in circa 500mila decessi all’anno, e durante lo stesso lasso di tempo gli incidenti stradali uccidono prematuramente 90mila persone, mentre l’esposizione a rumore stradale eccessivo colpisce quasi 70 milioni di individui. “Scoraggiando” inoltre l’attività fisica, il trasporto a motore contribuisce al macabro computo con circa 1 altro milione di morti ogni anno. Senza contare che il settore dei trasporti contribuisce per il 24% delle emissioni di gas climalteranti da parte di Europa e Nord America.

Al contrario, il pay-off degli investimenti in mobilità sostenibile è dunque formidabile e il nuovo report lo conferma, dati alla mano. Più biciclette in città significa nuovi posti di lavoro e persone più sane (riducendo così, grazie all’attività fisica, i costi per l’assistenza sanitaria), meno incidenti stradali, meno inquinamento acustico e una migliore qualità dell’aria.

Secondo le stime del nuovo report, grazie al miglioramento della mobilità in bicicletta 76.600 persone in tutta Europa (anzi, solo nelle sue grandi città) potrebbero essere impiegate localmente nella vendita al dettaglio di biciclette e nella loro manutenzione, nella fornitura di abbigliamento e accessori per ciclisti, nello sviluppo urbano e di nuovi sistemi di mobilità; essi contribuirebbero inoltre a ridurre le emissioni di gas serra e i rischi per la salute, sostenendo al contempo l’economia locale.

Partendo da queste premesse, si apre oggi a Parigi il Fourth High-level Meeting on Transport, Health and Environment, organizzato proprio da Unece e Oms, accogliendo i ministeri europei dei Trasporti, della Salute e dell’Ambiente per esaminare come le politiche di trasporto innovative siano in grado di creare opportunità di lavoro, società più sane e più verdi. «Chiediamo una dichiarazione di Parigi audace, sollecitando investimenti governativi nel settore dei trasporti verdi e sani», chiosa Zsuzsanna Jakab. Se vogliamo ora aspettarci un’impennata della mobilità europea in bicicletta occorre implementare le condizioni necessarie per renderla realtà.