Cadmio, potrà essere ancora usato nei colori per quadri

[28 ottobre 2015]

colori artisti cadmio

Il cadmio nei colori per artisti non è così pericoloso da determinare la necessità di limitarne l’immissione sul mercato o l’uso nei colori per artisti: lo afferma la Commissione Ue nella sua comunicazione sulla conclusione della procedura di restrizione relativa al cadmio nei colori per artisti a norma del regolamento Reach (quello sulla registrazione, sulla valutazione, sull’autorizzazione e sulla restrizione delle sostanze chimiche).

La questione ha inizio nel 2013 quando la Svezia presenta all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) un fascicolo contenente la proposta di divieto di immissione sul mercato dell’Ue di cadmio e suoi composti per l’impiego in colori per artisti e pigmenti usati nei colori per artisti e di divieto dell’uso di tali colori e pigmenti.

La proposta è presentata allo scopo di ridurre al minimo il rischio per la salute umana derivante dall’esposizione alimentare al cadmio, in particolare quelli risultanti dal consumo di colture alimentari coltivate su terreni che trattati con i fanghi di depurazione contenenti cadmio. Secondo la Svezia i colori per artisti contenenti cadmio sono immessi nelle acque reflue durante l’uso normale e le procedure di pulizia di pennelli e contenitori. Dopo il trattamento in impianti di trattamento delle acque reflue comunali, i pigmenti di cadmio si ritrovano prevalentemente nei fanghi di depurazione, alcuni dei quali sono impiegati in agricoltura al fine di fornire elementi nutritivi alle piante. Infine, i composti del cadmio possono sciogliersi nel suolo ed essere assorbiti dalle colture, determinando l’esposizione umana attraverso gli alimenti.

Ma, secondo il comitato di valutazione dei rischi dell’Echa (Cvr) il contributo dei colori per artisti all’immissione di cadmio nel terreno, e quindi nelle colture, (attraverso il rilascio nelle acque reflue, l’incorporazione nei fanghi di depurazione utilizzati in agricoltura e l’assorbimento da parte delle colture dal terreno) è trascurabile rispetto al contributo da altre fonti.

Secondo il Cvr i fanghi di depurazione prodotti nell’Ue contengono complessivamente 16,5 tonnellate di cadmio ogni anno, di cui circa il 45 % (7,4 tonnellate) è applicato su terreni agricoli. Sulla base di un fattore di rilascio del 5 % è stato stimato che 0,32 tonnellate di cadmio derivanti dai colori per artisti sono immesse ogni anno nelle acque reflue, la maggior parte delle quali (0,25 tonnellate l’anno) finisce nei fanghi di depurazione prodotti da impianti di trattamento delle acque reflue comunali. Pertanto 0,11 tonnellate (il 45 % di 0,25 tonnellate) di cadmio derivante da colori per artisti sono applicate su terreni agricoli. Tale quantitativo rappresenta l’1,5 % del quantitativo totale di cadmio presente nei fanghi prodotti nell’Ue e applicati su terreni agricoli.

Sulla base di queste osservazioni il Cvr ha concluso che il contributo complessivo alla presenza di cadmio nel terreno costituito dai colori per artisti, e assorbito dalle colture, è trascurabile (meno dello 0,1 %) rispetto ai contributi da altre fonti (più di 100 tonnellate/anno) come concimi, fertilizzanti minerali e depositi atmosferici. Ed ha dedotto che il rischio per la salute umana è trascurabile.

Successivamente anche il comitato per l’analisi socioeconomica (Case) dell’Echa ha adottato un parere sulla proposta di restrizione presentata dalla Svezia. Pur riconoscendo che anche piccole riduzioni dell’esposizione al cadmio proveniente da qualsiasi fonte nella catena alimentare possono comportare riduzioni degli impatti sulla salute, il Case ha ritenuto che – tenendo conto delle incertezze – le piccole riduzioni attese dalla proposta di restrizione, in particolare durante il citato periodo di 150 anni, sono risultate statisticamente di impatto molto basso (in particolare l’impatto sulla sanità pubblica) e quindi la proporzionalità e i misurabili vantaggi della restrizione proposta sono discutibili. Di conseguenza, ha concluso che i costi socioeconomici della restrizione non sono proporzionali ai suoi vantaggi socioeconomici.

Concordando con i due comitati e con i loro pareri la Commissione ha chiuso la procedura di restrizione avviata dalla Svezia non apportando nessuna modifica al regolamento Reach.