Dal pedaggio autostradale risorse per combattere l’inquinamento: un po’ di chiarezza

[6 giugno 2014]

Sulla Gazzetta Ufficiale del 23 marzo scorso è stato pubblicato il Decreto Legislativo 4 marzo 2014 n. 43 “Attuazione della direttiva 2011/76/UE. Il decreto introduce importanti novità riguardo la possibilità di computare all’interno del costo del pedaggio per gli “autoveicoli pesanti (con peso superiore le 3,5 tonnellate) adibiti al trasporto di merci su strada”, i costi esterni dovuti all’inquinamento atmosferico e acustico da traffico per l’uso della rete stradale transeuropea e in particolare delle autostrade, in funzione del tipo di strada, del veicolo (con costi variabili in funzione della categoria di emissione EURO dell’autoveicolo) e del periodo della giornata in cui si verifica il transito.

ARPAT ha pubblicato sul suo sito un approfondito articolo di ARPATnews nel quale si illustra i contenuti di questo provvedimento.

Attraverso il sistema del pedaggio e dei diritti di utenza, si mettono in atto rispettivamente il principio “chi inquina paga” e “chi usa paga” in funzione del costo dell’inquinamento atmosferico e acustico dovuto al traffico tenuto conto dei costi sanitari, compresi i costi delle cure mediche, le perdite di raccolto e altre perdite di produzione sostenuti nel territorio italiano.

Gli introiti derivanti dagli oneri per i costi esterni devono essere utilizzati dallo Stato al fine di ottimizzare l’intero sistema dei trasporti. In particolare tali introiti sono utilizzati prioritariamente per rendere i trasporti più sostenibili, mediante una o più delle misure seguenti:
1. l’agevolazione di una tariffazione efficace;

2. la riduzione alla fonte dell’inquinamento dovuto al trasporto stradale;

3. l’attenuazione alla fonte degli effetti dell’inquinamento dovuto al trasporto stradale;

4. il miglioramento delle prestazioni dei veicoli in materia di CO2 e di consumo di carburante;.

Poichè gli oneri relativi al rumore dipendono dalla conoscenza dei livelli di esposizione determinati dalla mappatura acustica delle infrastrutture, si comprende bene l’importanza del lavoro svolto in Toscana su questo aspetto.

ARPAT nello scorso anno ha elaborato la mappa acustica dell’agglomerato di Prato (dopo quelle già realizzate in precedenza di Firenze e Pisa) e completato la mappatura delle strade regionale e provinciali (provincia di Massa) con un volume di traffico tra 3.000.000 e 6.000.000 veicoli l’anno. I dati sono consultabili sul sito web dell’Agenzia.

L’esperienza toscana

Nel 2003 la Regione Toscana (rapporto IRPET su “I costi ambientali della mobilità: una prima esperienza toscana, 2003) ha proposto una stima del costo del rumore da trasporto stradale a livello regionale. I fattori presi in considerazione riguardavano:

  • la perdita di valore degli immobili nelle aree soggette a rumore;
  • la riduzione delle prestazioni lavorative degli individui esposti al rumore;
  • il costo delle cure mediche a seguito dell’esposizione al rumore stesso.

Nella tabella a lato sono riportati i risultati del rapporto IRPET per la Toscana. Il costo sociale stimato per l’intera regione, dati riferiti al 2001, risultava pari a 740.000.000 euro.

di Arpat