Bonifiche dei siti inquinati, da Tortora l’appello di Legambiente: «Ora basta ritardi»

Gravi ritardi sugli interventi da compiere, risolvere il nodo delle risorse necessarie.

[6 luglio 2016]

goletta verde marlane 2

“Bonifiche dei siti inquinanti – a partire dal caso Marlane e del fiume Noce – inquinamento, tutela dell’ambiente e rilancio della green economy”, sono i temi discussi oggi a Tortora, in Calabria nell’incontro promosso per l’arrivo di Goletta Verde che fino a domani farà tappa a Cetraro.

Francesco Falcone, presidente Legambiente Calabria, ha sottolineato: «Torniamo qui con Goletta Verde perché, al di là della vicenda processuale sulla tragedia della Marlane, ancora non è stato possibile bonificare le aree che dalle varie relazioni disposte dalla Procura di Paola sono ben individuate. La stessa società Marzotto, in una recente conferenza di servizi presso il Comune di Praia a Mare, ha presentato un piano di caratterizzazione, anche se fino ad oggi non reso noto. Quello che è certo è che occorre individuare al più presto e in modo inconfutabile tutte le caratteristiche ambientali del sito in questione così da poter definire lo stato di contaminazione del suolo, delle acque sotterranee e superficiali, nonché l’esposizione al rischio per la salute degli abitanti nell’area contaminata. Si tratta di un passo importante e necessario, che Legambiente auspica da tempo, per il grande valore turistico-ambientale di questi luoghi. Ci auguriamo che il lavoro venga svolto con serietà e responsabilità al fine di rimuovere le sostanze tossiche dai terreni della Marlane e che si arrivi al più presto alla bonifica del sito».

Legambiente vuole riportare all’attenzione anche «la compromessa situazione della vallata del fiume Noce e agli altri siti calabresi per i quali non è mai stata avviata la bonifica» e dice che «Al centro del problema ci sono anche i grandi siti industriali ancora oggi in attesa di bonifica come Crotone o appunto l’area della Marlane a Praja a Mare».

Giorgio Zampetti, responsabile scientifico del Cigno Verde, conclude: «E’ quanto mai necessario aggiornare il Piano di bonifiche regionale rendendolo uno strumento utile e operativo per procedere al risanamento delle decine di siti contaminati già individuati sul territorio e individuare nuove situazioni emergenti. Perché le bonifiche possano partire concretamente serve un ruolo centrale della Regione e degli altri enti competenti, a partire dall’Arpacal, per quanto riguarda il controllo pubblico necessario a valutare gli interventi e la loro efficacia. Anche il mondo industriale deve fare la sua parte per risanare le gravi distorsioni di uno sviluppo spesso insostenibile e mettere in campo operazioni di bonifica veloci ed efficaci, applicando il principio chi inquina paga».