Lo si evince dalla precisazione di Ispra in merito alle notizie apparse nei giorni scorsi

Costa Concordia, il risarcimento dei danni ambientali potezialmente molto più alto

[20 settembre 2013]

L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), con riferimento ad alcuni articoli apparsi il 19 settembre sulla stampa sulla quantificazione dei  danni ambientali causati dal naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio,  precisa che «L’Ispra ha effettuato la  valutazione del danno ambientale a marzo 2013, sulla base dei pochi elementi certi che era stato possibile appurare fino a quel momento.  Nel frattempo, l’Istituto sta raccogliendo tutti i dati che derivano dall’attività di monitoraggio che viene svolta in continuo sull’area. Ora che il relitto è stato posto in asse, nei prossimi mesi sarà possibile accedere al fondale marino per raccogliere ulteriori elementi di tipo qualitativo e quantitativo che permetteranno di  aggiornare la relazione di valutazione del danno ambientale. La valutazione finale potrà in ogni caso essere effettuata solo quando il relitto della Costa Concordia verrà rimosso dalle acque dell’isola del Giglio e tutte le infrastrutture realizzate per l’intervento saranno rimosse».

L’Ispra aveva stimato il danno ambientale prodotto dal naufragio in circa 12 milioni di euro, nei quali conteggiare gli impatti sulle scogliere, la distruzione di una prateria di posidonia di circa 7.000 m2, senza contare i servizi ecosistemici che fornivano, la biodiversità andata persa e l’acqua contaminata dentro il  relitto che potrebbe far aumentare i danni in caso di sversamento.