Cina: un progetto centrale, cooperativo e coordinato, per tenere sotto controllo l’inquinamento

[19 agosto 2013]

La Cina vuole istituire un’Amministrazione centrale che si occupi di lotta all’inquinamento, documentando gli obiettivi e le responsabilità dei governi provinciali, valutandone anche i progressi in materia.

Secondo l’agenzia ufficiale cinese Xinhua, «quest’anno, la lotta contro l’inquinamento a Pechino, Tianjin, nella provincia dell’Hebei  e nelle regioni nelle vicinanze, diventerà totalmente integrata». Il ministero della protezione dell’ambiente ha assicurato che «ad oggi, gli sforzi del governo per controllare le emissioni dei principali inquinanti si sono rivelati efficaci, malgrado le denunce crescenti dell’opinione pubblica concernenti lo smog ed altre condizioni meteorologiche pericolose, particolarmente a Pechino, capitale del Paese».

I dati presentati dal ministero evidenziano che «le emissioni di azoto, di ammoniaco, di diossido di zolfo e di ossido nitrico sono calate dal  2 al 3% nel corso del primo semestre 2013. Durante i primi 6 mesi, il ministero ha respinto o sospeso l’approvazione di 14 progetti di costruzioni,  per un investimento totale di 64 miliardi di  yuan (10,5 miliardi di dollari), che non rispondevano alle esigenze ambientali».

Il ministro della protezione dell’ambiente,  Zhu Shengxian, ha detto che «la Cina rafforzerà il controllo, l’allerta precoce e i sistemi di intervento di fronte alle future emergenze meteorologiche» e si è impegnato a «elaborare dei piani di azione per la qualità dell’acqua e la protezione dell’ambiente nelle zone rurali, a stabilire dei criteri di qualità per l’acqua sotterranea ed a pubblicare i risultati dei controlli sull’inquinamento del suolo».

Il 15 agosto il ministero cinese delle risorse idriche aveva annunciato un piano per i prossimi 5 anni proprio per affrontare la perdita di acqua e di suolo. Si tratta di un piano gigantesco che interessa 279 distretti in 20 regioni di livello provinciale, che punta a trattare questi problemi in  30.000 km2 de terre tra il 2013 ed il 2017.

In un comunicato il ministero spiega che «circa il 70% delle terre colpite dovranno essere trattate ed il tasso di copertura forestale in queste regioni aumenterà al 50%. Il progetto incoraggerà non solo la crescita economica in queste regioni, ma contribuirà anche alla protezione dell’ambiente».

Il governo cinese è convinto che questo piano, approvato anche dal ministero delle finanze, farà uscire dalla povertà 13 milioni di persone grazie all’espansione dei terreni agricoli e delle foreste.

La Cina aveva già avviato il primo progetto di questo tipo nel 1983 e in questi anni ci sono stati interventi su 58.300 km2 di terre colpite da perdita di acqua e di suolo.