Città del Messico è ancora una camera a gas. Fallito il piano per ridurre l’inquinamento atmosferico?

Le limitazioni al traffico non riescono a migliorare la qualità dell'aria

[6 febbraio 2017]

Nel 1992 l’Onu dichiarò città del Messico città più inquinata del mondo: l’inquinamento atmosferico era così forte che gli uccelli in volo sopra la metropoli potevano cadere al suolo morti e l’aria che respiravano ogni giorno i suoi abitanti equivaleva a fumare due pacchetti di sigarette al giorno.

Di fronte a questa catastrofe ambientale e sanitaria, la capitale messicana prese diverse iniziative per cercare di migliorare la qualità dell’aria, comprese limitazioni al traffici privato per uno o due giorni durante la settimana.  Ma secondo lo studio “Saturday Driving Restrictions Fail to Improve Air Quality in Mexico City,” pubblicato su Scientific Reports da Lucas W. Davis, dell’ Haas School of Business dell’università della California – Berkeley e del National bureau of economic research Usa, «Il programma ha avuto risultati trascurabili».

Nel 2008, Città del Messico aveva messo restrizioni al traffico delle auto il sabato, poi aveva esteso i divieti anche alla domenica, ma Davis dice che «Le restrizioni per la guida al sabato sono una politica sbagliata. Sono una grande seccatura per le persone e non migliorano la qualità dell’aria».

Il suo studio  è il primo a esaminare gli effetti delle restrizioni al traffico automobilistico limitate a una solo giornata e confronta i livelli di inquinamento egli 8 principali inquinanti prima e dopo l’entrata in vigore del programma. Il programma, chiamato Hoy No Circula, ha avuto un enorme successo di adesioni e ha visto alcuni miglioramenti della qualità dell’aria, visto che Città del Messico non è più la città più inquinata, essendo stata superata da  Pechino, New Delhi e altre megalopoli asiatiche.

Ma all’università di Berkeley sottolineano che la diminuzione del numero di automobilisti sulle strade il sabato ha avuto un impatto zero mentre «I fautori del programma del sabato avevano stimato che le emissioni dei veicoli su sarebbero ridotte del 15% o più».

Lo studio evidenzia che Città del Messico, anche a causa della sua posizione geografica, «ha la peggiore qualità dell’aria nell’emisfero occidentale con livelli di particolato che sono 3 o 4 volte superiori a quelli di New York, Los Angeles, San Paolo o Buenos Aires».

Eppure  Città del Messico ha provato molti approcci diversi per migliorare la qualità dell’aria, comprese le  ben note restrizioni al traffico privato e commerciale che sono stati introdotte nel 1989.

Si tratta di un programma a targhe alterne – pari o dispari – che è stato utilizzato anche in Italia e in Cina  – e che entra in vigore alle 5,00 per terminare alle 22,00.

Per determinare l’impatto delle restrizioni giornaliere al traffico, Davis tra il 2005 e il 2012. ha analizzato i dati orari dell’inquinamento atmosferico di  29 centraline di monitoraggio in tutta Città del Messico. Poi ha studiato i livelli di emissione di monossido di carbonio, ossido di azoto, biossido di azoto, ossidi di azoto, ozono,  il particolato di diverse dimensioni e il biossido di zolfo. La conclusione è che «Nessuno di questi inquinanti è diminuito a seguito delle  restrizioni alla guida il sabato»

Cercando di capire il motivo per cui l’inquinamento non è diminuito, Davis poi ha esaminato i dati riguardanti i sistemi di trasporto pubblico di Città del Messico e il sabato non ha trovato, né per gli autobus urbani che per la  metropolitana leggera o gli autobus elettrici, nessun aumento percepibile dei passeggeri e della frequenza delle corse.

A Città del Messico I trasporti pubblici sono poco costosi, ma spesso sovraffollati e Davis  ritiene inoltre che ci siano fattori culturali dietro la riluttanza a rinunciare all’auto: «A Città del Messico guidare  è un vero status symbol e una volta che una famiglia ha messo da parte abbastanza soldi per comprare una macchina, c’è uno status associato si veicoli privati dal quale per le persone  è difficile distaccarsi. C’è un po’ di resistenza culturale o socio-economica a prendere i mezzi pubblici».

Il ricercatore californiano spiega che «La gente ha trovato altri modi per aggirare le restrizioni al traffico –  Alcuni hanno acquistato più auto, altri prendono il taxi o Uber».

Secondo Davis, dato che Uber e altri servizi di simili ai taxi sono sempre più disponibili, i criteri di restrizione giornaliera del traffico non riescono a migliorare la qualità dell’aria. Invece, suggerisce che a Città del Messico e altre città afflitte da un venefico inquinamento devono pretendere livelli di emissione dei veicoli molto bassi».

Nonostante questo studio, altri esperti ritengono che Città del Messico Abbia fatto  progressi significativi per la tutela ambientale, ma intanto arrivavano in strada centinaia di migliaia di nuovi mezzi privati e commerciali.

Mark Watts, direttore esecutivo di C40 , la rete globale di città che puntano a migliorare l’ambiente e a lottare contro i cambiamenti climatici, ha detto a BBC News «Che le restrizioni contro l il traffico privato a Città del Messico ha prodotto ingenti investimenti nei mezzi di trasporto pubblico per fornire alternative più pulite alla  guida. Di recente, sono state aperte diverse linee di trasporto rapido di autobus e hanno il più grande sistema di bike sharing per tutto l’anno in Nord America. Al recente vertice dei sindaci del C40 ospitato da Città del Messico, il sindaco Mancera  si è impegnato a  vietare le auto diesel in  città entro il 2025, visto che sono responsabili degli inquinanti più pericolosi per la salute pubblica».

Anche Madrid, Atene e Parigi hanno promesso di vietare il traffico di diesel entro il 2025.

Molte città delle economie emergenti stanno imponendo restrizioni simili a quelle di Città del Messico per cercare di arginare il crescente problema dell’inquinamento atmosferico. Ma Davis non è convinto: «Bisogna andare più direttamente contro l’inquinamento. Questo significa che bisogna aumentare il costi per i guidatori e questo significa un aumento dei prezzi del carburante o la tariffazione degli ingorghi o del parcheggio e significa anche test ad ogni auto, testarle ogni anno.  Se hai una macchina che sta inquinando l’aria, non puoi guidare. Punto».

Difficile farlo capire in Paesi dove si guidano spesso auto di seconda mano che Statunitensi ed europei non guidano più perché inquinano troppo secondo gli standard di Usa ed Ue.