Grazie ai Gestori del servizio idrico e all'Agenzia, effettuati 670 controlli allo scarico

Depuratori, Arpat: irregolarità in un impianto toscano su cinque

Test effettuati sugli impianti per acque reflue urbane, scarichi industriali, acque di vegetazione ed effluenti di allevamento

[1 agosto 2016]

depuratori controllati arpat 2015

Nel corso dell’ultimo anno sono stati controllati i 200 depuratori di acque reflue urbane di potenzialità superiore a 2000 abitanti equivalenti (Ae) presenti sul territorio toscano, effettuando 670 controlli allo scarico per oltre 10.000 determinazioni analitiche. Secondo i risultati contenuti nel volume Acque reflue urbane e industriali. Risultato dei controlli agli scarichi – Anno 2015, recentemente pubblicato, le irregolarità registrate riscontrate nel corso dell’ultimo triennio oscillano intorno al 10% dei controlli effettuati e, per quanto riguarda nello specifico l’anno 2015, le irregolarità «sono state in totale 64, sia di carattere amministrativo che penale ed hanno riguardato 39 impianti, principalmente nelle province di Lucca, Pistoia e Pisa». Quasi 40 impianti, dunque uno su cinque.

Stessa dinamica per quanto riguarda gli scarichi industriali. Nel corso dell’ultimo anno – sintetizzano da Arpat – sono stati effettuati oltre un centinaio di controlli presso attività produttive che scaricano in corpi idrici superficiali ed altrettanti controlli presso ditte che scaricano in pubblica fognatura, e gli impianti con irregolarità sono risultati intorno al 20%. Identica percentuale rispetto ai depuratori di acque reflue urbane. Per quanto riguarda infine i controlli sull’utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione ed effluenti di allevamento, questi hanno interessato oltre 70 aziende agricole con 9 irregolarità riscontrate.

Il controllo della conformità degli scarichi da depuratori di acque reflue urbane, precisano da Arpat, è

eseguito ai sensi del D.Lgs 152/06 parte III e del Regolamento regionale Dgrt 46/2008 e s.m.i. «Nel 2015 sono andati a regime i protocolli stipulati fra Arpat e Gestori del servizio idrico integrato: rientrano nel protocollo oltre 180 depuratori su 200. Secondo il protocollo, i controlli di tabella 1 D.Lgs 152/06 parte III Allegato 5 (BOD5, COD e solidi) sono condivisi fra Arpat (25) e Gestore (75), mentre i controlli della tabella 3 (metalli, idrocarburi, solventi, tensioattivi, ecc.) rimangono a totale carico di Arpat, che esegue di norma almeno una volta l’anno un’ispezione di impianto completa con verifiche di tipo documentale ed amministrativo sul rispetto delle prescrizioni, nonché altre verifiche (ad esempio quelle relative alla gestione dei rifiuti e alle emissioni)».