Cina, più controlli sulle auto inquinanti e lotta al particolato fine

Nel 2016, 720 arresti, 6.454 infrazioni ambientali e ritirati dalla circolazione più di 4,05 milioni di veicoli

[20 febbraio 2017]

Per migliorare la qualità dell’aria nelle città, il ministro cinese della protezione ambientale ha chiesto di esercitare uno stringente controllo sui proprietari dei veicoli maggiormente inquinanti.

Durante un’ispezione a un centro di controllo delle emissioni automobilistiche a Pechino, il ministro Chen Jining ha sottolineato che le emissioni provenienti da veicoli come I mezzi pesanti a gasolio e dalle auto più vecchie «rappresentano un fattore importante dell’inquinamento atmosferico nella regione di Pechino-Tianjin-Hebei», la colossale megalopoli con più abitanti dell’Italia nel nord-est della Cina.

Attualmente la capitale cinese sta lavorando all’istituzione di un sistema municipale di sorveglianza ambientale per tenere sotto stretto controllo le emissioni dei veicoli. Secondo quanto scrive l’agenzia ufficiale Xinhua, «Chen ha chiesto di accelerare l’istituzione di una piattaforma nazionale di regolamentazione munita di un sistema di sostegno tecnico sulle emissioni automobilistiche, così come di una rete che sorvegli costantemente e da ogni angolazione i veicoli fortemente inquinanti. I guidatori o i proprietari dei veicoli che scaricano emissioni inquinanti eccessive saranno fortemente sanzionati, conformemente alla legge e i dettagli delle pene saranno resi pubblici».

Le emissioni del traffico contribuiscono al 31,1% dell’inquinamento da PM 2,5 a Pechino, dove il particolato ancora più fine resta la principale causa dello smog venefico.

Il ministero della protezione ambientale aveva già annunciato che da 15 febbraio al 15 marzo è partito un nuovo ciclo di ispezioni sulla qualità dell’aria in Cina: «18 team composti da più di 260 ispettori saranno inviati in 18 città del nord del Paese, tra le quali Pechino, Tianjin e Taiyuan. Da qualche anno, la Cina affida una grande importanza alla protezione ambientale, dato che il degrado dell’ambiente minaccia la salute della popolazione e compromette la crescita a lungo termine del Paese».

Secondo il ministero, «In seguito all’ispezioni condotte l’anno scorso, 720 persone sono state arrestate e 6.454 altre ritenute e responsabili di infrazioni legate all’ambiente. Inoltre, l’anno passato, più 4,05 milioni di veicoli molto inquinanti sono stati ritirati dalla circolazione. Grazie in parte a questi sforzi, le città cinesi hanno segnalato nel 2016 un livello meno elevato di PM 2,5, la densità media di PM 2,5 in 338 città e calata».

Entro il 2017 la Cina punta a ridurre del 10% le sue emissioni atmosferiche rispetto ai livelli del 2012 nelle città con rango di prefettura e superiore, parallelamente, la densità di PM 2,5 à Pechino, Tianjin e nella provincia dell’Hebei dovrà diminuire del 25%.

Anche Shijiazhuang, il capoluogo della provincia dell’Hebei, una città del nord della Cina tra le più inquinate del Paese punta a ridurre Del  20,2 % il particolato fine.

La città ha appena adottato il suo piano di azione e prevenzione dell’inquinamento atmosferico per il 2017, secondo il quale «Entro la fine dell’anno, la densità di PM 2,5 dovrà calare a 79 microgrammi pe metro cubo». Pe riuscirci, Shijiazhuang diminuirà di 520.000 tonnellate la produzione di ferro e di almeno 3,5 milioni di tonnellate quella di cemento. Il carbone sarà rimpiazzato dal gas e dall’elettricità nel centro di Shijiazhuang, mentre nelle aree rurali verrà incoraggiato l’utilizzo di “carbone pulito”.

L’amministrazione di Shijiazhuang spiega che «Al fine di raggiungere questi obiettivi, 770 imprese industriali, tra le quali quelle nei settori del cemento, della forgiatura e dell’industria chimica, saranno obbligate a ridurre la loro produzione».